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lunedì 14 aprile 2008

Leopardi "Il sabato del villaggio" Per Martedì 22


La donzelletta vien dalla campagna (vv.1-15)
in sul calar del sole,
col suo fascio dell'erba; e reca in mano
un mazzolin di rose e viole,
onde, siccome suole, ornare ella si appresta
dimani, al dí di festa, il petto e il crine.
Siede con le vicine
su la scala a filar la vecchierella,
incontro là dove si perde il giorno;
e novellando vien del suo buon tempo,
quando ai dí della festa ella si ornava,
ed ancor sana e snella
solea danzar la sera intra di quei
ch'ebbe compagni nell'età piú bella.(vv.16-37)
Già tutta l'aria imbruna,
torna azzurro il sereno, e tornan l'ombre
giú da' colli e da' tetti,
al biancheggiar della recente luna.
Or la squilla dà segno
della festa che viene;
ed a quel suon diresti
che il cor si riconforta.
I fanciulli gridando
su la piazzuola in frotta,
e qua e là saltando,
fanno un lieto romore;
e intanto riede alla sua parca mensa,
fischiando, il zappatore,
e seco pensa al dí del suo riposo.

Poi quando intorno è spenta ogni altra face,
e tutto l'altro tace,
odi il martel picchiare, odi la sega
del legnaiuol, che veglia
nella chiusa bottega alla lucerna,
e s'affretta, e s'adopra
di fornir l'opra anzi al chiarir dell'alba.

Questo di sette è il più gradito giorno,(vv.38-51)
pien di speme e di gioia:
diman tristezza e noia
recheran l'ore, ed al travaglio usato
ciascuno in suo pensier farà ritorno.

Garzoncello scherzoso,
cotesta età fiorita
è come un giorno d'allegrezza pieno,
giorno chiaro, sereno,
che precorre alla festa di tua vita.
Godi, fanciullo mio; stato soave,
stagion lieta è cotesta.
Altro dirti non vo'; ma la tua festa
ch'anco tardi a venir non ti sia grave.

ANALISI


Sono presenti numerose figure retoriche :
Metafore: la giovinezza è espressa con "età fiorita", "età bella", "stagion lieta";
Litote: "altro dirti non vo' " fa capire l'intenzione di Leopardi di non demoralizzare i giovani;
Climax: I personaggi sembrano realizzare un climax prima crescente dopo decrescente: la donzelletta (gioventù)- la vecchiarella (vecchiaia)- lo zappatore (età matura)- il garzoncello (gioventù);
Enjambements : spezzano il ritmo (la sega/ del legnaiuol) , (diman tristezza e noia/ recheran l'ore);
Similitudini: "cotesta età fiorita è come un giorno d'allegrezza pieno";
Metonimie: " torna azzurro il seren"; " or la squilla dà segno della festa che viene" .
Nella prima parte della poesia si notano allitterazioni con doppie (donzelletta, vecchiarella, novellando, sulla, bella, colli...) o con dittonghi (giorno-, chiaro- ciascuno -gioia- stagion, pien- pensier- lieta), assonanze ( campagna- calar- ornava- sana- danzar- aria- parca...;siede- parole- recente- sette- speme, incontro- giorno- riposo- scherzoso ), consonanze (face- seco- reca, affretta- tutta- tetti- frotta- tutto- sette, fanciullo- bella- garzoncello, azzurro- precorre, onde- quando) e rime (sole- viole- suole, appresta- festa, crine- vicine, snella- bella, imbruna- luna, gridando- saltando, rumore- zappatore, face- tace ). L'uso continuo di diminutivi (donzelletta- vecchiarella- garzoncello) evidenzia una tenerezza del poeta verso i suoi personaggi. In particolare si nota una spiccata delicatezza per gli adolescenti . Alcune annotazioni scandiscono il passar del tempo :"in su calar del sole" ;" già tutta l'aria imbruna " ; " torna azzurro il seren, e tornan l'ombre " ; " or la squilla…" ; "Poi quando intorno è spenta…"
1. una situazione ("il cor si riconforta"): descrive ciò che accade nel villaggio la sera del sabato. I personaggi sono tutti umani; la descrizione è organizzata in scene che si legano al tempo: dal calar del sole al buio profondo.

2. un commento ("di sette è il più gradito giorno"): è conseguenza della situazione, vista come esempio di una condizione umana generale.

3. un'esortazione ("godi fanciullo mio"): è conseguenza della situazione del commento. L'umanità si comporta così il sabato (situazione), perché è il giorno più gradito (commento) e per tanto godi (esortazione). Il Poeta ribadisce il concetto della non esistenza della felicità: il piacere è quiete dell'affanno, attesa, delusa, della gioia.

