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lunedì 25 febbraio 2008

La poesia è una trascrizione imperitura di fugaci sensazioni. Ed è proprio perché una poesia è “per sempre”, che abbiamo pensato di dedicare una rubrica apposita al “sommo poetare”.
Ugo Foscolo



Né più mai toccherò le sacre sponde
Ove il mio corpo fanciulletto giacque,
Zacinto mia, che te specchi nell’onde
Del greco mar, da cui vergine nacque

Venere, e fea quell’isole feconde
Col suo primo sorriso, onde non tacque
Le tue limpide nubi e le tue fronde
L’inclito verso di colui che l’acque

Cantò fatali ed il diverso esiglio,
Per cui, bello di fama e di sventura,
Baciò la sua petrosa Itaca Ulisse.

Tu non altro che il canto avrai del figlio,
O materna mia terra; a noi prescrisse
Il fato illacrimata sepoltura
Ugo Foscolo

A Zacinto
Metro: sonetto (ABAB, ABAB, CDE, CED). Da notare come le parole-rima delle quartine, tra l'altro di suggestiva congruenza semantica, si ripercuotano variamente in rime interne e assonanze nei primi undici versi.
Scritto tra il 1802 e il 1803 e in quell'anno pubblicato. Il primo sentimento di questo sonetto è il dolore causato dall'esilio e dal rimpianto della propria terra insieme alla coscienza di non potervi più fare ritorno; il dolore scaturisce da una condizione di solitudine che è diventata ormai esistenziale per la mancanza di affetti duraturi che possano permettere la creazione di un focolare domestico. L'esilio apre e chiude il sonetto e la chiusura contiene quel concetto di tomba che diventerà essenziale nei Sepolcri. Zacinto è la patria ideale, che incarna le grandi illusioni dell'uomo: la bellezza, raffigurata da Venere che rese feconde le acque che la bagnano, la poesia raffigurata dal sommo poeta Omero, insieme all'esilio, cui lo stesso poeta è destinato, raffigurato da Ulisse, che però ha il privilegio di ritornare alla sua petrosa Itaca, mentre il poeta sarà sepolto fra genti straniere in una illacrimata sepoltura.
Seguendo la critica idealistica si può affermare che nel sonetto sono presenti in nuce i miti fondamentali della poesia foscoliana (mito inteso come immagini significative, sintesi della vita, degli affetti e delle meditazioni del poeta). E cioè:

- il mito dell'esilio - esilio come rifiuto del poeta di accettare i valori della società in cui viveva, e quindi esilio come rivolta morale contro la società. Ma esilio anche come momento di meditazione.

- il mito del sepolcro- come centro di affetti familiari, simbolo di una corrispondenza d'amore che lega gli uomini attraverso il tempo; illusione della vittoria della vita sulla morte, sopravvivenza delle tradizioni civili di un popolo nella storia.

- il mito della bellezza serenatrice - come bellezza eterna e incorruttibile che per i mortali è alternativa all'angoscia di vivere e dà la possibilità di raggiungere un superiore equilibrio.

- il mito della poesia - come mezzo per tramandare alla generazioni successive i più grandi valori della civiltà umana. Poesia eternatrice quindi dei valori più alti, che oltre a sfidare la morte, sfida anche il tempo.

Ritmo

Il ritmo del sonetto è dato dal sovrapporsi di più piani:
- le rime
- la struttura metrica degli endecasillabi
- la non coincidenza tra enunciati e versi (enjambement, punteggiatura a metà del verso etc.)
- la particolare struttura sintattica che vede sei proposizioni relative concatenate che collegano tra loro, come in un continuum inesauribile, le immagini scaturite dal ricordo infantile del poeta.
v. 3. che tu specchi...
v.4 da cui vergine...
v. 5 e fea quelle isole... (la cui vergine etc.)
v. 6 onde (per cui) non tacque...
v 8 colui che l'acqua...
v. 10 per cui bello...

Figure retoriche

perifrasi: greco mar (Jonio); di colui che l'acque cantò fatali (Omero)
litote - non tacque

Lessico e sintassi

Linguaggio e sintassi della tradizione aulica, complesso nella costruzione (inversioni etc.) e ricco di latinismi e termini letterari.
Esempi - latinismi: vergine (giovane), diverso (che vaga di qua e di là).
Letterari: onde, illacrimata inclito, ove etc.

Individuate il ruolo del poeta espresso nella terzina finale del sonetto
Rintracciate tutte le figure simboliche (ad esempio l'isola, l'acque) presenti nel testo e spiegate il significato.
Individuate le analogie e le differenze che esistono tra l'io lirico(= colui che nel sonetto parla), l'autore reale(=Foscolo) e Omero (="colui che l'acque cantò fatali"), e quelle tra l'io lirico ed Ulisse.
Eseguite gli esercizi pagg.125-126

SAVERIO FERRARA

Cara prof. eccole il mio commento spero che vada bene:

1)Nella terzina finale il poeta parla di se stesso, parla con la sua terra natia dicendole che non tornerà dal suo esilio, che morirà in una terra straniera e sarà sepolto in una tomba su cui nessuno piangerà, lui attribuisce questa sua sorte al Fato che già ha prescritto quello che succederà.

2)Le figure simboliche sono: L’isola, che rappresenta la patria verso cui sia Ulisse che Foscolo cercano di tornare.Vi è una segreta relaziuone tra Zacinto e Venere, sottolineata dalla collocazione dei due nomi all'inizio di verso, dall'enjambement e dal fatto che sia l'isola sia la dea emergono dalle stesse acque." L’acque", rappresenta il mare di cui sia Omero che Foscolo hanno parlato. Petrosa Itaca, serve a far capire che Itaca non era una terra ricca e feconda me lo stesso era importantissima per Ulisse perché era la sua patria.

3)Nella poesia si vengono a creare delle relazioni tra il poeta e le figure di Ulisse e Omero. Foscolo coglie una somiglianza tra il suo esilio e quello di Ulisse ma nota anche che la sua condizione è diversa da quella di Ulisse perché lui è in esilio per propria volontà mentre Ulisse è stato costretto all’esilio dalla sua sorte e da una serie di sfortunati eventi. Allo stesso tempo, Foscolo, si sente come Omero perché entrambi hanno descritto la bellezza di Zacinto e l’esilio di Ulisse.

