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martedì 12 febbraio 2008

Percorso poetico: Fuga del tempo e invito alla gioia



Spazio per i vostri lavori


Charlie Grioli II E


Se pensiamo come il tempo ha modificato l'uomo e il suo pensiero attraverso eventi storici e culturali, non riusciamo quasi a credere come certe passioni ed emozioni possano essere immortali e possano essere riportate da autori di diversi periodi uniti dalla stessa sensibilità. Lorenzo De Medici con " Il trionfo di Bacco e Arianna ", Catullo con i versi dedicati a Lesbia e Orazio con i versi rivolti a Leuconoe, affrontano i temi dell'amore , della brevità della vita e dell'avanzare della morte. Due dei tre autori concordano su alcuni aspetti dei temi trattati, infatti sia nella lirica di De Medici che nei versi di Catullo si dice che ogni attimo della vita bisogna viverlo con intensità e con molto godimento. Orazio invece affronta l'argomento con un atteggiamento più riflessivo, infatti nel suo componimento, egli rivolgendosi a Leuconoe dice che la vita si deve vivere giorno per giorno senza pensare che questa possa finire.

buona sera prof! Yvonne Sgroi II E

la fugacità del tempo è un "argomento"che affascinò e continua ad affascinare i poeti di tutti i tempi.
A partire da Catullo (84-54 a.C.), il quale scrisse il "Carme 5". Egli in questa poesia dà peso alla brevità e alla fragilità della vita come la gioventù passi velocemente e alla fugacità dei piaceri amorosi. Catullo dedica la poesia a Lesbia, la donna che ama e che sarà per lui anche motivo di tormento per i tradimenti continui.
U n altro autore latino Orazio (65-68 a.C.), scrisse il "Carpe diem" (che appunto significa "cogli il tempo che sfugge"). In questa poesia ritroviamo il tema del tempo, che scorre veloce e l'invito a cogliere tutto ciò che il presente ci dà. Orazio dedicò la sua poesia a Leuconoe, una donna che si affanna a cercare il proprio destino nell'oroscopo babilonese. Il poeta la invita a vivere serenemente il presente, affidandosi il meno possibile al futuro.Lo ribadirà anche Lorenzo De' Medici,nella sua poesia "Trionfo di Bacco e Arianna", "del domani non c'è certezza". Anch'egli, in questa poesia propone come tematica fondamentale la fugacità della vita ma ricorre al mito per ribadirlo in modo nuovo e originalissimo.E' interessante notare come le tematiche degli autori del passato possano costituire una fonte di ispirazione per gli autori successivi e talvolta possano superare i modelli stessi.

Rossana Zagami II E
La fugacità del tempo è un tema attraversato da molti poeti e la gioia di vivere è l'esortazione a non pensare nè al passato nè al futuro, ma di concentrarsi solo al presente, per potersi godere ogni attimo della vita in ogni sua sfaccettatura, cogliendo ogni attimo, senza farsene scappare alcuno.
Questa tematica viene posta al centro di molte composizioni, forse per lo stato d'animo che riesce a suscitare nell'animo dello scrittore.
Prendiamo in considerazione tre famosissime composizioni di diversi autori: la lirica dello scrittore Lorenzo Dè Medici "Bacco ed Arianna",la poesia di Gaio Valerio Catullo verso l'amata Lesbia e il famoso "Carpe Diem" di Quinto Orazio Flacco.
La prima composizione si rifà al mito, si deduce dalle quattro figure mitologiche: Bacco (Dio del vino), Arianna (figlia di minosse), Sileno (il capo dei satiri)e Mida (il Re della Frigia, che qualunque cosa toccasse si tramutava in oro).
Questi personaggi rappresentano tre temi molto cari alla cultura del '400 temi che risalgono ai modelli della tradizione classica: il tema della giovinezza, il tema della fugacità del tempo e il "carpe diem".
Così Catullo ricorda alla sua amata Lesbia di vivere intensamente ogni attimo della sua vita , con queste testuali parole : "I giorni possono tramontare e risorgere: ma non appena muore la breve luce della nostra vita, una continua, eterna notte ci attende".Bisogna quindi darsi migliaia di baci fronteggiando alla fugacità del tempo.
Anche l'autore Orazio, con il suo Carpe Diem (cogli l'attimo che fugge),si rivolge a Leucanoe, esortandola a vivere con serenità il presente senza domandare agli oroscopi il proprio futuro perchè la vita dell'uomo è breve ed irripetibile, quindi è doveroso viverla intensamente.

