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venerdì 4 aprile 2008

Cap. 20 Il coraggio di cambiare... ( Per sabato 12)

Castello dell'Innominato

Fin dalla sua prima presentazione, l'Innominato ci appare come una figura grandiosa e misteriosa."un tale le cui mani arrivavano spesso dove non arrivava la vista degli altri; un uomo, un diavolo, per cui la difficoltà delle imprese era spesso uno stimolo a prenderle sopra di sè"(cap.XVIII).E ancora alla fine del Cap. XIX Manzoni, nel ripercorrere la storia del personaggio, sottolinea, fra i caratteri dominanti della sua personalità, una volontà indomabile, un grande senso di indipendenza e l'abitudine a svolgere un ruolo di supremazia e di comando, siamo in presenza di un "uomo terribile",il cui intervento può dare agli avvenimenti una svolta imprevista.L'innominato è un personaggio della storia, ma le stesse fonti storiche a cui Manzoni si richiama sembrano usare una strana cautela circa la sua vera identità..Tutto, insomma, intorno all'innominato contribuisce a trasmettere l'idea di una potenza terribile, ma appena rimane solo dopo il congedo di Don Rodrigo,sente venir meno la fermezza che si era imposta perchè in realtà in lui si sono i primi indizi della crisi che da temo lo tormentano.
La scelta dell'innominato di cambiare radicalmente vita è una scelta coraggiosa, coerente con la statura del personaggio, ora se è vero, come dice don Abbondio, che "il coraggio, uno non se lo può dare" è altrettanto vero che compiere scelte decisive ha un prezzo molto alto per tutti.

LabScrib
In una situazione particolare della vostra vita avete deciso di attuare un cambiamento, comunque doloroso, che vi impone uno stile di vita diverso e l'abbandono di vecchie abitudini e amicizie.Esponete sotto forma di scrittura autobiografica le motivazioni che vi hanno indotto a prendere una decisione così importante.Affrettatevi a postare....


MANUELA CASELLA
La vita è bella perché nulla rimane immutato ma tutto si evolve, cambia... ed è ciò che è capitato a me. Immatura per i miei quattordici anni, avevo scelto insieme ad un’amica, un indirizzo di studi classico.Ma, già dall'inizio dell’anno scolastico, questa amica comincia a far amicizie con i nuovi compagni, mettendomi da parte.
Indescrivibile era il mio stato d’animo, mi sentivo sola in una classe di 25 alunni, forse perchè la mia "amica" mi aveva messo in cattiva luce con i compagni di classe.
Ho provato dolore, sconforto e amarezza, ma ho trovato la forza di impegnarmi il più possibile negli studi perché il mio unico desiderio era quello di andare via da quella classe, da quella scuola.
Il mio sogno (dopo mesi di sofferenza interiore) si realizza a luglio quando, una volta finita la scuola e visti i risultati, chiedo il trasferimento al liceo scientifico “Leonardo”. Devo confessare che le mie pene non sono finite qui perché ho dovuto studiare tutta l’estate per recuperare la materia non fatta al classico cioè la fisica.
Ora sono felice di far parte della II E dove ho trovato compagni affabili, dei bravi professori e poi questa scuola mi piace perché vi regna un clima distensivo.
Dimenticavo di dire quella che si spacciava per mia amica ormai è morta per me, così come quelle come lei ,in quanto quest’estate, dopo varie vicissitudini personali, ho cambiato gruppo di amici e amiche, meglio pochi ma buoni .Questo ormai è diventato il mio motto di vita.
MERY PAFUMI
Sono Mery, una ragazza di 16 anni che frequenta il Liceo Scientifico.
Da quando sono nata vivo nel mio paese, un piccolo paesino di circa 1000 abitanti, dove ci conosciamo tutti e siamo tutti amici. Fino alle scuole medie andavo a scuola li, con tutti i miei compagni, anche se eravamo pochi, perché una classe era formata da circa 10 ragazzi. Io ero abituata a stare con loro e a convivere con pochi ragazzi a scuola. Arrivata in 3° media, era arrivato il momento di scegliere la scuola dove andare, avendo una mezza idea su cosa fare nella vita. Beh, fin dall’inizio avevo in mente di venire allo Scientifico, ma dovevo decidere l’indirizzo da prendere. Dopo tanti riflessioni , consigli e ripensamenti, ho deciso di scegliere il P.N.I.
Per tutta l’estate pensavo a come mi sarei trovata, agli amici che avrei incontrato. Finalmente arriva il primo giorno di scuola, tutta contenta prendo l’autobus e arrivo a scuola, entro in Aula Magna e mi sono sentita un po’ spaesata, perché era piena di ragazzi, io entro e mi metto ad ascoltare, fin quando non chiamano il mio nome associato alla mitica 1°E. Quando arriviamo in classe, rimango ancora più sbalordita perché eravamo in 30. Non sapendo cosa fare, mi sono scelta una compagna e da quel primo giorno di scuola, la timida ragazza non c'è più, sono cambiate molte cose. Adesso sono molto contenta di stare in questa classe, anche perché ci sono degli amici fantastici, ma soprattutto tre ragazze stupende… Con questo racconto ho voluto farvi capire che passare da una classe di sei ragazzi ad una classe così numerosa, per me è stato un enorme cambiamento.