CONCETTA RUSSO

A Zacinto di Ugo Foscolo
1) Nella terzina finale del sonetto l’esilio di Ulisse, antico eroe greco, richiama quello di Foscolo,al quale però, a differenza del primo, non gli sarà concesso di ritornare nella sua terra natale e si conclude con l’illacrimata sepoltura, che sarà ancora più tragica perché, essendo in terra straniera, non ci sarà per il poeta l’affetto dei propri cari.
2) Le figure simboliche presenti nel testo sono:
_ sacre sponde: l'autore si riferisce alle rive di Zacinto che sono considerate sacre perché vi nacque la dea Venere.
_ fea quell’isole feconde: si riferisce a Venere che rendeva felici le terr con il sorriso.
_inclito verso: si riferisce all’illustre verso di Omero, autore dell’Odissea.
_diverso esiglio: si riferisce all’esilio di Ulisse, che va in tanta direzioni , bello di fama e di sventura: si riferisce ad Ulisse che è nobilitato dalla fama dei suoi viaggi, ma anche dalle sventure che gli sono accadute.
_petrosa: si riferisce a Itaca, terra di Ulisse, che è montuosa.
_mia terra: si riferisce a Zacinto.
_illacrimata sepoltura: è la sepoltura in terra straniera di Foscolo, lontano dai suoi familiari.

3) Le differenze tra Ulisse e Foscolo sono: Ulisse riuscì a ritornare ad Itaca (“baciò la sua petrosa Itaca”) ed era nobilitato dalla fama delle sue imprese e dei suoi viaggi, ma anche dalle sventure sofferte (“bello di fama e di sventure”); mentre Foscolo non tornerà mai a Zacinto (“né mai più toccherò le sacre sponde”) e sarà sepolto lontano dai suoi parenti (“illacrimata sepoltura”).
Il poeta però trova una somiglianza con Omero perché anche lui ha cantato la bellezza di Zacinto e l’esilio di Ulisse.

MANUELA CASELLA

Buona sera prof….sono Manuela…per la prima volta anche io invio il commento… spero che sia corretto tutto quello che ho scritto.

Le figure simboliche presenti nel sonetto “a Zacinto” di Foscolo sono:
-sacre sponde: le coste di Zacinto sono sacre perché vi nacque Venere.
-onde del greco mar: si tratta del mar Jonio.
-Venere: dea della bellezza, dell’amore e della vita.
-isole feconde: le isole del mar Jonio erano rese fertili e belle da Venere.
-limpide nubi: le nuvole candide che riflettono più luminose i raggi del sole.
-le tue fronde: i rami degli alberi.
-colui: cioè Omero, il poeta dell’odissea.
-le acque fatali: le lunghe peregrinazioni sul mar greco volute dal destino
-il diverso esiglio: l’esilio in terre differenti e straniere
-bello di fama e di sventura: Ulisse è glorioso e famoso per le sventure sopportate.
-la petrosa Itaca di Ulisse: arida e pietrosa ma pur sempre cara perché è la sua patria.
-mia terra:l’amata terra del poeta.
-il fato: il destino stabilito dalla morte.
Il tema dominante in questo sonetto è quello dell’esilio forzato dalla sua terra di cui il poeta è costretto.
Zacinto per Foscolo come Itaca per Ulisse: sono delle isole, il luogo dove essi sono nati e hanno trascorso l’infanzia. Il loro esilio però è diverso, Ulisse anche se ha sofferto, è riuscito a ritornare a Itaca dopo 20 anni e quindi conclude il suo errare con un esito positivo, mentre Foscolo, seppur con un doloroso errare, prevede di non poter mai più rivedere la sua amata patria. Nonostante il suo vivere in terra straniera e lontano dagli affetti familiari egli riesce ad accettare in modo composto il suo dolore e il suo destino.

STEFANO CONTI

1) Nelle terzine il poeta parla di se stesso.
L’esilio di Ulisse richiama quella del poeta al quale non sarà concesso di rivedere Zacinto ( la sua terra natale), la lirica si conclude con l’immagine di una morte senza i propri cari, rendendo più tragico e sofferto, il motivo dell’impossibilità del ritorno.

2) Le figure simboliche presenti nel testo sono:
-sacre sponde: perché vi nacque la Dea Venere.
-Fea quell’isole feconde: si riferisce a Venere che rendeva felici le acque con il sorriso e perchè è vista come la natura creatrice che dà la vita.
-inclito verso: è una parola di origine latina che vuol dire “illustre” si riferisce al verso di Omero.
-Petrosa: è riferito ad Itaca perché è una terra montuosa ma cara ad Ulisse perché è la sua patria.
-mia terra: si riferisce alla patria del poeta.
-illacrimata sepoltura: è riferito al poeta che non sarà confortato dalle lacrime delle persone care dopo la morte perché il fato ha stabilito una sepoltura in terra straniera e non confortata dal pianto dei parenti.

3)Le differenze tra Ulisse e Foscolo sono si possono rintracciare nel fatto che Ulisse riuscì a ritornare ad Itaca pur dovendo affrontare pericoli , inoltre era "bello di fama" grazie alle sue imprese e ai suoi viaggi, ma anche alle sue sventure, mentre il poeta non tornerà mai a Zacinto e sarà sepolto lontano dai suoi parenti perché questa è la decisione del fato.Sono invece simili in quanto sia Omero che Foscolo entrambi poeti hanno cantato nei loro versi il rimpianto per la terra natìa.

Buonasera professoressa...siamo LUCIA LA GUZZA e ANTONELLA SALVA', scusi il ritardo...Ecco le nostre risposte:

1) Nella terzina finale del sonetto il poeta parla di sè e rivolgendosi alla sua terra d'origine dice che non tornerà, che i suoi giorni finiranno in una terra straniera e sarà seppellito in una tomba su cui mai nessuno verserà una lacrima, lui assegna questa sua sorte al "destino" che già ha stabilito quello che succederà.

3)Le figure simboliche sono:
-"sacre sponde":perché qui vi nacque la dea Venere.
-"quell’isole feconde": si riferisce a Venere che rendeva fertili quelle terre.
-"inclito verso": si riferisce al verso di Omero.
"petrosa": si riferisce alla terra di Ulisse che è montuosa.
"mia terra": si riferisce alla sua terra natia cioè Zante
-"illacrimata sepoltura": si riferisce alla sorte del poeta , che muorirà lontano dai suoi famigliari e mai nessuno piangerà sulla sua tomba.

