giovedì 3 novembre 2016

Visita didattica a Savoca,uno dei borghi più belli d’Italia







L’intento di questa visita guidata è quello di far conoscere, vivendo il territorio, il patrimonio storico-architettonico e museale  e di far conoscere ed apprezzare il patrimonio monumentale presente in Sicilia.


Visita di Savoca, borgo arroccato sopra un colle bivertice roccioso. È anche nominata "paese dalle sette facce" e "Terra ferace di gagliardi ingegni". Città d'arte, dal 2008 è inserita nel circuito dei Borghi più belli d'Italia .All’imbocco del paese il settecentesco Palazzo Trimarchi, che rivela ancora l’insegna del celebre Bar Vitelli, tra i luoghi d’interesse vanno ricordati i ruderi del Castello di Pentefur, la Chiesa di Santa Maria in Cielo Assunta e la sua Cripta dove venivano effettuate le mummificazioni, i resti delle mura e l’antica Porta della Città.

Docenti accompagnatori delle classi 1H e 1B : M.Allo,M. Finocchiaro e  J. Pilotta
Pranzo a sacco




foto Roberto Cattona


Uno storico del Settecento, Vito Amico scrisse: “Presentano leggiadria gli edifici dei cittadini, ma ineguali sono le vie giusta l’indole del declive terreno”.

Le abitazioni sono raramente contigue, ma più spesso separate da strapiombi, spezzate dalla roccia, dove cresce spontanea la pianta del sambuco, a ricordarci il nome del paese. Ruderi, vicoli e cisterne scavate nella roccia conferiscono al luogo un fascino particolare, tanto più che è dominato dal castello Pentefur, forse costruito dagli arabi e poi ampliato dai normanni, ma che porta anche l’eco dei misteriosi fondatori aborigeni.




Punti cardini della visita : Cripta del Convento dei Cappuccini- Bar Vitelli-Porta della città del XIII sec.-Museo Etno –Antropologico- Chiesa di San Michele XIII sec.-Chiesa di S. Nicolò o di Santa Lucia-Chiesa Madre XII Sec.-Chiesa Madre XII sec-Castello Arabo- Normanno.
Chiesa di San Michele
La chiesa di San Michele venne sottratta all’oblio sulla spinta di una petizione popolare proposta negli anni Novanta dall' Archeoclub d’Italia.
photo di  Francesco Fichera 1 H



Prospetto Chiesa Madre
Il più importante monumento di Savoca è la Chiesa Madre del XII secolo, alla cui giurisdizione erano soggette tutte le altre chiese, urbane e rurali, del territorio. È a tre navate con capitelli in stile romanico. La costruzione originaria ci porta al periodo normanno. Nei suoi sotterranei si mummificavano i cadaveri e ancora oggi esistono i locali in cui si praticava l’empirico procedimento. Qui c’era la cattedra dell’Archimandrita: sul soglio ligneo, che si conserva ancora, è effigiato lo stemma archimandritale.La chiesa presenta un organismo architettonico di tipo basilicale frutto di varie fasi evolutive. Nell’ambito del palinsesto costruttivo che ne celava l’esistenza, anche in forza del ribaltamento dell’asse, recenti lavori hanno consentito il ritro-vamento di un brano murario riferibile ad un originario impianto ad aula orientata, di cui permangono la ghiera dell’abside con un soprastante oculo ed ai lati, inseriti nelle spessore murario, diacronicon e protesis ancora decorati con ampie tracce del partito figurativo originario di affreschi e, in zona antistante, un lacerto residuale dell’originario impianto pavimentale in cotto. Detta permanenza, leggibile come testimonianza di una chiesa di rito greco, conferma alcuni dati storico-tradizionali che collocavano la stessa come appannaggio dell’Archimandrita messinese il cui “seggio” permaneva sino ad epoca recente. I caratteri greci e le istanze occidentali evidenti negli affreschi raffiguranti: San Giovanni Crisostomo e S. Basilio (?), emersi nel corso dei lavori di restauro sono illustrati dal Servizio storico artistico.


Chiesa Madre di Savoca

Recentemente sono affiorati affreschi murali tardo-medievali riconducibili all’iconografia bizantina  

San Giovanni Crisostomo, il padre della chiesa cristiana dOriente

San Basilio ?

Assunzione della Santa Vergine al Cielo, particolare dell'affresco del XVI secolo

Chiesa di San Nicolò contenente la statua di santa Lucia, patrona di Savoca


L’omu di mala cuscenza, comu opira a cussi’ penza.

Responsabile e ideatore  del Museo comunale “Storico-Etnoantropologico” e dell’Archivio Storico del Comune di Savoca è Santo Lombardo .La singolare esposizione permanente della Civiltà contadina e Storia locale presenta al suo interno tutta una serie di oggetti di uso comune proposti a “cicli” (lavoro-mangiare-panificazione, ecc..), accompagnati da una scheda tecnica con anche una trascrizione di poesie popolari e proverbi attinenti al tema. Da qui l’esigenza avvertita dall’autore di raccogliere detti e proverbi, provenienti da questo contesto, in una minuziosa pubblicazione dal titolo “Proverbi e modi di dire di Savoca e dintorni”, andata in stampa nel 2005. 