Buonasera professoressa...scusi tanto il mio ritardo...

Nella vita si effettuano molti cambiamenti, uno che mi ha particolarmente segnato è stato la nascita di mio fratello.
Fino a dieci anni sono stata figlia unica, tutti mi invidiavano, però in fondo sentivo la mancanza di qualcuno che potesse condividere con me i miei spazi.
Mi sentivo sola, avevo bisogno di scherzare, giocare, parlare e condividere le mie gioie.
Quando mia madre mi diede la notizia, ho passato nove mesi di piena attesa e agitazione. da qui cambiò la mia vita: appena venne al mondo ero la persona più felice del mondo, mi sentiì rinascere.
E' vero, è stata una grande gioia la nascita di mio fratello, ma l'unico aspetto negativo essendoci la differenza di età, non riuscivo, neanche volendo, a sfogarmi i miei problemi, eppure mi sono presa cura di lui.
Adesso, ha sei anni, ho seguito ogni tappa della sua vita, spero tanto di poter mantenere questo magnifico rapporto negli anni che verranno e proteggerlo da possibili pericoli.

Spero che vada bene, le auguro una buona domenica! Baci


Grazie, ma chi sei? La prof

CHARLIE GRIOLI

Nella mia vita non ci sono stati cambiamenti decisivi tali da definirli dolorosi. Certo la scelta della scuola superiore è stata quella più importante che ha segnato comunque parte della mia vita. Nonostante le idee dei miei amici non coincidessero con le mie per la scelta della scuola superiore, io ero abbastanza convinto di quello che volevo fare, anzi, posso dire di aver resistito ai loro tentativi di convincermi del contrario.È stata una scelta unicamente mia, non si sono intromessi neanche i miei genitori ,forse, perchè in fondo anche loro erano dello stesso mio parere. Sin dalla quinta elementare l'idea di scegliere il Liceo scientifico era chiara , perchè sono sempre stato consapevole che il Liceo Scientifico sia il massimo e che, alla fine del percorso di studi ,si ha una preparazione completa così da poter scegliere qualunque ramo universitario. Lasciare i vecchi compagni è stato triste, ma sono compensato dalla soddisfazione dei risultati che ho ottenuto fino ad ora, anche se cerco di non accontentarmi mai. Questa è sicuramente stata la prima di una lunga serie di scelte che dovrò affrontare nella vita. La prima che ha segnato il mio futuro, il mio avvenire e se, per certo verso ,è stato doloroso dover cambiare le mie amicizie, le mie abitudini, è anche vero che la scelta mi ha maturato e mi stimola a proseguire sempre con motivazione e interesse per le discipline che studio .
GIUSEPPE MACCARRONE
Io sono molto legato a una mia compagna delle scuole medie di nome Clara. E’ una ragazza salare,scherzosa, simpatica, dove c’è lei c’è allegria. Tutto però quattro anni fa cambia: la vita di Clara, a causa della separazione dei suoi genitori.Una famiglia che, all’occhio sociale, sembrava felice e serena si è trasformata in una famiglia piena di tristezza e preoccupazione. Così Clara cade in depressione. La depressione è una bruttissima malattia che porta ad assumere psicofarmaci e persino fa pensare al suicidio. Tra i genitori tutto incomincia con un litigio, piccole incomprensioni, entrambi stressati dal lavoro o problemi vari che riescono a distruggere un rapporto splendido. Così Clara non accettava la situazione che che si era creata in casa , si rifiutava di parlare con tutti, piangeva interrottamente perché nessuno la capiva o perlomeno era convintache fosse così. Dapprima non volli vederla per paura di una mia reazione brusca. In. Ma un giorno insistetti di andare a casa sua con un mio compagno. La sua casa era diventata come l’Inferno di Dante, sua mamma era irriconoscibile, bianca in faccia, triste e dentro di me aumentava sempre di più la tristezza e la paura che questo periodo non finisse