3)Nel sonetto si riscontrano relazioni tra Foscolo e Ulisse, le differenze che si rilevano tra i due poeti sono: Ulisse ,nonostante tanti pericoli, alla fine riuscì a ritornare nella sua terra ad Itaca, mentre Foscolo non tornerà mai più a Zacinto e sarà seppellito lontano dai suoi famigliari e attribuisce questa sua sorte al "Fato". Nonostante tutto, il poetaaccetta con dolore questo suo destino.

Tanti saluti, a domani! baci...

MARY PAFUMI
Salve prof sn Mery Pafumi...

Il poeta nella terzina finale si rivolge a Zante, la sua terra natale, dicendo che, di lui resterà solo la poesia, perché lui non tornerà dal suo esilio, ma morirà in una terra straniera dove nessuno piangerà sulla sua tomba.

Le figure simboliche sono:
• Sacre sponde, riferendosi alle rive di Zacinto, considerate sacre perché vi nacque la dea Venere.
• L’isola che rappresenta la patria verso cui Foscolo, ma anche Ulisse, cercano di tornare.
• Diverso esiglio, si riferisce all’esilio di Ulisse, che vaga in tante direzioni.
• Petrosa, cioè Itaca, terra di Ulisse.
• Mia terra, cioè Zacinto.
• Illacrimata sepoltura, cioè la sepoltura che lui dovrà affrontare in terra straniera lontano dai suoi.

Le differenze sono: Ulisse riesce a tornare a Itaca, mentre Foscolo no, Ulisse sarà ricordato per le sue imprese e per i suoi viaggi, ma anche per le sventure, mentre Foscolo sarà sepolto lontano dai suoi parenti.
Il poeta trova una somiglianza tra lui e Omero perché entrambi poeti hanno cantato la bellezza di Zacinto e l'esilio di Ulisse coronato dal ritorno in patria. così egli canta la sua isola , ma non il suo ritorno in patria .

A domani prof...:)
GRIOLI CHARLIE

)Nell'ultima terzina sono riportate le amare riflessioni del poeta sul suo sfortunato destino. Foscolo è condannato ad una illacrimata sepoltura in terra straniera.

2)Nella poesia ricorrono alcuni temi e immagini particolari: in primo luogo l'immagine di Zacinto, la patria del poeta, alla quale questi riferisce espressioni come le "sacre sponde", "le limpide nubi", le "fronde", il vocativo "o materna mia terra" e il verbo specchiarsi, poi viene presentata l'immagine di Venere alla quale il poeta attribuisce termini come "vergine","sorriso" e il verbo "nascere". Ad essa si collega una terza immagine, quella del mito di Ulisse , la petrosa Itaca, patria dell'eroe greco. Infine vi sono le acque che rappresentano il luogo dell'esilio e della sciagura.

3)Nella poesia vi sono delle relazioni tra Ulisse e Foscolo. Tra i temi trattati troviamo anche il tema dell'esilio e dell'amore per la patria, comuni sia al poeta che all'eroe greco che però hanno esiti differenti: a differenza di Ulisse, Foscolo è destinato a non tornare più nella terra natia e di questo viene apprezzato l'orgoglio con cui accetta il suo crudele destino. Un altra relazione poi è quella tra Omero e Foscolo, infatti entrambi hanno cantato la bellezza di Zacinto e l'esilio e successivamente il ritorno in patria di Ulisse.
RICCARDO SPADARO
Salve prof,eccole il mio commento:

1)Il ruolo del poeta nella terzina finale è quella dell'esiliato che, nonostante sia nobilitato dalla fama delle sue imprese e dei suoi viaggi ma anche dalle sventure sofferte come Ulisse a cui lui si paragona, decide di andare in esilio e di morire in terra straniera,dove nessuno della sua terra natìa lo rimpiangerà come d'altronde prevede il suo destino.

2)I luoghi e le figure simboliche principali presenti nella poesia sono le sacre sponde,ovvero Zacinto,l'isola natia dell'autore, Ulisse in esilio dalla sua terra natia Itaca alla quale il poeta Foscolo paragona la sua Zacinto e infine le acque rese feconde dalla dea Venere ill mare a cui fanno riferimento sia Omero che Foscolo.

3)Nella poesia si vengono a creare delle relazioni tra il poeta e le figure di Ulisse e Omero. Foscolo coglie una somiglianza tra il suo esilio e quello di Ulisse ma nota anche che la sua condizione è diversa da quella di Ulisse perché lui è in esilio per propria volontà mentre Ulisse è stato costretto all’esilio dalla sua sorte e da una serie di sfortunati eventi. Allo stesso tempo, Foscolo, si sente come Omero perché entrambi hanno descritto la bellezza di Zacinto e l’esilio di Ulisse.

Spero che le mie risposte siano giuste.Arrivederci,a domani.

MARY LEOTTA

Salve proff=) le lascio il mio commento.
1) Il poeta nella terzina finale del sonetto parla di sè e rivolgendosi alla sua terra d'origine dice che non tornerà dal suo esilio, che i suoi giorni finiranno in una terra straniera e sarà seppellito in una tomba su cui mai nessuno verserà una lacrima. Assegna tutto al "destino" che già ha stabilito quello che succederà.
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2)Nel sonetto “a Zacinto” di Foscolo le figure simboliche presenti sono:
-sacre sponde: le coste di Zacinto sono sacre perché vi nacque la dea Venere.
-onde del greco mar: si tratta del mar Jonio.
-Venere: dea della bellezza, dell’amore e della vita.
-isole feconde: le isole del mar Jonio erano rese fertili e belle da Venere.
-limpide nubi: le nuvole candide che riflettono più luminose i raggi del sole.
-le tue fronde: i rami degli alberi.
-colui: cioè Omero, il poeta dell’odissea.
-le acque fatali: le lunghe peregrinazioni sul mar greco volute dal destino
-il diverso esiglio: l’esilio in terre differenti e straniere
-bello di fama e di sventura: Ulisse è glorioso e famoso per le sventure sopportate.
-la petrosa Itaca di Ulisse: arida e pietrosa ma pur sempre cara perché è la sua patria.
-mia terra:l’amata terra del poeta.
-il fato: il destino stabilito dalla morte.
In questo sonetto il tema dominante in questo sonetto è quello dell’esilio forzato dalla sua terra di cui il poeta è costretto.
Zacinto per Foscolo come Itaca per Ulisse: sono delle isole, il luogo dove essi sono nati e hanno trascorso l’infanzia. Il loro esilio però è diverso, Ulisse anche se ha sofferto, è riuscito a ritornare a Itaca dopo 20 anni e quindi conclude il suo errare con un esito positivo, mentre Foscolo, seppur con un doloroso errare, prevede di non poter mai più rivedere la sua amata patria. Nonostante il suo vivere in terra straniera e lontano dagli affetti familiari egli riesce ad accettare in modo composto il suo dolore e il suo destino.