CONFRONTO E PRODUZIONE

La quiete dopo la tempesta(vedi pag.165) e Il sabato del villaggio, comunemente definiti gli "idilli del borgo", hanno una struttura compositiva molto simile.Confrontate i due testi e sviluppate i risultati del confronto in un testo espositivo sia in forma scritta che orale.
CONCETTA RUSSO

Sia "la quiete dopo la tempesta" che "il sabato del villaggio" sono state scritte nel 1829. Queste due poesie sono le più note di Leopardi e presentano la stessa struttura compositiva. Entrambe hanno come forma metrica la canzone libera: la prima è costituita da tre strofe di settenari e endecasillabi variamente alternati e rimati, la seconda invece da quattro strofe. Entrambe affrontano il tema della illusorietà della felicità che non esiste mai in positivo, come godimento presente e reale nella vita dell'uomo, ma è percepita sempre in negativo come cessazione di un dolore (come nella prima poesia) o come un'attesa di un bene futuro ( come la seconda poesia).
La quiete dopo la tempesta si divide in due parti: la prima è descrittiva, infatti viene descritta la vita del poeta del borgo dopo la tempesta; la seconda, che comprende la seconda e terza strofa, invece è meditativa, infatti vi è un'amara riflessione del poeta e un'amara ironia nei confronti della natura.
Anche nel sabato del villaggio Leopardi raffigura la condizione dell'uomo al quale è sempre negata la felicità del presente, attraverso un' alternanza di toni descrittivi e meditativi. Nelle prime due strofe vi è la descrizione dell'atmosfera di lieta attesa che regna nel borgo la sera precedente il giorno festivo. Nelle ultime due invece vi è una riflessione del poeta che propone la malinconia della descrizione precedente e invita tutti a godere la giovinezza.
WVONNE SGROI
sera proff..

"la quiete dopo la tempesta" e "il sabato del villaggio" sono le poesie più note di Leopardi e presentano la stessa struttura compositiva. Tutte e due hanno come forma metrica la canzone libera: la prima è costituita da tre strofe di settenari e endecasillabi variamente alternati e rimati, la seconda invece da quattro strofe di settenari e endecasillabi variamente alternati e rimati. Ambedue affrontano il tema dell’illusorietà della felicità che non esiste mai in positivo, come godimento presente e reale nella vita dell'uomo, ma è percepita sempre in negativo come fine di un dolore ("la quiete dopo la tempesta") o come un'attesa di un bene futuro ("il sabato del villaggio").
La quiete dopo la tempesta presenta una struttura bipartita: la prima è descrittiva, infatti viene descritta la vita del poeta nel borgo dopo la tempesta; la seconda, che comprende la seconda e terza strofa, invece è meditativa e il poeta vi fa una riflessione sulla natura.
Anche nel sabato del villaggio, Leopardi raffigura la condizione dell'uomo al quale è sempre negata la felicità del presente. Nelle prime due strofe, il poeta descrive l'atmosfera di lieta attesa che si ha nel borgo la sera che precede il giorno festivo (appunto il sabato). Nella terza strofa, il poeta annuncia un’amara verità: l’attesa della felicità sarà delusa e la gioia del sabato sarà seguita della noia del giorno festivo. Nell’ultima strofa si ha un dialogo in cui si evidenzia l'analogia tra la successione dei giorni settimanali con le età della vita: il sabato ,il giorno più bello della settimana , simboleggia l’adolescenza l'età più spienserata della vita.

CHARLIE GRIOLI
“La quiete dopo la tempesta” e “ Il sabato del villaggio” sono due canti nati pressoché contemporaneamente nel settembre del 1829. Un borgo che muta aspetto , un paesaggio caro e vivo solo nella memoria, stanno al centro delle due poesie: il ritorno della pace e il sorriso rasserenato del cielo dopo un temporale, nel primo; nel secondo, il lieto ardore di contadinie di artigiani,fanciulli alla vigilia di un atteso e desiderato giorno festivo. L’opera “La quiete dopo la tempesta” si può dividere in due parti: nella prima, il poeta descrive la quiete del paesaggio e l’intraprendenza delle persone dopo la tempesta nella seconda ,invece ,subentra la riflessione del poeta: il piacere non esiste in sé, non è altro che un momento di passaggio tra due momenti di dolore. I temi quindi sono due: la natura nemica e il piacere visto come un momento di passaggio dopo il dolore. La poesia è un canto libero, costituito da tre strofe di endecasillabi e settenari distribuiti in modo irregolare. Sono presenti anche alcuni enjambement che mettono in evidenza le parole tematiche della poesia. Per quanto riguarda l’opera “Il sabato del villaggio” anche questo canto si divide in due parti: nella prima parte il poeta descrive come viene vissuto il giorno festivo del sabato al villaggio; la parola sabato è una metafora che indica la giovinezza , secondo Leopardi, l’età delle illusioni, nella seconda parte viene descritta la domenica che invece indica l’età adulta che è l’età delle disillusioni. Secondo il poeta infatti il sabato è migliore della domenica perché viene vissuto con felicità e gioia pregustando il successivo giorno festivo . La domenica ,invece,viene vissuta con noia e tristezza perché si pensa al giorno successivo , cioè un giorno lavorativo. Nella parte finale dell’opera si evidenzia quella fase del pessimismo cosmico dell'autore che coinvolge tutta l'umanità. . L’opera è costituita da versi di endecasillabi e settenari con rime libere.
MANILA TROVATO