più. Clara , quel giorno uscì dalla sua stanza, magra, pallida più che mai , gridava senza motivo, sua madre cercava di sdrammatizzare la situazione ,ma io, pur avendo undici anni, capivo fin troppo bene che lei stava malissimo. Beh, torno a casa e naturalmente scoppio a piangere pensando a tutti i momenti belli passati con lei. Ritorno dopo due settimane da Clara: stessa atmosfera ,masentivo che questo prima o poi sarebbe finito e che lei sarebbe ritornata quella di prima. Comunque la trovo nella sua stanza a rovistare le foto degli anni passati. Era triste e piangeva perché aveva perso tutta la sua allegria e solarità, ma dentro di me aumentava sempre di più la certezza che tutto sarebbe tornato come prima. Così decido di non andarci più per un bel po’. Ritorno a casa sua dopo un mese e come per magia la situazione era cambiata in meglio, così pure il suo umore . Clara finalmente ha accettato la separazione dei genitori e la sua vita scorre normale.
BUCALO CARMELO
Circa tre anni fà, andai a fare una scampagnata con un gruppo di amici. La giornata si preannunciava ottima, e speravamo di divertirci. Ma durante l'ora di pranzo accadde l'impensabile. Un mio carissimo amico ebbe un incidente,; mentre si trovava ad attraversare una stradina di campagna fu investito.
Per due giorni si trovò in fin di vita, e durante quei brutti momenti all'interno dell'ospedale pensavo: pensavo quanto tempo avevamo passato insieme, quante avventure nel bene e nel male, e non mi rassegnavo all'idea che se ne andasse. Ci stavo davvero male, e stavo ancora più male vedendo il dolore dei suoi genitori. La sera ,non riuscendo a dormire, mi tornava in mente quel brutto episodio e riflettevo quanto fosse crudele la vita. Mi ponevo sempre la solita domanda:"Quale è il senso della vita, se poi abbandoniamo tutto?". Un giorno ,però, arriva la buona notizia: non era più in pericolo. Da quel momento fui felicissimo, e vidi la vita da un'altro punto di vista, con una prospettiva diversa.Da allora le cose materiali mi interessano poco perchè quell'incidente mi ha reso più maturo .
ROSSANA ZAGAMI
Nella mia vita, ho avuto la fortuna di avere delle splendide persone a fianco e mi sento di dire un profondo "grazie" a tutti coloro con cui ho condiviso amicizie stupende.
Ma dal profondo del mio cuore, ringrazio delle persone magnifiche che mi hanno seguita dal primo giorno della ia vita: i miei genitori.
Quand'ero piccola, seppi della decisione di mio padre di andare a lavorare all'estero; a dir la verità mi mancava tanto, ma essendo piccola, non ci pensavo più di tanto.
Eppure le cose sono cambiate durante la mia crescita; cercavo di distrarmi con i miei amici ridendo e scherzando, ma appena mi soffermavo a pensare, il mio cuore si colmava di tristezza, nonostante ciò purtroppo dovevo trovare la forza di superare quest' angoscia
Se fosse stato il classico padre, forse non ci sarei stata così male, ma lui non è come qualsiasi altra persona, lui è stupendo, magnifico, fantastico: Mio Padre!
Lui mi dà sicurezze, mi dà la forza per andare avanti in determinate situazioni, riesce a farmi riflettere per controllare la mia impulsività. Beh! Mi aiuta in tutto.
Grazie papà, per avermi insegnato così tante cose, grazie per essere così presente pur essendo così lontano, grazie per avermi fatto scegliere il giusto, GRAZIE DI TUTTO!
Forse non si può definire un vero e proprio cambiamento, ma in qualche modo, all'interno di me stessa è subentrata una piccola percentuale di forza in più, che è fondamentale in alcune situazioni, perchè la vita è piena di sfaccettature, belle e brutte, e si deve essere pronti ad affrontare qualsiasi cosa, perchè ogni situazione ci aiuta a crescere!! .
Spero che le vada bene, buona giornata, a domani.
ANTONELLA SALVA'