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3) Tra Ulisse e Foscolo ci sono molte differenze: Ulisse riuscì a ritornare ad Itaca (“baciò la sua petrosa Itaca”) ed era nobilitato dalla fama delle sue imprese e dei suoi viaggi, ma anche dalle sventure sofferte (“bello di fama e di sventure”); mentre Foscolo non tornerà mai a Zacinto (“né mai più toccherò le sacre sponde”) e sarà sepolto lontano dai suoi parenti (“illacrimata sepoltura”).
Il poeta però trova una somiglianza con Omero perché anche lui ha cantato la bellezza di Zacinto e l’esilio di Ulisse.

Saluti e Baci a domani,Buona serata...
CARMELO BUCALO
1)Foscolo, nella terzina finale, ha un ruolo da protagonista, parla del suo esilio ma in particolare con la sua Terra natia; cita diverse espressioni, l'"illacrimata sepoltura" la più importante, dovuta dal fato che ha stabilito per lui una sepoltura in terra straniera e che non sarà confortata dalle persone da lui care. Ed è proprio la sua Terra che avrà da lui solo il suo canto.

2)Le figure simboliche presenti nel testo sono:
- l'acque. in cui sono incluse le parole "sponde" e "giacque", e sta ad indicare il mare che rispecchia l'isola, e dove nacque Venere;
-"féa quell'isole", riferendosi a Venere che le rendeva vive con il suo sorriso;
-"diverso esilio", paragonato con quello di Ulisse, a differenza del fatto che Ulisse riesce nell'impresa o meglio dire nel rientro in patria mentre Foscolo no;
-"petrosa", Itaca, l'isola di Ulisse detta così essendo roccioso, montuosa;
-"illacrimata sepolura",la sepoltura in terra straniera di Foscolo, illacrimata perchè non sarà confortata dalle lacrime delle persone care.

3)Nel sonetto si vengono a creare dei rapporti tra il poeta e Ulisse e tra il poeta stesso e Omero. Ma per quanto riguarda il primo ci sono alcune differenze da sottolineare: intanto Foscolo accomuna il suo esilio e quello dell'eroe greco, soltanto che la condizione è contraria rispetto a quella di Ulisse (ritorno- non ritorno). Con Omero questo rapporto si basa sul fatto che entrambi hanno cantato la bellezza di Zacinto e parlano dell'esilio, Omero di Ulisse e il suo ritorno, Foscolo del suo e del suo non ritorno.

MANILA TROVATO
Salve prof sono Manila….scusi per il ritardo ma l’importante è: meglio tardi che mai….comunque ecco le mie risposte:

1)il poeta nell’ultima terzina parla di se stesso. Rivolgendosi alla sua terra d’origine, dic che lui non tornerà più dal suo esilio, morirà in una terra straniera e verrà sepolto in una tomba su cui nessuno piangerà. Il poeta attribuisce tutto al Fato che ha già stabilito quello che succederà
2) le figure simboliche che troviamo in questo sonetto sono:
-sacre sponde:le coste di Zacinto, sacre perché vi nacque la dea Venere ;
-fea dell’isole feconde: si riferisce a Venere che con il suo sorriso rendeva le terre felici;
-inclito verso: si riferisce al verso illustre di Omero
-le tue fronde: i rami degli alberi;
-diverso esiglio: si riferisce all’esilio in diverse direzioni di Ulisse diverso è latinismo;
-petrosa: si riferisce alla terra di Ulisse, Itaca;
- mia terra: si riferisce alla sua terra di origine, Zacinto;
-illacrimata sepoltura: è la sepoltura in una terra straniera, lontano dai suoi cari;
-fato: cioè il destino già stabilito.

3)le differenze tra Ulisse e Foscolo consistono in queste riflessioni: Ulisse, dopo aver affrontato molti pericoli, riuscì a tornare nella sua terra, invece Foscolo non ci riuscì e quindi verrà sepolto in una terra straniera lontano dai suoi familiari. Omero e Foscolo entrambi poeti nei loro versi hanno cantato la terra natia e sono accomunati dal tema dell'esilio, Omero con Ulisse , Foscolo l'ha sofferto in prima persona

A domani…
GIADA GIUFFRIDA

“A Zacinto” è un sonetto (ABAB,ABAB,CDE,CED), scritto tra il 1802 e il 1803 e pubblicato lo stesso anno.
Nell’ultima terzina Foscolo parlando di se stesso, si rivolge alla sua terra natia dicendole che non potrà far più ritorno e che il Fato gli prescrisse un’illacrimata sepoltura, cioè una sepoltura senza le lacrime dei suoi cari.
Nel 13° verso con l’espressione “a noi” PLURALIS MAIESTATIS il poeta allarga il discorso a tutta l’umanità, ponendo in risalto la figura del POETA VATE il cui compito si configura come guida civile verso il bene della patria (come Dante).
Foscolo i inizia il sonetto con una negazione: “Ne più mai…”come se il discorso poetico fosse la prosecuzionedi un discorso precedente,formulato tra sè e rimasto in sospeso,Leopardi ama queste sensazioni vaghe e indefinite..
Le altre figure simboliche sono:
-sacre sponde: le coste di Zacinto sono sacre perché vi nacque Venere. Si rifà al mito neoclassico.
-giacque : ritorna alla sua infanzia.
-féa: è un latinismo che significa rendeva.
-l’inclito verso: è una perifrasi usata per indicare Omero.
-rocciosa: la Itaca rocciosa di Ulisse.
-illacrimata sepoltura: tomba senza lacrime.
La tematica, che apre e chiude il sonetto, è l’esilio e la consapevolezza di non tornare più a Zante.
Nella poesia infatti si crea una condizione capovolta rispetto a quella di Ulisse che riuscirà a tornare a Itaca.
YVONNE SGROI
salve prof scusi il ritardo…

1)Nella terzina finale il poeta parla di sè, parla con la sua terra nativa dicendo che non tornerà dall’esilio, che morirà in una terra straniera e sarà sepolto in una tomba su cui nessuno piangerà, egli dice che tutto ciò è stato scelto dal fato(il destino).