P.S.: Spero che sia di suo gradimento. Buona giornata

Bucalo Carmelo II E

Nel corso del tempo, certi sentimenti, stati d'animo, temi e immagini sembrano accomunare diversi poeti appartenenti anche a epoche totalmente differenti. Uno dei motivi che sembra aver particolarmente affascinato autori di tutti i tempi è quello della fugacità del tempo e di conseguenza l'invito alla gioia e al godimento. Lo ritroviamo a distanza di tempo nei poeti latini (Catullo e Orazio), fino a giungere ai poeti della nostra letteratura in particolare Lorenzo il Magnifico.
Catullo prende spunto da questo tema per esortare Lesbia, la donna amata, ad abbandonarsi all'amore e a viverlo intensamente, e reagisce a questa precarietà con il godimento. Pochi decenni dopo, un'altro poeta latino, Orazio, in una sua famosa ode ritorna su questo motivo, ma a differenza di Catullo è più calmo e riflessivo. Egli afferma che ci si può liberare dall'angoscia del futuro cogliendo e gustando il piacere dell'ora presente "carpe diem", vivendo intensamente ogni attimo come se fosse l'ultimo. Lui rivolge questa ode a Leuconoe, una fanciulla che interroga gli oroscopi babilonesi per sapere qualcosa del futuro, e la incita a vivere con serenità il presente senza affidarsi all'incertezza del domani. Questi motivi ripercorrono la ballata di Lorenzo il Magnifico, poeta del fine 400, il quale fonde il tema Oraziano della fugacità e dell'incertezza del futuro con quello Catulliano a gustare intensamente le gioie della giovinezza.

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Fuga del tempo e invito alla gioia.

L'invito alla gioia e al godimento della vita è la conseguenza della rapidità dello scorrere tempo.
Questo tema ha affascinato autori di ogni tempo.
Una delle testimonianze più antiche appartiene a Mimnermo(VI secolo a.C.), che paragona la lunga vita dell'uomo al breve ciclo delle foglie .
Gaio Valerio Catullo(84-54 a.C.) dedica parte del componimento a Lesbia, la donna da lui amata, e le ricorda che la vita dell'uomo è destinata a finire; è per questo che bisogna moltiplicare i baci e sfuggire alla fugacità del tempo.
Quinto Orazio Flacco (65-8 a.C.)si rivolge a Leuconoe, una fanciulla che interroga sovente gli oroscopi per sapere qualcosa riguardo il futuro; il poeta la sollecita a vivere con serenità il presente, perchè la vita è una sola e fugge velocemente.

Tra le poesie studiate da noi quest'anno, ad asserire il tema di fuga del tempo e invito alla gioia, è il ''Trionfo di Bacco e Arianna'' di Lorenzo dè Medici.
Lo si può notare infatti dalla ripetizione della frase ''Chi vuol essere lieto sia: di doman non c'è certezza.


Marco Siracusano II E

Anonimo ha detto...

FUGA DEL TEMPO E INVITO ALLA GIOIA

Se pensiamo come il tempo ha modificato l'uomo e il suo pensiero attraverso eventi storici e culturali, non riusciamo quasi a credere come certe passioni ed emozioni possano essere immortali e possano essere riportate da autori di diversi periodi uniti dalla stessa sensibilità. Lorenzo De Medici con " Il trionfo di Bacco e Arianna ", Catullo con i versi dedicati a Lesbia e Orazio con i versi rivolti a Leuconoe, affrontano i temi dell'amore , della brevità della vita e dell'avanzare della morte. Due dei tre autori concordano su alcuni aspetti dei temi trattati, infatti sia nella lirica di De Medici che nei versi di Catullo si dice che ogni attimo della vita bisogna viverlo con intensità e con molto godimento. Orazio invece affronta l'argomento con un atteggiamento più riflessivo, infatti nel suo componimento, egli rivolgendosi a Leuconoe dice che la vita si deve vivere giorno per giorno senza pensare che questa possa finire.