Sera prof...

Alla fine di ogni anno mi faccio un bilancio complessivo dei miei cambiamenti.
Circa 16 anni fà sono nata come seconda figlia e cosi piccola che entravo due volte in una manica. Per giunta avevo molti capelli, avevo la pelle di color latte ed ero la prima femminucia dopo circa sette anni. Quando mi hanno vista, la mamma, la nonna e le zie hanno detto:-Che bellina-mio padre ha avuto il compito del nome:-é tutta mia madre.
La madre del nonno si chiamava Antonietta e, secondo lui, se fosse stata al mondo quando sono nata mi avrebbe trovata bellissima.
Per farla in breve, in onore di mia nonna Antonina, mia sosia peccato solo per gli occhi, e della bisnonna Antonietta, sono stata chiamata Antonella.
Io ero molto piccola per protestare, ma mi hanno raccontato che quanto mi hanno battezzato, ho strillato per tutta la cerimonia
Voi capite che mettere nome Antonella a una che entra due volte in una manica ed è bianca come il latte è una grossa responsabilità: e se resta davvero di questo calibro, come farà a portare un nome cosi impegnativo?Io credo che per questo hanno incominciato a misurarmi e a pesarmi continuamente e a festeggiare ogni centimetro e ogni etto in più.
La mia statura è quasi normale e non sono molta robusta, ma la nonna dice che è meglio essere intelligenti piuttosto che stupidi e forti.In bocca ho ancora i denti da latte e la mamma me li controlla tutte le volte che telefona alla zia Anna.
Ora, al posto dei miei due ex denti, piccoli e proporzionati, mi ritrovo degli incisivi che mi fanno sembrare la moglie di un castoro!
Avere undici anni non è una cosa semplice. A undici anni ti crescono i primi peli, per esempio, oppurre ti vengono i denti da castoro e ti si allungano i piedi.
A undici anni, poi, si deve cambiare scuola e questo è un problema che si aggiunge a tutti gli altri. Prendete me: io sono una tranquilla, ma quando mi arrabbio non vedo più nulla. Io ho fatto le elementari a Zafferana. Non mi posso lamentare, me la passo bene, anche se alle volte mi prendeva la malinconia perchè mi sentivo prigioniera in quel giardino tutto chiuso, e la sera, quando tornavo a casa per me cominciava il più bello, la mamma si inventeva la scusa che cascavo dal sonno e mi mandava a letto!
Il primo giorno delle medie comequello delle superiori non lo dimenticherò mai. Mi hanno accompagnato mia madre e mio fratello. Papà- disse-farà la figura della scema!-, ma loro niente.La mamma non si decideva a lasciarmi la mano. Eravamo ormai sulla soglia dell’aula e i miei compagni hanno visto la scena : mia madre si chinava per darmi un bacio sulle guance e si è alzato dalla classe una specie di ululato:-uhuuuu!!!-Sono entrata più arrabbiata del solito.
Possibile non capire che non sono più nell’incubatrice? Che sono cambiata non solo nella corporatura, ma anche nel carattere? Comunque la vita è bella perchè cambia, se no che vita monotona sarebbe!
ANDREA MUSCOLINO