2)Le figure simboliche sono: L’isola, che rappresenta la patria. C’ è una relazione tra Zacinto e Venere, che si nota dalla collocazione dei due nomi all'inizio di verso, dall'enjambement e dal fatto che sia l'isola sia la dea emergono dalle stesse acque." L’acque": rappresenta il mare di cui sia Omero che Foscolo hanno parlato. Petrosa Itaca: serve a far capire che Itaca non era una terra ricca e feconda me lo stesso era importantissima per Ulisse perché era la sua patria.

3)Nella poesia si vengono a creare delle relazioni tra il poeta e le figure di Ulisse e Omero. FOSCOLO con ULISSE: ESILIO. Con solo una differenza: Ulisse ritorna in patria, mentre Foscolo non. tornerà mai e ne è consapevole. Allo stesso tempo, Foscolo, si sente come Omero perché entrambi hanno descritto la bellezza di Zacinto e l’esilio.
SANDRO DEL POPOLO

buona sera prof
ecco le mie risposte e mi scuso per il ritardo

1.il poeta,assume il ruolo di una persona infelice, perchè costretta per vari motivi ad esiliare e ad abbandonare la propria terra a cui è affezionato

2.le figure simboliche presenti nel testo sono:
-isola ovvero patria di Foscolo e Ulisse;
-sacre sponde, rive sacre perchè luogo natio della dea Venere
-onde del greco ma = mar Ionio
-il diverso esilio: esilio differente da quello di Ulisse per la nuova destinazione
-bello di fama e di sventura:Ulisse è famoso ma anche sfortunato per le sue peripezie
-petrosa:Itaca città rocciosa di Ulisse
-il fato: il destino superiore
-illacrimata sepoltura: sepoltura che avverrà lontano dalla sua patria e senza l'affetto dei propri cari

3Nell'io lirico, Ugo Foscolo si mette a confronto con le figure e la condizione di vita di Ulisse, cogliendo le somiglianze fra il proprio esilio e quello di Ulisse dalle proprie terre,
nell'autore reale, invece, Foscolo parla di sé accostandosi al poeta greco Omero. Questo accostamento consiste nell'esaltare le loro lodi verso le proprie terre

14 commenti:

Saverio ha detto...

Cara prof. eccole il mio commento spero che vada bene:

1)Nella terzina finale il poeta parla di se stesso, parla con la sua terra natia dicendole che non tornerà dal suo esilio, che morirà in una terra straniera e sarà sepolto in una tomba su cui nessuno piangerà, lui attribuisce questa sua sorte al Fato che già ha prescritto quello che succederà.

2)Le figure simboliche sono: L’isola, che rappresenta la patria verso cui sia Ulisse che Foscolo cercano di tornare. L’acque, rappresenta il mare di cui sia Omero che Foscolo hanno parlato. Petrosa Itaca, serve a far capire che Itaca non era una terra ricca e feconda me lo stesso era importantissima per Ulisse perché era la sua patria.

3)Nella poesia si vengono a creare delle relazioni tra il poeta e le figure di Ulisse e Omero. Foscolo coglie una somiglianza tra il suo esilio e quello di Ulisse ma nota anche che la sua condizione è diversa da quella di Ulisse perché lui è in esilio per propria volontà mentre Ulisse è stato costretto all’esilio dalla sua sorte e da una serie di sfortunati eventi. Allo stesso tempo, Foscolo, si sente come Omero perché entrambi hanno descritto la bellezza di Zacinto e l’esilio di Ulisse.

Saverio Ferrara

Anonimo ha detto...

Buona sera prof….sono Manuela…per la prima volta anche io gli sto rispondendo… spero che sia giusto tutto quello che gli ho scritto.

Le figure simboliche presenti nel sonetto “a Zacinto” di Foscolo sono:
-sacre sponde: le coste di Zacinto sono sacre perché vi nacque Venere.
-onde del greco mar: si tratta del mar Jonio.
-Venere: dea della bellezza, dell’amore e della vita.
-isole feconde: le isole del mar Jonio erano rese fertili e belle da Venere.
-limpide nubi: le nuvole candide che riflettono più luminose i raggi del sole.
-le tue frode: gli alberi.
-colui: cioè Omero, il poeta dell’odissea.
-le acque fatali: le lunghe peregrinazioni sul mar greco volute dal destino
-il diverso esiglio: l’esilio in terre differenti e straniere
-bello di fama e di sventura: Ulisse è glorioso e famoso per le sventure sopportate.
-la petrosa Itaca di Ulisse: arida e pietrosa ma pur sempre cara perché è la sua patria.
-mia terra:l’amata terra del poeta.
-il fato: il destino stabilito dalla morte.
Il tema dominante in questo sonetto è quello dell’esilio forzato dalla sua terra di cui il poeta è costretto.
Zacinto per Foscolo come Itaca per Ulisse: sono delle isole, il luogo dove essi sono nati e hanno trascorso l’infanzia. Il loro esilio però è diverso, Ulisse anche se ha sofferto, è riuscito a ritornare a Itaca dopo 20 anni e quindi conclude la sua vita con un esito positivo. Mentre Foscolo, seppur con un doloroso errare, prevede di non poter mai più rivedere la sua amata patria. Nonostante il suo vivere in terra straniera e lontano dagli affetti familiari egli riesce ad accettare in modo composto il suo dolore e il suo destino.



Distinti saluti….a domani!!!
Manuela Casella II E

Anonimo ha detto...