GRIOLI CHARLIE II E

Yvonne ha detto...

buona sera prof!

la fugacità del tempo è un "argomento"che affascinò, e continua ad affascinare i poeti di tutti i tempi.
a partire da Catullo(84-54 a.C.), il quale scisse "Carme 5".Egli in questa poesia dà peso alla brevità e alla fragilità della vita;a come la gioventù passi velocemente e alla fuggevolezza dei piaceri amorosi.Catullo dedica la poesia a Lesbia, la donna che ama.
continuando troviamo Orazio(65-68 a.C.), che scrisse "Carpe diem" (che appunto significa "cogli il tempo che sfugge"). in questa poesia ritroviamo il tema del tempo, che scorre veloce e l'invito di cogliere tutto ciò che il presente ci dà.Orazio dedicò la sua poesia a Leuconoe, una donna che si affanna a cercare il proprio destino. il poeta invita a vivere serenemente il presente, affidandosi il meno possibile al futuro.Perchè come dice Lorenzo De' Medici,nella sua poesia "trionfo di Bacco e Arianna",del domani non c'è certezza. Anch'egli, in questa poesia ha come tematica fondamentale la velocità della vita.

Yvonne Sgroi, 2°E

Anonimo ha detto...

La fugacità del tempo è un tema attraversato da molti poeti, è la gioia di vivere e un'esortazione di non pensare nè al passato nè al futuro, ma di concentrarsi solo al presente, per potersi godere ogni attimo della vita in ogni sua sfaccettatura, cogliendo ogni attimo, senza farsene scappare alcuno.
Questa tematica viene posta al centro di molte composizioni, forse per lo stato d'animo che riesce a sucitare nell'animo dello scrittore.
Prendiamo in considerazione tre famosissime composizioni di diversi autori: la lirica dello scrittore Lorenzo Dè Medici "Bacco ed Arianna",la poesia di Gaio Valerio Catullo verso l'amata Lesbia e il famoso "Carpe Diem" di Quinto Orazio Flacco.
la prima composizione si rifà al mito, si deduce dalle quattro figure mitologiche: Bacco (Dio del vino), Arianna (figlia di minosse), Sileno (il capo dei satiri)e Mida (il Re della Frigia, che qualunque cosa toccasse si tramutava in oro).
Questi personaggi rappresentano tre temi molto cari alla cultura del '400 che li riprende dalla tradizione classica: il tema della giovinezza, il tema della fugacità del tempo e il "carpe diem".
A queste tre tematiche si rifà la poesia di Catullo, che ricorda alla sua amata Lesbia di vivere intensamente ogni attimo della sua vita , con testuali parole "I giorni possono tramontare e risorgere: ma non appena muore la breve luce della nostra vita, una continua, eterna notte ci attende".Bisogna quindi darsi migliaia di baci fronteggiando alla fugacità del tempo.
Anche l'autore Orazio, con il suo Carpe Diem (cogli l'attimo che fugge),si rivolge a Leucanoe, esortandola a vivere con serenità il presente senza domandare agli oroscopi il proprio futuro, perchè la vita dell'uomo è breve ed irripetibile, quindi è doveroso viverla intensamente.

P.S.: Spero che sia di suo gradimento. Buona giornata

Zagami Rossana II E

Anonimo ha detto...

Nel corso del tempo, certi sentimenti, stati d'animo, temi e immagini sembrano accomunare diversi poeti appartenenti anche a epoche totalmente differenti. Uno dei motivi che sembra aver particolarmente affascinato autori di tutti i tempi è quello della fugacità del tempo e di conseguenza l'invito alla gioia e al godimento. Lo ritroviamo a distanza di tempo nei poeti latini (Catullo e Orazio), fino a giungere ai poeti della nostra letteratura in particolare Lorenzo il Magnifico.
Catullo prende spunto da questo tema per esortare Lesbia, la donna amata, ad abbandonarsi all'amore e a viverlo intensamente, e reagisce a questa precarietà con il godimento. Pochi decenni dopo, un'altro poeta latino, Orazio, in una sua famosa ode ritorna su questo motivo, ma a differenza di Catullo è più calmo e riflessivo. Egli afferma che ci si può liberare dall'angoscia del futuro cogliendo e gustando il piacere dell'ora presente "carpe diem", vivendo intensamente ogni attimo come se fosse l'ultimo. Lui rivolge questa ode a Leuconoe, una fanciulla che interroga gli oroscopi babilonesi per sapere qualcosa del futuro, e lo incita a vivere con serenità il presente senza affidarsi all'incertezza del domani. Questi motivi ripercorrono la ballata di Lorenzo il Magnifico, poeta del fine 400, il quale fonde il tema Oraziano della fugacità e dell'incertezza del futuro con quello Catulliano a gustare intensamente le gioie della giovinezza.


Bucalo Carmelo II E