Buona sera Professoressa,
Premetto dicendo che in quesi ultimi anni ho fatto molti cambiamenti e ora sono veramente fiero e orgoglioso di essere come sono.
Molte cose di me sono cambiate, specialmente il mio aspetto fisico.
Fino alle scuole medie ero molto ma molto più basso e più pienotto.
Oltre al mio aspetto fisico è cambiato anche il mio carattere.
Prima ero infantile,immaturo,troppo giocherellone;non mi importava nulla degli altri pensavo solo

al mio benessere ,Inveceora credo di essere cresciuto:sono più maturo,responsabile,altruista.

In questo ultimo periodo ho avuto tante delusioni una in particolare; ma è giunto il momento di metterci una pietra sopra e di non pensarci più.
Durante questa settimana ho capito che quello i consigli dei miei genitori sono corretti e sinceri;
Lunedi scorso un mio carissimo amico ha avuto un incidente con il motorino,è stato ricoverato all'ospedale di Acireale e successivamente è a Palermo, perchè in coma; vi è rimasto per ben quattro giorni , ma per fortuna è uscito ha superato la fase più difficile, infatti è uscito dal coma.
Tutto questo è successo perchè non aveva il casco, così ho capito perchè i miei genitori mi fanno mille raccomandazioni!
A volte si pensa che questo tipo di cose non possano mai capitare a noi e a persone a noi care,ma è qui che si sbaglia , ciò che non succede in cent'anni, succede talvolta in un secondo.
Questo avvenimento mi ha fatto crescere forse un pochino tanto che mi riprometto di fare maggiormente attenzione , ma soprattutto di non essre impulsivo e riflettere prima di uscire senza casco.

Una Buona serata
ROSARIO BONACCORSI
Durante la mia vita un cambiamento molto importante è stato il passaggio dalle scuole medie a quelle superiori.Sono molto contento della scelta che ho fatto e grazie all'aiuto di persone a me molto care sono riuscito a superare l'impatto con questo nuovo mondo.Per fortuna nella mia classe siamo tutti uniti come se fossimo un'unica persona ed ho professori fantastici che ci aiutano sempre,anche quando sembra tutto finito.Qualche problema durante questo viaggio l'ho avuto e c'è l'ho ancora (parlo sotto l'aspetto scolastico), ma pian piano li sto superando, inoltre spero di continuare questo bellissimo viaggio fino alla fine con tutte le persone con le quali ho iniziato ed avere un bellissimo ricordo per il resto della mia vita.

13 commenti:

Anonimo ha detto...

La vita è bella perché nulla rimane immutato ma tutto si evolve, cambia... ed è ciò che è capitato a me. Immatura per i miei quattordici anni, avevo scelto insieme ad un’amica un indirizzo di studi classico. Se non che appena inizia l’anno scolastico, questa amica comincia a far amicizie con i nuovi compagni, mettendomi da parte.
Indescrivibile era il mio stato d’animo, mi sentivo sola in una classe di 25 alunni perché era riuscita con la sua perfidia, a mettermi tutti contro.
Fra tanto dolore, sconforto, amarezza ho trovato la forza di impegnarmi il più possibile negli studi perché il mio unico desiderio era quello di andare via da quella classe, da quella scuola.
Il mio sogno (dopo mesi di sofferenza interiore) si realizza a luglio quando, una volta finita la scuola e vanti i risultati, chiedo di trasferimento al liceo scientifico “Leonardo”. Devo confessare che le mie pene non sono finite qui perché ho dovuto studiare tutta l’estate per recuperare la materia non fatta al classico cioè la fisica.
Ora sono felice di far parte della II E dove ho trovato compagni affabili, dei bravi professori e poi questa scuola mi piace perché vi regna un clima distensivo.
Dimenticavo di dire quella che si spacciava per mia amica ormai è morta per me, così come quelle come lei in quanto quest’estate, dopo varie vicissitudini personali, ho cambiato gruppo di amici e amiche, meglio pochi ma buoni questo ormai è diventato il mio motto di vita.