Le due poesie “La quiete dopo la tempesta” e “il sabato del villaggio” sono state scritte da Giacomo Leopardi nel 1829. Entrambe affrontano un tema molto caro per il poeta cioè l’illusorietà della felicità, che viene sempre percepita in modo negativo, come attesa di un bene o come cessazione di un dolore; e non in modo positivo, come godimento presente e reale della vita dell’uomo.
Nella poesia”la quiete dopo la tempesta” viene descritta, nella prima parte, un momento della vita del borgo dove dopo un temporale estivo nel momento in cui vengono riprese le attività quotidiane, invece, nella seconda parte ,troviamo un’amara riflessione del poeta, seguita da un’ amara ironia, nei confronti della natura.
Nella seconda poesia “il sabato del villaggio” troviamo, nelle prime due strofe, la descrizione dell’atmosfera di lieta attesa e, nelle altre due, l’intervento del poeta il qualemanifesta malinconica e universale realtà(fase del pessimismcosmico). Riscontriamo anche una contrapposizione tra la speranza (donzelletta) e la realtà ( vecchierella)e queste due figure sottolineano la misura del tempo trascorso, infatti, la donzelletta è proiettata nell’attesa di una gioia futura, mentre la vecchierella può solo ricordare i tempi felici.
ANDREA MUSCOLINO
Entrambe sono le poesie più famose di Leopardi e sono state scritte nel 1829.
Tutte e due hanno come forma metrica la canzone libera.
Ne"La quiete dopo la tempesta":il poeta descrive,con tono di festosa esultanza, la vita serena di Recanati, che riprende più operosa ed animata, dopo le violenze del temporale. La seconda parte del canto si risolve, peraltro, in una dolorosa meditazione sull' inesorabile infelicità del genere umano, la cui unica gioia consiste esclusivamente nella cessazione del dolore (> ) Genere: poesia dell' idillio Le tematiche consistono nella concezione del piacere e ,di conseguenza, la cessazione del dolore.
Ne "Il sabato del villaggio"il realismo di Leopardi è presente nella parte descrittiva dal verso 1 al 37; il poeta ci presenta una serie di quadri attraverso impressioni visive e uditive . Nel primo caso descrive la donzelletta col fascio d'erba e un mazzolino di rose e viole ;la vecchierella che fila e racconta alle vicine i giorni della sua giovinezza; l'aria che imbruna ; le ombre che scendono e la luna che biancheggia. Tra le impressioni uditive c'è la campana che suona, le grida e il “lieto rumore” dei fanciulli , il picchiettare del martello e il rumore della sega del falegname. Leopardi afferma che il sabato è il più bel giorno della settimana , perché momento di attesa dell'imminente festa così come la giovinezza è l'età più lieta , perché precorre alla festa della vita , che poi risulterà diversa dalla speranza. Il piacere sta nell'attesa di una felicità, che poi risulterà illusoria , per questo la giovinezza è l'età più felice alla quale seguirà l'età matura che porterà soltanto tristezza e noia
STEFANO CONTI

"Il sabato del villaggio " e "la quiete dopo la tempesta" sono state scritte nel 1829. Queste due poesie presentano la stessa struttura compositiva. Entrambe hanno come forma metrica la canzone libera: la prima di quattro strofe invece la seconda è costituita da tre strofe di settenari ed endecasillabi variamente alternati e rimati.Presentano il tema dell’ illusorietà della felicità che non esiste mai in positivo, ma è percepita sempre in negativo come cessazione di un dolore (La quiete dopo la tempesta) o come un'attesa di un bene futuro (il sabato del villaggio).
Nella prima lirica le prime due contengono la descrizione dell’atmosfera di lieta attesa che regna nel borgo la sera precedente il giorno festivo; le altre due hanno carattere meditativo e racchiudono l’intervento del poeta il quale trae dalla precedente descrizione una malinconica e universale verità che rientra nella fase del pessimismo cosmico del suo pensiero. La quiete dopo la tempesta, al di là della divisione metrica in tre strofe, presenta a livello tematico una struttura bipartita. La prima parte, che coincide con la prima strofa, è descrittiva; la seconda, che occupa le altre due strofe, è meditativa.
MANUELA CASELLA