A Zacinto di Ugo Foscolo
1) Nella terzina finale del sonetto l’esilio di Ulisse, antico eroe greco, richiama quello di Foscolo, il quale però a differenza del primo, non gli sarà concesso di ritornare nella sua terra natale e si conclude con l’illacrimata sepoltura, che sarà ancora più tragica perché essendo in terra straniera non ci sarà l’affetto dei propri cari.
2) Le figure simboliche presenti nel testo sono:
_ sacre sponde: si riferisce alle rive di Zacinto che sono considerate sacre perché vi nacque la dea Venere.
_ fea quell’isole feconde: si riferisce a Venere che rendeva felici le terre.
_inclito verso: si riferisce all’illustre verso di Omero, autore dell’Odissea.
_diverso esiglio: si riferisce all’esilio di Ulisse, che è diverso dal suo perché riesce a ritornare ad Itaca.
_ bello di fama e di sventura: si riferisce ad Ulisse che è nobilitato dalla fama dei suoi viaggi, ma anche dalle sventure che gli sono accadute.
_petrosa: si riferisce a Itaca, terra di Ulisse, che è montuosa.
_mia terra: si riferisce a Zacinto.
_illacrimata sepoltura: è la sepoltura in terra straniera di Foscolo, lontano dai suoi familiari.

3) Le differenze tra Ulisse e Foscolo sono: Ulisse riuscì a ritornare ad Itaca (“baciò la sua petrosa Itaca”) ed era nobilitato dalla fama delle sue imprese e dei suoi viaggi, ma anche dalle sventure sofferte (“bello di fama e di sventure”); mentre Foscolo non tornerà mai a Zacinto (“né mai più toccherò le sacre sponde”) e sarà sepolto lontano dai suoi parenti (“illacrimata sepoltura”).
Il poeta però trova una somiglianza con Omero perché anche lui ha cantato la bellezza di Zacinto e l’esilio di Ulisse.

Concetta Russo II E

stefano ha detto...

1) Nelle terzine il poeta parla di se stesso.
L’esilio di Ulisse richiama quella del poeta al quale non sarà concesso di rivedere Zacinto ( la sua terra natale), la lirica si conclude con l’immagine di una morte senza i propri cari, rendendo più tragico e sofferto, il motivo dell’impossibilità del ritorno.

2) Le figure simboliche presenti nel testo sono:
-sagre sponde: perché li nacque la Dea Venere.
-Fea quell’isole feconde: si riferisce a Venere che rendeva felici le terra con il sorriso e perchè è vista come la natura creatrice che da la vita.
-inclito verso: è una parola di origine latina che vuol dire “illustre” si riferisce al verso di Omero.
-Petrosa: è riferito ad Itaca perché è una terra montuosa ma cara ad Ulisse perché è la sua patria.
-mia terra: si riferisce alla patria del poeta.
-illacrimata sepoltura: è riferito al poeta che non sarà confortato dalle lacrime delle persone care dopo la morte perché il fato ha stabilito una sepoltura in terra straniera.

3)Le differenze tra Ulisse e Foscolo sono: Ulisse riuscì a ritornare ad Itaca pur dovendo affrontare pericoli ed era "bello di fama" grazie alle sue imprese e ai suoi viaggi, ma anche alle sue sventure, mentre il poeta non tornerà mai a Zacinto e sarà sepolto lontano dai suoi parenti perché deciso dal fato. Il poeta però trova una somiglianza con Omero perché parla della bellezza di Zacinto e l’esilio di Ulisse.

Anonimo ha detto...

Buonasera professoressa...siamo Lucia e Antonella, scusaci il ritardo...ecco le nostre risposte:

1) Nella terzina finale del sonetto il poeta si esprime di se stesso, comunica con la terra originaria dicendole che non tornerà, che i suoi giorni finiranno in una terra straniera e sarà seppellito in una tomba su cui mai nessuno verserà una lacrima, lui assegna questa sua sorte al "destino" che già ha stabilito quello che succederà.

3)Le figure simboliche sono:
-"sacre sponde":perché qui vi nacque la dea Venere.
-"quell’isole feconde": si riferisce a Venere che rendeva fertili quelle terre.
-"inclito verso": si riferisce al verso di Omero.
"petrosa": si riferisce alla terra di Ulisse, che è montuosa.
"mia terra": si riferisce alla terra natia di Ulisse.
-"illacrimata sepoltura": si riferisce alla sorte del poeta , che muorirà lontano dai suoi famigliari e mai nessuno piangerà nella sua tomba.

3)Nel sonetto si riscontrano relazioni tra Foscolo e Ulisse, le differenze che si rilevano tra i due poeti sono: Ulisse nonostante dovette affrontare tanti pericoli alla fine riuscì a ritornare nella sua terra e da Itaca, mentre Foscolo non tornerà mai più a Zacinto e sarà seppellito lontano dai suoi famigliari perché lui attribuisce questa sua sorte al "Fato". Nonostante tutto lui accetta con dolore questo suo destino.

Tanti saluti, a domani!baci...

Lucia La Guzza e Antonella Salvà II E

Anonimo ha detto...

Salve prof sono Manila….scusi per il ritardo ma l’importante è: meglio tardi che mai….comunque ecco le mie risposte:

1)il poeta nell’ultima terzina parla di se stesso. Rivolgendosi alla sua terra d’origine, dicendo che lui non tornerà più dal suo esilio, morirà in una terra straniera e verrà sepolto in una tomba su cui nessuno piangerà. Il poeta attribuisce tutto al Fato che ha già stabilito quello che succederà
2) le figure simboliche che troviamo in questo sonetto sono:
-sacre sponde:le coste di Zacinto, sacre perché vi nacque la dea Venere ;
-fea dell’isole feconde: si riferisce a Venere che con il suo sorriso rendeva le terre felici;
-inclito verso: si riferisce ad Omero;
-le tue fronde: i rami degli alberi;
-diverso esiglio: si riferisce all’esilio di Ulisse;
-petrosa: si riferisce alla terra di Ulisse, Itaca;
- mia terra: si riferisce alla sua terra di origine, Zacinto;
-illacrimata sepoltura: è la sepoltura in una terra straniera, lontano dai suoi cari;
-fato: cioè il destino già stabilito.

3)le differenze tra Ulisse e Foscolo sono che: Ulisse dopo aver affrontato molti pericoli riuscì a tornare nella sua terra, invece Foscolo non ci riuscì e quindi venne sepolto in una terra straniera lontano dai suoi familiari. Invece tra Omero e Foscolo possiamo notare che entrambi nei loro versi parlano della terra natia.

A domani…

Anonimo ha detto...