Manuela Casella II E

Anonimo ha detto...

Buonasera professoressa...scusi tanto il mio ritardo...

Nella vita si effettuano molti cambiamenti, uno che mi ha particolarmenter segnato è stato la nascita di mio fratello.
Fino a dieci anni sono stata figlia unica, tutti mi invidiavano, però infondo sentivo la mancanza di una persona che potesse condividere con me i miei spazi.
Mi sentivo sola, avevo bisogno di una persona con cui scherzare, giocare, parlare e condividere le mie gioie.
Quando mia madre mi diede la notizia, ho passato nove mesi di piena attesa e agitazione, da qui cambiò la mia vita.
Appena venne al mondo ero la persona più felice del mondo, mi sentì rinascere.
Essendo stata una grande gioia la nascita di mio fratello, l'unico aspetto negativo è che, essendoci una tale differenza di età, non riuscivo, neanche volendo, a sfogarmi dei miei problemi, ma nonostante tutto mi sono presa cura di lui.
Adesso, ha sei anni, ho seguito ogni tappa della sua vita, spero tanto di poter mantenere questo magnifico rapporto negli anni che veranno e proteggerlo da possibili pericoli.

Spero che vada bene, le auguro una buona domenica!Baci

Anonimo ha detto...

Sono Mery, una ragazza di 16 anni che frequenta il Liceo Scientifico.
Da quando sono nata vivo nel mio paese, un piccolo paesino di circa 1000 abitanti, dove ci conosciamo tutti e siamo tutti amici. Fino alle scuole medie andavo a scuola li, con tutti i miei compagni, anche se eravamo pochi, perché una classe era formata da circa 10 ragazzi. Io ero abituata a stare con loro e a convivere con pochi ragazzi a scuola. Arrivata in 3° media, era arrivato il momento di scegliere la scuola dove andare, avendo una mezza idea su cosa fare nella vita. Beh, fin dall’inizio avevo in mente di venire allo Scientifico, ma dovevo decidere l’indirizzo da prendere. Dopo tanti pensamenti, riflessioni e consigli, ho deciso di scegliere il P.N.I.
Per tutta l’estate pensavo a come mi sarei trovata, agli amici che avrei incontrato. Finalmente arriva il primo giorno di scuola, io tutta contenta prendo l’autobus e arrivo a scuola, entro in Aula Magna e mi sono sentita un po’ spaesata, perché era piena di ragazzi, io entro e mi metto ad ascoltare, fin quando non chiamano il mio nome associato alla mitica 1°E. Quando arriviamo in classe, rimango ancora più sbalordita perché eravamo in 30. Non sapendo cosa fare, mi sono seduta vicino ad una ragazza e da quel primo giorno di scuola, quando ero tutta timida, sono cambiate molte cose. Adesso sono molto contenta di stare in questa classe, anche perché ci sono degli amici fantastici, ma soprattutto 3 ragazze stupende…:):) Con questo racconto ho voluto farvi capire che passare dalle medie, dove l’ultimo anno eravamo in 6, allo Scientifico che il primo anno eravamo 30, per me è stato un enorme cambiamento.




Mery Pafumi...

Anonimo ha detto...