L’omu di mala cuscenza, comu opira a cussi’ penza.

Amaru cu dù malu soi non si nn’adduna, apposta c‘è fatta la Furca alla Marina.
Da rilevare un  canto popolare molto diffuso in zona che proclama le caratteristiche di ogni singolo paese e dei suoi abitanti.

Sauca, spaventu mi ti vaddu:

li rrobbi vi li scippunu di ncoddu.
Casaluvecchiu, fimmini caiordi
chi launu i fasciaturi ‘nte maiddi.
A Mannanici ci su’ li sciacquateddi,
si sciacquanu ‘nta l’acqua comu anghiddi.
Lucadoti, non brutti e non beddi
A li Pagghiara, ttriulu pì iddi.
A Rocchiniri vinnunu cipuddi,
‘A Marina, ci sunnu custardeddi


All'interno del locale si può fare un tour nel piccolo museo fotografico del Padrino, che racconta le settimane di riprese, mostrando le immagini e lo straordinario lavoro del regista Francis Ford Coppola.




Diario di bordo a cura di  FEDERICA PRIVITERA

GITA DI ISTRUZIONE

SAVOCA



Oggi, 25 Ottobre 2016, la mia classe e la prima B, siamo andati a visitare il borgo di Savoca, accompagnati dalla Professoressa Allo.
Questa gita d’istruzione, è stata organizzata dai proff  M.Allo di Geostoria e M. Finocchiaro di Inglese.
La prima tappa è stata  un museo di oggetti antichi: pentole, vasi, oggetti da cucina e da lavoro, macchine da scrivere, ecc.
Subito dopo siamo andati in una chiesa che era in restauro, dedicata a San Michele, costruita nel 1220 circa. Nel 1700 venne ristrutturata seguendo lo stile sfarzoso del barocco.
Sotto la chiesa c’erano delle tombe di alcuni personaggi illustri di Savoca.
Abbiamo anche visitato la chiesa di Santa Lucia, costruita nel XV secolo dai monaci domenicani.
Dopo aver fatto una piccola pausa per mangiare e riposare, siamo andati a visitare la chiesa Madre, edificata dai Normanni nel 1130 circa.
Alla fine del XV secolo,venne ricostruita con stile  rinascimentale.
All’interno sono presenti antiche opere di grande valore storico ed artistico.
Nel 2002, in occasione di lavori di restauro, sono stati casualmente scoperti due affreschi murali del XII secolo, di stile normanno, raffiguranti San Giovanni Crisostomo e San Basilio Magno.
Infine, abbiamo visitato il convento dei cappuccini, la cripta è stata realizzata agli inizi del 1600  e nei sotterranei della chiesa si racchiudono trentasette cadaveri mummificati, appartenenti a notai, avvocati, monaci, tutti potenti e aristocratici di Savoca.Vedere le cripte è stato davvero impressionante. Al ritorno,  in autobus, c’era molto euforia , eravamo stanchi, ma ci siamo divertiti. Questa prima esperienza didattica trascorsa da allievi ed insegnanti in maniera piena, con momenti istruttivi e didattici alternati ad altri più “leggeri” e divertenti è stata davvero piacevole e proficua.


                                                                                                              Federica Privitera  classe 1 H


In conclusione, caro diario, speriamo di poterti raccontare moltissime altre nostre esperienze, ma adesso, questo capitolo si chiude qui.

Le classi 1 H e 1 B


lunedì 3 ottobre 2016

"LampeduSani" di Costanza Quatriglio con Erri De Luca


È oggi la Giornata della Memoria delle vittime dell'immigrazione. Una giornata per celebrare e commemorare le 386 vittime che il 3 ottobre del 2013 naufragarono a poche miglia da Lampedusa in una delle tragedie più gravi che si sia mai consumata nel Canale di Sicilia.
"LampeduSani” è il titolo del documentario realizzato da Costanza Quatriglio e
Erri De Luca. Un racconto di 20 minuti sospeso tra natura e poesia per spiegare chi sono  davvero i lampedusani e cosa contraddistingue la loro vocazione all’accoglienza. A narrare le storie di vita che s’intrecciano nella splendida cornice dell’isola e del suo mare è, oltre alla regista, lo scrittore Erri De Luca.

domenica 29 maggio 2016

Didattica e multimedialità



2.0 in classe Dalla rete: il bisogno, l' idea 
Daniele Barca
Racconta la tecnologia 
Maria Allo 



http://docplayer.it/1094011-2-0-in-classe-dalla-rete-il-bisogno-l-idea.html