1)Foscolo, nella terzina finale, ha un ruolo da protagonista, parla del suo esilio ma in particolare con la sua Terra natia; cita diverse espressioni, l'"illacrimata sepoltura" la più importante, dovuta dal fato che ha stabilito per lui una sepoltura in terra straniera e che non sarà confortata dalle persone da lui care. Ed è proprio la sua Terra che avrà da lui solo il suo canto.

2)Le figure simboliche presenti nel testo sono:
- l'acque. in cui sono incluse le parole "sponde" e "giacque", e sta ad indicare il mare che rispecchia l'isola, e dove nacque Venere;
-"féa quell'isole", riferendosi a Venere che le rendeva vive con il suo sorriso;
-"diverso esilio", paragonato con quello di Ulisse, a differenza del fatto che Ulisse riesce nell'impresa o meglio dire nel rientro in patria mentre Foscolo no;
-"petrosa", Itaca, l'isola di Ulisse detta così essendo roccioso, montuosa;
-"illacrimata sepolura",la sepoltura in terra straniera di Foscolo, illacrimata perchè non sarà confortata dalle lacrime delle persone care.

3)Nel sonetto si vengono a creare dei rapporti tra il poeta e Ulisse e tra il poeta stesso e Omero. Ma per quanto riguarda il primo ci sono alcune differenze da sottolineare: intanto Foscolo accomuna il suo esilio e quello dell'eroe greco, soltanto che la condizione è contraria rispetto a quella di Ulisse (ritorno- non ritorno). Con Omero questo rapporto si basa sul fatto che entrambi hanno cantato la bellezza di Zacinto e parlano dell'esilio, Omero di Ulisse e il suo ritorno, Foscolo del suo e del suo non ritorno.

Bucalo Carmelo II E.

Anonimo ha detto...

Salve proff=) le lascio il mio commento.
1) Il poeta nella terzina finale del sonetto parla di sè e rivolgendosi alla sua terra d'origine dice che non tornerà dal suo esilio, che i suoi giorni finiranno in una terra straniera e sarà seppellito in una tomba su cui mai nessuno verserà una lacrima. Assegna tutto al "destino" che già ha stabilito quello che succederà.
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2)Nel sonetto “a Zacinto” di Foscolo le figure simboliche presenti sono:
-sacre sponde: le coste di Zacinto sono sacre perché vi nacque la dea Venere.
-onde del greco mar: si tratta del mar Jonio.
-Venere: dea della bellezza, dell’amore e della vita.
-isole feconde: le isole del mar Jonio erano rese fertili e belle da Venere.
-limpide nubi: le nuvole candide che riflettono più luminose i raggi del sole.
-le tue fronde: i rami degli alberi.
-colui: cioè Omero, il poeta dell’odissea.
-le acque fatali: le lunghe peregrinazioni sul mar greco volute dal destino
-il diverso esiglio: l’esilio in terre differenti e straniere
-bello di fama e di sventura: Ulisse è glorioso e famoso per le sventure sopportate.
-la petrosa Itaca di Ulisse: arida e pietrosa ma pur sempre cara perché è la sua patria.
-mia terra:l’amata terra del poeta.
-il fato: il destino stabilito dalla morte.
In questo sonetto il tema dominante in questo sonetto è quello dell’esilio forzato dalla sua terra di cui il poeta è costretto.
Zacinto per Foscolo come Itaca per Ulisse: sono delle isole, il luogo dove essi sono nati e hanno trascorso l’infanzia. Il loro esilio però è diverso, Ulisse anche se ha sofferto, è riuscito a ritornare a Itaca dopo 20 anni e quindi conclude il suo errare con un esito positivo, mentre Foscolo, seppur con un doloroso errare, prevede di non poter mai più rivedere la sua amata patria. Nonostante il suo vivere in terra straniera e lontano dagli affetti familiari egli riesce ad accettare in modo composto il suo dolore e il suo destino.

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3) Tra Ulisse e Foscolo ci sono molte differenze: Ulisse riuscì a ritornare ad Itaca (“baciò la sua petrosa Itaca”) ed era nobilitato dalla fama delle sue imprese e dei suoi viaggi, ma anche dalle sventure sofferte (“bello di fama e di sventure”); mentre Foscolo non tornerà mai a Zacinto (“né mai più toccherò le sacre sponde”) e sarà sepolto lontano dai suoi parenti (“illacrimata sepoltura”).
Il poeta però trova una somiglianza con Omero perché anche lui ha cantato la bellezza di Zacinto e l’esilio di Ulisse.

Saluti e Baci a domani,Buona serata...da Mary Leotta

riccardo ha detto...

Salve prof,eccole il mio commento:

1)Il ruolo del poeta nella terzina finale è quella dell'esiliato che nonostante sia nobilitato dalla fama delle sue imprese e dei suoi viaggi ma anche dalle sventure sofferte come Ulisse a cui lui si paragona decide di andare in esilio e di morire in terra straniera,dove nessuno lo rimpiangerà dalla sua terra natia come prevede il suo destino.

2)I posti e le figure simboliche principali presenti nella poesia sono le sacre sponde,ovvero Zacinto,l'isola natia dell'autore,Ulisse quando andò in esilio dalla sua terra natia Itaca alla quale il poeta Foscolo si paragona e in ultimo le acque feconde che comandate dalla dea Venere si riferiscono al mare a cui fanno riferimento sia Omero che Foscolo.

3)Nella poesia si vengono a creare delle relazioni tra il poeta e le figure di Ulisse e Omero. Foscolo coglie una somiglianza tra il suo esilio e quello di Ulisse ma nota anche che la sua condizione è diversa da quella di Ulisse perché lui è in esilio per propria volontà mentre Ulisse è stato costretto all’esilio dalla sua sorte e da una serie di sfortunati eventi. Allo stesso tempo, Foscolo, si sente come Omero perché entrambi hanno descritto la bellezza di Zacinto e l’esilio di Ulisse.

Spero che le mie risposte siano giuste.Arrivederci,a domani.

RICCARDO SPADARO 2E

Anonimo ha detto...

1)Nell'ultima terzina sono riportate le amare riflessioni del poeta sul suo sfortunato destino. Foscolo è condannato ad una illacrimata sepoltura in terra straniera.