Ad oggi non ci sono stati cambiamenti decisivi tali da definirli dolorosi. Certo la scelta della scuola superiore è stata quella più importante che ha segnato comunque parte della mia vita. Nonostante i miei amici da sempre avevano un idea diversa dalla mia circa la scelta della scuola superiore io ero abbastanza convinto di quello che volevo fare, anzi posso dire di aver resistito ai loro tentativi di convincermi del contrario.È stata una scelta unicamente mia, non si sono intromessi neanche i miei genitori forse perchè infondo erano contenti anche loro. Sin dalla quinta elementare l'idea di scegliere il Liceo scientifico era chiara , perchè sono sempre stato consapevole che fosse un ottima scuola e che alla fine dei cinque anni si ha una preparazione completa così da poter scegliere qualunque ramo universitario. Lasciare i vecchi compagni è stato triste ma compensato dalla soddisfazione dei risultati che ho ottenuto fino ad ora anche se cerco di non accontentarmi mai. Questa è sicuramente stata la prima di una lunga serie di scelte che dovrò affrontare nella vita. La prima che ha segnato il mio futuro, il mio avvenire e se per certo verso è stato doloroso dover cambiare le mie amicizie, le mie abitudini e anche vero che tutto questo mi ha maturato.



GRIOLI CHARLIE II E

Anonimo ha detto...

Io sono molto legato a una mia compagna delle scuole medie di nome Clara. E’ una ragazza salare,scherzosa, simpatica, dove c’è lei c’è allegria. Tutto però quattro anni fa scompare: la vita di Clara cambia a causa della separazione dei suoi genitori una famiglia che all’occhio sociale sembrava felice e serena si è trasformata in una famiglia piena di tristezza e preoccupazione. Così Clara cambia giorno dopo giorno e così cade in depressione. La depressione è una bruttissima malattia che porta ad assumere psicofarmaci e persino al suicidio. Tra i genitori tutto incomincia con un litigio, piccole incomprensioni entrambi stressati dal lavoro o problemi vari che si uniscono pian piano fino a che riescono a distruggere un rapporto ai minimi termini. Così Clara in quel periodo cioè all’inizio non accettava la situazione che vi era e quindi si rifiutava di parlare con tutti, piangeva interrottamente perché nessuno la capiva o perlomeno era convinta era convinta così. Dapprima non volevo vederla per paura di una mia reazione brusca. In effetti fu così. Un giorno insistetti di andare a casa sua con un mio compagno. La sua casa era diventata come l’Inferno di Dante, sua mamma era irriconoscibile bianca in faccia, triste anche lei piangeva e dentro di me aumentava sempre di più la tristezza e la paura che questo periodo non finisse più. Così tutto ad un tratto Clara esce dalla sua stanza. Sono rimasto allibito come appena la vidi, magra, pallida, triste, gridava all’impazzata senza motivo, sua mamma sdrammatizzava la situazione ma io pur avendo 11 anni capivo fin troppo bene che lei stava malissimo. Beh torno a casa e naturalmente scoppio a piangere pensando a tutti i momenti belli passati con lei. Ritorno dopo 2 settimane da Clara: stessa atmosfera ma qualcosa dentro di me era cambiata sapevo che questo prima o poi sarebbe finito e che lei sarebbe ritornata quella di prima. Comunque vado nella sua stanza e la trovo con tutte sue le foto di quando stava bene. Era triste e piangeva perché aveva perso tutta la sua allegria e solarità. Io però non ero triste come prima, dentro di me aumentava sempre di più la sicurezza che tutto tornava come prima. Così decido di non andarci più per un bel po’. Ritorno a casa sua dopo un mese e tutto come per magia ritorna come prima compresa sua mamma, vedendo tutto ciò la mia tristezza scomparve in un lampo e così tutto torna come prima. Clara finalmente accetta la separazione dei genitori e tutto da allora continua felicemente ogni giorno.



Maccarrone Giuseppe
II E

Yvonne Sgroi 2°E ha detto...

'sera prof..scusi il ritardo..