Il piacere consiste solo nella proiezione nel futuro di una gioia che poi non si realizzerà, è quindi tutto illusione e non realtà.
Questo è in poche parole il concetto che viene espresso in entrambi le poesie attraverso una serie di immagini paesaggistiche che presentano la semplicità della vita quotidiana del paese, l’uno vivace e gioioso nell’attesa del giorno di festa, l’altro nella ripresa dell’attività del borgo interrotta dalla tempesta. In entrambi le poesie tanti effetti visivi: i colori dei fiori, il cielo sereno, le luci del tramonto, le nubi e la nebbia che si allontanano.
A questi effetti subentrano tanti suoni: quello delle campane, le grida dei fanciulli, il fischiettare dello zappatore, il rumore delle botteghe e poi ancora il cinguettio degli uccelli, il verso delle galline... Tra tanti suoni e colori c’è “la vita” che scorre con i suoi personaggi: il garzoncello scherzoso cioè il fanciullo per il quale la vita è ancora un gioco: la donzelletta che rappresenta la fanciullezza (l’età dei sogni e della gioia dell’attesa) che per il poeta è come un sabato sereno e allegro che precede la festa della vita che verrà. Ed è proprio a questi adolescenti che il poeta si rivolge esortandoli a godere di questo momento gioioso della loro vita che precede l’età adulta senza volerla affrettare, credendo di trovare in essa la festa della loro vita. Infatti egli afferma chein futuro essa ( la vita) li deluderà poiché la felicità consiste soltanto nell’attesa e nel sogno. La felicità è solo attimo, che fugge via perchè una pausa del dolore. Quindi bisogna godere della giovinezza, assaporando tutte le gioie che essa porta senza tralasciare nulla perché essa non tornerà più e giungerà la vecchiaia mentre sul far della sera.a. Ancor prima che questo si verifichi passeranno tante gioie e dolori nella nostra vita ma dobbiamo sempre ricordare che subito dopo una tempesta ritorna la quiete e che dietro le nuvole c’è sempre il sole, quindi godiamoci la giovinezza prima che essa fugge via.

ANTONELLA SALVA'


Sera prof...

Il sabato del villaggio fu scritto dal Leopardi nel 1829 subito dopo "La quiete dopo la tempesta". Riprende e sviluppa lo stesso tema, tanto che si può considerare una sorta di dittico sia per le tematiche, sia per la forma, sia per il linguaggio poetico con cui furono scritte. In questi Canti, dopo una descrizione realistica dell'ambiente naturale e dopo la descrizione delle figure-simbolo il Leopardi passa alla sua riflessione personale, concludendo entrambi con un commiato di ammonimento a non farsi illusioni sulla natura.
Tuttavia rispetto al primo componimento, si osserva una rappresentazione più ampia del villaggio al calar della sera, tra voci, colori, luci ed ombre evocati con tocchi delicati ed espressivi. La sola strofa conclusiva, con l'apostrofe «Garzoncello scherzoso ...», rende esplicita, ma senza sottolineature amare o sentenziose, l'analogia tra il sabato e la giovinezza, e tra la domenica piena di «tristezza e noia» e l'età adulta.
Mentre ne" La quiete dopo la tempesta" il piacere della vita si riferisce agli elementi della natura stessa, ne "Il sabato del villaggio"il piacere della vita si riferisce alla società e alle tradizioni sociali: come non c'è tregua al dolore nella natura, così non c'è piacere nella società, perché la natura arriva presto a stroncare ogni forma di piacere e di illusione. Ma una grande differenza c'è tra i due finali: il finale della Quiete è drammatico e pessimistico, mentre il finale del Sabato è dolce e solo lievemente malinconico, con un invito a godere dei possibili piaceri della fanciullezza, prima che arrivi la giovinezza che darà dolori e a cui seguirà la terribile vecchiaia.La conclusione filosofica è affoidata a un colloquioaffettuoso con il "garzoncello"e invece di insistere sul vero che dissipa l'illusione e che è acerbo lo dissimula e così non c'è spazio per la polemica.
CARMELO BUCALO

I rispettivi canti, "La quiete dopo la tempesta" e "Il sabato del villaggio", sono stati scritti da Giacomo Leopardi rispettivamente nel 1829.
Entrambi presentano la stessa struttura compositiva, e affrontono lo stesso tema che al poeta è molto caro, dal momento che lo ha accompagnato nel corso della sua vita: vale a dire il tema del dolore, dolore causato dalla sua infanzia trascorsa sui libri e e nell'ambiente angusto della provincia. Di fatto per il poeta il vero piacere consiste o nella fine del dolore o nell'aspettazione di un bene, mai nel tempo presente.
La prima opera, "La quiete dopo la tempesta", presenta tre strofe, ma a livello tematico la si può suddividere in due strofe: la prima di tipo descrittiva in cui si ha la ripresa delle attività normali e quotidiane dopo un temporale estivo, la seconda invece di tipo meditativo in cui il poeta illustra la crudele legge della natura sintetizzata con l'espressione: "Piacer figlio d'affanno".
Anche ne " Il sabato del villaggio" le quattro strofe, si possono suddividere in base al loro scopo: le prime due di tipo descrittivo, in cui si ha la descrizione dell'atmosfera che regna nel borgo la sera prima del giorno festivo; le ultime due di tipo meditativo in cui il poeta esprime tutto il suo pessimismo. In questa poesia il poeta ci vuole far capire che il sabato viene vissuto con felicità e gioia dai giovani al pensiero che il giorno seguente sarà un giorno festivo. La domenica viene vissuta con noia e tristezza perché già si pensa al giorno seguente e a ciò che ci aspetta, il lavoro.