2)Nella poesia ricorrono alcuni temi e immagini particolari: in primo luogo l'immagine di Zacinto, la patria del poeta, al quale questi riferisce espressioni come le "sacre sponde", "le limpide nubi", le "fronde", il vocativo "o materna mia terra" e il verbo specchiarsi, poi viene presentata l'immagine di Venere alla quale il poeta attribuisce termini come "vergine","sorriso" e il verbo "nascere". Ad essa si collega una terza immagine, quella del mito di Ulisse , la petrosa Itaca, patria dell'eroe greco. Infine vi sono le acque che rappresentano il luogo dell'esilio e della sciagura.

3)Nella poesia vi sono delle relazioni tra Ulisse e Foscolo. Tra i temi trattati troviamo anche il tema dell'esilio e dell'amore per la patria, comuni sia al poeta che all'eroe greco che però hanno esiti differenti: a differenza di Ulisse, Foscolo è destinato a non tornare più nella terra natia e di questo viene apprezzato l'orgoglio con cui accetta il suo crudele destino. Un altra relazione poi è quella tra Omero e Foscolo, infatti entrambi hanno cantato la bellezza di Zacinto e l'esilio e successivamente il ritorno in patria di Ulisse.



GRIOLI CHARLIE II E

Anonimo ha detto...

Salve prof sn Mery Pafumi...

Il poeta nella terzina finale si rivolge a Zente, la sua terra natale, dicendo che, li, di lui resterà solo la poesia, perché lui non tornerà dal suo esilio, ma morirà in una terra straniera dove nessuno piangerà sulla sua tomba.

Le figure simboliche sono:
• Sacre sponde, riferendosi alle rive di Zacinto, considerate sacre perché vi nacque la dea Venere.
• L’isola che rappresenta la patria verso cui Foscolo, ma anche Ulisse, cercano di tornare.
• Diverso esiglio, si riferisce all’esilio di Ulisse, che vaga in tante direzioni.
• Petrosa, cioè Itaca, terra di Ulisse.
• Mia terra, cioè Zacinto.
• Illacrimata sepoltura, cioè la sepoltura che lui dovrà affrontare in terra straniera lontano dai suoi.

Le differenze sono: Ulisse riesce a tornare a Itaca, mentre Foscolo no, Ulisse sarà ricordato per le sue imprese e per i suoi viaggi, ma anche per le sventure, mentre Foscolo sarà sepolto lontano dai suoi parenti.
Il poeta trova una somiglianza tra lui e Omero perché entrambi cantano la bellezza di Zacinto e l’esilio di Ulisse.

A domani prof...:)

GIADA GIUFFRIDA ha detto...

“A Zacinto” è un sonetto (ABAB,ABAB,CDE,CED), scritto tra il 1802 e il 1803 e pubblicato lo stesso anno.
Nell’ultima terzina Foscolo parlando di se stesso, si rivolge alla sua terra natia dicendole che non potrà far più ritorno e che il Fato gli prescrisse un’illacrimata sepoltura, cioè una sepoltura senza le lacrime dei suoi cari.
Nel 13 verso con l’espressione “a noi” il poeta allarga il discorso a tutta l’umanità, risaltando il POETA VALE: Foscolo era la figura che doveva portare l’umanità verso il bene (come fece pure Dante).
Foscolo era un poeta pessimista, infatti inizia il sonetto con una negazione: “Ne più mai…”.
Le altre figure simboliche sono:
-sacre sponde: le coste di Zacinto sono sacre perché vi nacque Venere. Si rifà al mito neoclassico.
-giacque : ritorna alla sua infanzia.
-féa: è un latinismo che significa rendeva.
-l’inclito verso: è una perifrasi usata per indicare Omero.
-rocciosa: la Itaca rocciosa di Ulisse.
-illacrimata sepoltura: tomba senza lacrime.
La tematica, che apre e chiude il sonetto, è l’esilio e la consapevolezza di non tornare più a Zante.
Nella poesia infatti si crea una condizione capovolta rispetto a quella di Ulisse che riuscirà a tornare a Itaca.

Anonimo ha detto...

salve prof scusi il ritardo…

1)Nella terzina finale il poeta parla di sè, parla con la sua terra nativa dicendo che non tornerà dall’esilio, che morirà in una terra straniera e sarà sepolto in una tomba su cui nessuno piangerà, egli dice che tutto ciò è stato scelto dal fato(il destino).

2)Le figure simboliche sono: L’isola, che rappresenta la patria. C’ è una relazione tra Zacinto e Venere, che si nota dalla collocazione dei due nomi all'inizio di verso, dall'enjambement e dal fatto che sia l'isola sia la dea emergono dalle stesse acque." L’acque": rappresenta il mare di cui sia Omero che Foscolo hanno parlato. Petrosa Itaca: serve a far capire che Itaca non era una terra ricca e feconda me lo stesso era importantissima per Ulisse perché era la sua patria.

3)Nella poesia si vengono a creare delle relazioni tra il poeta e le figure di Ulisse e Omero. FOSCOLO con ULISSE: ESILIO. Con solo una differenza: Ulisse ritorna in patria, mentre Foscolo no. Allo stesso tempo, Foscolo, si sente come Omero perché entrambi hanno descritto la bellezza di Zacinto e l’esilio.

Yvonne Sgroi, 2°E

Sandro ha detto...

buona sera prof
ecco le mie risposte e mi scuso per il ritardo

1.il poeta,assume il ruolo di una persona infelice, perchè costretta per vari motivi ad esiliare e ad abbandonare la propria terra a cui lui è affezionato

2.le figure simboliche presenti nel testo sono:
-isola ovvero patria di Foscolo e Ulisse;
-sacre sponde, rive sacre perchè luogo natio della dea Venere
-onde del greco mar: mar Ionio
-il diverso esilio: esilio differente da quello di Ulisse per la nuova destinazione
-bello di fama e di sventura:Ulisse è famoso ma anche sfortunato
-petrosa:Itaca città rocciosa di Ulisse
-il fato: il destino
-illacrimata sepoltura: sepoltura che avverrà lontano dalla sua patria e senza l'affetto dei propri cari

3.nell'io lirico, Ugo Foscolo si mette a confronto con le figure e la condizione di vita di Ulisse, cogliendo le somiglianze fra il proprio esilio e quello di Ulisse dalle proprie terre
nell'autore reale invece Foscolo parla di sé accostandosi al poeta greco Omero. Questo accostamento consiste nell'esaltare le loro lodi verso le proprie terre