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giovedì 14 febbraio 2008

Fuga del tempo e invito alla gioia.

RIFLESSIONI DI MARCO SIRACUSANO II E
L'invito alla gioia e al godimento della vita è la conseguenza della rapidità dello scorrere tempo.
Questo tema ha affascinato autori di ogni tempo.
Una delle testimonianze più antiche appartiene a Mimnermo(VI secolo a.C.), che paragona la lunga vita dell'uomo al breve ciclo delle foglie .
Gaio Valerio Catullo(84-54 a.C.) dedica parte del componimento a Lesbia, la donna da lui amata, e le ricorda che la vita dell'uomo è destinata a finire; è per questo che bisogna moltiplicare i baci e sfuggire alla fugacità del tempo.
Quinto Orazio Flacco (65-8 a.C.)si rivolge a Leuconoe, una fanciulla che interroga sovente gli oroscopi per sapere qualcosa riguardo il futuro; il poeta la sollecita a vivere con serenità il presente, perchè la vita è una sola e fugge velocemente.

Tra le poesie studiate da noi quest'anno, ad asserire il tema di fuga del tempo e invito alla gioia, è il ''Trionfo di Bacco e Arianna'' di Lorenzo dè Medici.
Lo si può notare infatti dalla ripetizione della frase ''Chi vuol essere lieto sia: di doman non c'è certezza.

1 commento:

Maria Allo ha detto...

Benissimo Marco,
continua sempre così e raggiungerai degli ottimi risultati!
la prof.