12 commenti:

Anonimo ha detto...

Sia “la quiete dopo la tempesta” che “il sabato del villaggio” sono state scritte nel 1829. Queste due poesie sono le più note di Leopardi e rappresentano la stessa struttura compositiva. Entrambe hanno come forma metrica la canzone libera: la prima è costituita da tre strofe di settenari e endecasillabi variamente alternati e rimati, la seconda invece da quattro strofe. Entrambe affrontano il tema della illusorietà della felicità che non esiste mai in positivo, come godimento presente e reale nella vita dell’uomo, ma è percepita sempre in negativo come cessazione di un dolore (come nella prima poesia) o come un’attesa di un bene futuro ( come la seconda poesia).
La quiete dopo la tempesta si divide in due parti: la prima è descrittiva, infatti viene descritta la vita del poeta del borgo dopo la tempesta; la seconda, che comprende la seconda e terza strofa, invece è meditativa, infatti vi è un’amara riflessione del poeta e un’amara ironia nei confronti della natura.
Anche nel sabato del villaggio Leopardi raffigura la condizione dell’uomo al quale è sempre negata la felicità del presente, attraverso un’ alternanza di toni descrittivi e meditativi. Nelle prime due strofe vi è la descrizione dell’atmosfera di lieta attesa che regna nel borgo la sera precedente il giorno festivo. Nelle ultime due invece vi è una riflessione del poeta che trae una malinconia della descrizione precedente e invita tutti a godere la giovinezza.

Concetta Russo II E

Anonimo ha detto...

Entrambe sono le poesie più famose di Leopardi e sono state scritte nel 1829.
Tutte 2 hanno come forma metrica la canzone libera.
"La quiete dopo la tempesta":il poeta descrive -con tono di festosa esultanza- la vita serena di Recanati, che riprende più operosa ed animata, dopo le violenze del temporale. La seconda parte del canto si risolve, peraltro, in una dolorosa meditazione sull' inesorabile infelicità del genere umano, la cui unica gioia consiste esclusivamente nella cessazione del dolore (> ) Genere: poesia dell' idillio Tematiche: concezione del piacere = cessazione del dolore.
"il sabato del villaggio":Il realismo di Leopardi è presente nella parte descrittiva dal verso 1 al 37; il poeta ci presenta una serie di quadri attraverso impressioni visive e uditive . Nel primo caso descrive la donzelletta col fascio d'erba e un mazzolino di rose e viole ;la vecchierella che fila e racconta alle vicine i giorni della sua giovinezza; l'aria che imbruna ; le ombre che scendono e la luna che biancheggia. Tra le impressioni uditive c'è la campana che suona, le grida e il “lieto rumore” dei fanciulli , il picchiettare del martello e il rumore della sega del falegnameLeopardi afferma che il sabato è il più bel giorno della settimana , perché momento di attesa dell'imminente festa ; così come la giovinezza è l'età più lieta , perché precorre alla festa della vita , che poi risulterà diversa dalla speranza. Il piacere sta nell'attesa è di una felicità, che poi risulterà illusoria , per questo la giovinezza è l'età più felice alla quale seguirà l'età matura che porterà soltanto tristezza e noia


Cordiali saluti
Andrea Muscolino

Anonimo ha detto...

Il piacere consiste solo nella proiezione nel futuro di una gioia che poi non si realizzerà, è quindi tutto illusione e non realtà.
Questo è in poche parole il concetto che viene espresso in entrambi le poesie attraverso una serie di immagini paesaggistiche che presentano la semplicità della vita quotidiana del paese, l’uno vivace e gioioso nell’attesa del giorno di festa, l’altro nella ripresa dell’attività del borgo interrotta dalla tempesta. In entrambi le poesie tanti effetti visivi: i colori dei fiori, il cielo sereno, le luci del tramonto, le nubi e la nebbia che si allontanano.
A questi effetti subentrano tanti suoni: quello delle campane, le grida dei fanciulli, il fischiettare dello zappatore, il rumore delle botteghe e poi ancora il cinguettio degli uccelli, il verso delle galline... Tra tanti suoni e colori c’è “la vita” che scorre con i suoi personaggi: il garzoncello scherzoso cioè il fanciullo per il quale la vita è ancora un gioco: la donzelletta che rappresenta la fanciullezza (l’età dei sogni e della gioia dell’attesa) che per il poeta è come un sabato sereno e allegro che precede la festa della vita che verrà. Ed è proprio a questi adolescenti che il poeta si rivolge esortandoli a godere di questo momento gioioso della loro vita che precede l’età adulta senza volerla affrettare, credendo di trovare in essa la festa della loro vita. Infatti egli afferma che più avanti essa ( la vita) li deluderà poiché la felicità consista sol nell’attesa e nel sogno. La felicità è solo attimo, che fugge via subito, è una pausa del dolore. Quindi bisogna godere della giovinezza, assaporando tutte le gioie che essa porta senza tralasciare nulla perché essa non tornerà più e si arriverà alla vecchierella seduta mentre il sole già sta calando nella sua vita. Ancor prima che questo si verifichi passeranno tante gioie e dolori nella nostra vita ma dobbiamo sempre ricordare che subito dopo una tempesta ritorna la quiete e che dietro le nuvole c’è sempre il sole, quindi godiamoci la giovinezza prima che essa fugge via.


Manuela Casella

stefano ha detto...

"Il sabato del villaggio " e "la quiete dopo la tempesta" sono state scritte nel 1829. Queste due poesie presentano la stessa struttura compositiva. Entrambe hanno come forma metrica la canzone libera: la prima da quattro strofe invece la seconda è costituita da tre strofe di settenari ed endecasillabi variamente alternati e rimati, hanno il tema dell’ illusorietà della felicità che non esiste mai in positivo, ma è percepita sempre in negativo come cessazione di un dolore (La quiete dopo la tempesta) o come un'attesa di un bene futuro (il sabato del villaggio).
La prima lirica è divisa in quattro strofe: le prime due contengono la descrizione dell’atmosfera di lieta attesa che regna nel borgo la sera precedente il giorno festivo; le altre due hanno carattere meditativo e racchiudono l’intervento del poeta il quale trae dalla precedente descrizione una malinconica e universale verità. La quiete dopo la tempesta, al di là della divisione metrica in tre strofe, presenta a livello tematico una struttura bipartita. La prima parte, che coincide con la prima strofa, è descrittiva; la seconda, che occupa le altre due strofe, è meditativa.

Anonimo ha detto...

Le due poesie “La quiete dopo la tempesta” e “il sabato del villaggio” sono state scritte da Giacomo Leopardi nel 1829. Entrambe affrontano un tema molto caro per il poeta cioè l’illusorietà della felicità, che viene sempre percepita in modo negativo, come attesa di un bene o come cessazione di un dolore; e non in modo positivo, come godimento presente e reale della vita dell’uomo.
Nella poesia”la quiete dopo la tempesta” viene descritta nella prima parte un momento della vita del borgo dove dopo un temporale estivo vengono riprese le attività quotidiane, invece nella seconda parte troviamo un’amara riflessione del poeta seguita da un’ amara ironia nei confronti della natura.
Invece nella seconda poesia “il sabato del villaggio” troviamo nelle prime due strofe la descrizione dell’atmosfera di lieta attesa e nelle altre due l’intervento del poeta il quale trae una malinconica e universale realtà. Troviamo anche una contrapposizione tra la speranza (donzelletta) e la realtà ( vecchierella). Queste due figure sottolineano la misura del tempo trascorso, infatti, la donzelletta è proiettata nell’attesa di una gioia futura e la vecchierella può solo ricordare i tempi felici.

Trovato Manila II E

Anonimo ha detto...

“La quiete dopo la tempesta” e “ Il sabato del villaggio” sono due canti nati pressoché contemporaneamente nel settembre del 1829. Un borgo totalmente cambiato, un paesaggio caro e vivo solo nella memoria, stanno al centro delle due poesie: il ritorno della pace e il sorriso rasserenato del cielo dopo un temporale, nel primo; nel secondo, il lieto ardore di contadini,artigiani,fanciulli alla vigilia di un atteso e desiderato giorno festivo. L’opera “La quiete dopo la tempesta” si può dividere in due parti: nella prima, il poeta descrive la quiete del paesaggio e l’intraprendenza delle persone dopo la tempesta. Nella seconda invece subentra la riflessione del poeta: il piacere non esiste in sé, non è altro che un momento di passaggio tra due momenti di dolore. I temi quindi sono due: la natura nemica e il piacere visto come un momento di passaggio dopo il dolore. La poesia è un canto libero, costituito da tre strofe endecasillabi e settenari distribuiti in modo irregolare. Sono presenti anche alcuni enjambement che mettono in evidenza le parole tematiche della poesia. Per quanto riguarda l’opera “Il sabato del villaggio” anche questo canto si divide in due parti: nella prima parte il poeta descrive come viene vissuto il giorno festivo del sabato al villaggio; la parola sabato è una metafora che indica la giovinezza che secondo Leopardi è l’età delle illusioni. Nella seconda parte viene descritta la domenica che invece indica l’età adulta che è l’età delle disillusioni. Secondo il poeta infatti il sabato è migliore della domenica perché il sabato viene vissuto con felicità e gioia perché si pensa che il giorno successivo è festa. La domenica invece viene vissuta con noia e tristezza perché si pensa al giorno successivo , cioè un giorno lavorativo. Nella parte finale dell’opera è racchiuso tutto il pessimismo dell’autore. L’opera è costituita da versi endecasillabi e settenari con rime libere.

GRIOLI CHARLIE II E

Anonimo ha detto...

“La quiete dopo la tempesta” e “ Il sabato del villaggio” sono due canti nati pressoché contemporaneamente nel settembre del 1829. Un borgo totalmente cambiato, un paesaggio caro e vivo solo nella memoria, stanno al centro delle due poesie: il ritorno della pace e il sorriso rasserenato del cielo dopo un temporale, nel primo; nel secondo, il lieto ardore di contadini,artigiani,fanciulli alla vigilia di un atteso e desiderato giorno festivo. L’opera “La quiete dopo la tempesta” si può dividere in due parti: nella prima, il poeta descrive la quiete del paesaggio e l’intraprendenza delle persone dopo la tempesta. Nella seconda invece subentra la riflessione del poeta: il piacere non esiste in sé, non è altro che un momento di passaggio tra due momenti di dolore. I temi quindi sono due: la natura nemica e il piacere visto come un momento di passaggio dopo il dolore. La poesia è un canto libero, costituito da tre strofe endecasillabi e settenari distribuiti in modo irregolare. Sono presenti anche alcuni enjambement che mettono in evidenza le parole tematiche della poesia. Per quanto riguarda l’opera “Il sabato del villaggio” anche questo canto si divide in due parti: nella prima parte il poeta descrive come viene vissuto il giorno festivo del sabato al villaggio; la parola sabato è una metafora che indica la giovinezza che secondo Leopardi è l’età delle illusioni. Nella seconda parte viene descritta la domenica che invece indica l’età adulta che è l’età delle disillusioni. Secondo il poeta infatti il sabato è migliore della domenica perché il sabato viene vissuto con felicità e gioia perché si pensa che il giorno successivo è festa. La domenica invece viene vissuta con noia e tristezza perché si pensa al giorno successivo , cioè un giorno lavorativo. Nella parte finale dell’opera è racchiuso tutto il pessimismo dell’autore. L’opera è costituita da versi endecasillabi e settenari con rime libere.
GRIOLI CHARLIE II E

Anonimo ha detto...

Entrambe le poesie sono state scritte da Leopardi e hanno lo stesso genere letterario.Riguardo la forma metrica "La quiete dopo la tempesta" presenta tre strofe di settenari e endecasillabi,mentre la poesia "Il sabato del villaggio" presenta quattro strofe.Leopardi nelle due poesie rappresenta la conduzione dell'uomo in modo negativo.Le prime de strofe del sabato del villaggio contengono la descrizione dell'atmosfera che vi è nel borgo la sera precedente del giorno festivo;le altre due strofe parlano dell'intervento del poeta il quale trae una malinconica verità.Invece la prima strofa della quiete dopo la tempesta parla della vita che conduceva il poeta nel borgo,mentre nelle altre due strofe il poeta parla dell'angoscia e della paura tra le genti di fronte alla furia degli elementi naturalistici. Daniele Cundari 2E

Yvonne Sgroi ha detto...

sera proff..

"la quiete dopo la tempesta" e "il sabato del villaggio" sono le poesie più note di Leopardi e presentano la stessa struttura compositiva. Tutt’e due hanno come forma metrica la canzone libera: la prima è costituita da tre strofe di settenari e endecasillabi variamente alternati e rimati, la seconda invece da quattro strofe di settenari e endecasillabi variamente alternati e rimati. Ambedue affrontano il tema dell’illusorietà della felicità che non esiste mai in positivo, come godimento presente e reale nella vita dell'uomo, ma è percepita sempre in negativo come fine di un dolore ("la quiete dopo la tempesta") o come un'attesa di un bene futuro ("il sabato del villaggio").
La quiete dopo la tempesta presenta una struttura bipartita: la prima è descrittiva, infatti viene descritta la vita del poeta del borgo dopo la tempesta; la seconda, che comprende la seconda e terza strofa, invece è meditativa, dove il poeta fa una riflessione sulla natura.
Anche nel sabato del villaggio, Leopardi raffigura la condizione dell'uomo al quale è sempre negata la felicità del presente. Nelle prime due strofe il poeta descrive l'atmosfera di lieta attesa che si ha nel borgo la sera che precede il giorno festivo (appunto il sabato). Nella terza strofa, il poeta annuncia un’amara verità: l’attesa della felicità sarà delusa e la gioia del sabato sarà seguita della noia del giorno festivo. Nell’ultima strofa si ha un dialogo, il poeta spiega l’analogia tra la successione dei giorni settimanali e la successione dell’età della vita: il sabato sembra essere il giorno più bello della settimana come lo è l’adolescenza.

Yvonne Sgroi 2°E

Anonimo ha detto...

“La quiete dopo la tempesta” e “ Il sabato del villaggio” sono due canti nati pressoché contemporaneamente nel settembre del 1829. Un borgo totalmente cambiato, un paesaggio caro e vivo solo nella memoria, stanno al centro delle due poesie: il ritorno della pace e il sorriso rasserenato del cielo dopo un temporale, nel primo; nel secondo, il lieto ardore di contadini,artigiani,fanciulli alla vigilia di un atteso e desiderato giorno festivo. L’opera “La quiete dopo la tempesta” si può dividere in due parti: nella prima, il poeta descrive la quiete del paesaggio e l’intraprendenza delle persone dopo la tempesta. Nella seconda invece subentra la riflessione del poeta: il piacere non esiste in sé, non è altro che un momento di passaggio tra due momenti di dolore. I temi quindi sono due: la natura nemica e il piacere visto come un momento di passaggio dopo il dolore. La poesia è un canto libero, costituito da tre strofe endecasillabi e settenari distribuiti in modo irregolare. Sono presenti anche alcuni enjambement che mettono in evidenza le parole tematiche della poesia. Per quanto riguarda l’opera “Il sabato del villaggio” anche questo canto si divide in due parti: nella prima parte il poeta descrive come viene vissuto il giorno festivo del sabato al villaggio; la parola sabato è una metafora che indica la giovinezza che secondo Leopardi è l’età delle illusioni. Nella seconda parte viene descritta la domenica che invece indica l’età adulta che è l’età delle disillusioni. Secondo il poeta infatti il sabato è migliore della domenica perché il sabato viene vissuto con felicità e gioia perché si pensa che il giorno successivo è festa. La domenica invece viene vissuta con noia e tristezza perché si pensa al giorno successivo , cioè un giorno lavorativo. Nella parte finale dell’opera è racchiuso tutto il pessimismo dell’autore. L’opera è costituita da versi endecasillabi e settenari con rime libere.
GRIOLI CHARLIE II E

Anonimo ha detto...

Sera prof...

Il sabato del villaggio fu scritto dal Leopardi nel 1829 subito dopo "La quiete dopo la tempesta". Riprende e sviluppa lo stesso tema, tanto che si possono considerare due poesie gemelle, sia per la tesi, sia per la forma, sia per il linguaggio poetico con cui furono scritte. In esse, dopo una descrizione realistica dell'ambiente naturale nella Quiete e dopo la descrizione dei personaggi del Sabato, il Leopardi passa subito alla sua riflessione personale, concludendosi entrambe con un commiato di ammonimento a non farsi illusioni sulla natura.
Tuttavia rispetto alla Quiete si osserva una rappresentazione più ampia del villaggio al calar della sera, tra voci, colori, luci ed ombre evocati con tocchi delicati ed espressivi. La sola strofa conclusiva, con l'apostrofe «Garzoncello scherzoso ...», rende esplicita, ma senza sottolineature amare o sentenziose, l'analogia tra il sabato e la giovinezza, e tra la domenica piena di «tristezza e noia» e l'età adulta.
Mentre nella Quiete il piacere della vita si riferisce agli elementi della natura stessa, nel Sabato il piacere della vita si riferisce alla società e alle tradizioni sociali: come non c'è tregua al dolore nella natura, così non c'è piacere nella società, perché la natura arriva presto a stroncare ogni forma di piacere e di illusione. Ma una grande differenza c'è tra i due finali: il finale della Quiete è drammatico e pessimistico, mentre il finale del Sabato è dolce e solo lievemente malinconico, con un invito a godere dei possibili piaceri della fanciullezza, prima che arrivi la giovinezza che darà dolori e a cui seguirà la terribile vecchiaia.

Antonella Salvà

Anonimo ha detto...

I rispettivi canti, "La quiete dopo la tempesta" e "Il sabato del villaggio", sono stati scritti da Giacomo Leopardi rispettivamente nel 1829.
Entrambe presentano la stessa struttura compositiva, e affrontono lo stesso tema che per il poeta è molto caro, dal momento che lo ha accompagnato nel corso della sua vita: vale a dire il tema del dolore, dolore dovuto per la propria patria (divisa dalle dominazioni straniere), per aver sprecato la sua infanzia e per la morte come ultimo termine della vita. Di fatto per il poeta il vero piacere consiste o nella fine del dolore o nell'aspettazione di un bene, mai nel presente.
La prima opera, "La quiete dopo la tempesta", presenta tre strofe, ma a livello tematico la si può suddividere in due strofe: la prima di tipo descrittiva in cui s i ha la ripresa delle attività normali e quotidiane dopo un temporale estivo, la seconda invece di tipo meditativa in cui il poeta illustra la crudele legge della natura sintetizzata con l'espressione: "Piacer figlio d'affanno".
Anche nel "Sabato del villaggio" le quattro strofe, si possono suddividere in base al loro scopo: le prime due di tipo descrittivo, in cui si ha la descrizione dell'atmosfera che regna nel borgo la sera prima del giorno festivo; le ultime due di tipo meditativo in cui il poeta ha racchiuso tutto il suo pessimismo. In questa poesia il poeta ci vuole far capire che il sabato viene vissuto con felicità e gioia, perché si pensa che il giorno seguente è festa. La domenica viene vissuta con noia e tristezza perché già si pensa al giorno seguente e a ciò che ci aspetta, il lavoro.

Bucalo Carmelo II E