Nella mia vita ha avuto molti cambiamenti.
A 4 anni i miei genitori si sono separati e per me è stato un cambiamento fortissimo. Si è stravolto il mio mondo. Per 4 anni avevo vissuto tra l’affetto dei miei genitori... e ad un tratto mi sono ritrovata a vivere con mia madre, con la quale vivo tuttora, e a vedere mio padre solo una volta la settimana.
Tra i 9 e i 10 anni decisi di non vedere più mio padre perché iniziò a frequentarsi con colei che ora è la sua attuale moglie.
Altri 2 cambiamenti molto importanti sono avvenuti a gennaio dell’anno scorso...
All’inizio del mese nacque mia sorella. In principio non l’avevo molto presa bene, ma poi quando è nata, avere mia sorella tra le braccia mi diede una gioia immensa.
Verso la fine di gennaio, morì mia nonna. La nonna con cui passavo tutte le feste, con cui stavo la mattina quando ero piccola e mia madre andava a lavorare. La nonna con cui festeggiavo i compleanni e stranamente facevamo il compleanno lo stesso giorno e ogni anno quel giorno era particolare.

Per finire un ultimo cambiamento è stato il trasferimento di scuola. Infatti, l’anno scorso, frequentavo il liceo d’Acireale, poi, però, per alcuni problemi con i docenti, mi sono trasferita qui a Giarre. E mi trovo benissimo, sia i professori che i compagni mi hanno messa a mio agio. Ora, al contrario dell’anno scorso, mi piace andare a scuola… in classe ho molti amici… e non tornerei mai indietro!

spero che vada bene..a domani!
Yvonne Sgroi,2°E

Anonimo ha detto...

Circa tre anni fa, andai a fare una scampagnata con un gruppo di amici. La giornata si preannunciava ottima, e speravamo di divertirci. Ma durante l'ora di pranzo accadde l'impensabile. Un mio carissimo amico ebbe un incidente; mentre si trovava ad attraversare una stradina di campagna fu investito.
Per due giorni si trovò in fin di vita, e durante quei brutti momenti all'interno dell'ospetale pensavo: pensavo quanto tempo avevamo passato insieme, quante avventure nel bene e nel male, e non mi rassegnavo all'idea che se ne andasse. Ci stavo davvero male, e stavo ancora più male vedendo il dolore dei suoi genitori. La sera non riuscendo a dormire mi tornava in mente quel brutto episodio e riflettevo a quanto fosse crudele la vita. Mi ponevo sempre la solita domanda:"Quale è il senso della vita, se poi abbandoniamo tutto?". Un gorno però arriva la buona notizia: non era più in pericolo. Da quel momento ero felicissimo, e vedevo la vita da un'altro punto di vista, con altre prospettive. Non davo più così tanta importanza ai beni materiali; in parte quell'incidente mi aveva cambiato.

Carmelo Bucalo II E

Anonimo ha detto...

Nella mia vita, ho avuto la fortuna di avere delle splendide persone al io fianco e mi sento di dire un profondo "grazie" a tutti coloro con cui ho condiviso amicizie stupende.
Ma dal profondo del mio cuore, ringrazio delle persone magnifiche che mi hanno seguita dal primo giorno della ia vita: i miei genitori.
Quand'ero piccola, seppi della decisione di mio padre di andare a lavorare all'estero; a dir la verità mi mancava tanto, ma essendo piccola, non ci pensavo più di tanto.
Ma le cose sono cambiate durante la mia crescita; cercavo di distrarmi con i miei amici ridendo e scherzando, ma appena mi sffermavo a pensare, il mio cuore si colmava di tristezza, nonostante ciò purtroppo dovevo trovare la forza di superare questo immenso ostacolo.
Se fosse stato il classico padre, forse non ci sarei stata così male, ma lui non è come qualsiasi altra persona, lui è stupendo, magnifico, fantastico: Mio Padre!
Lui mi da sicurezze, mi da la forza per andare avanti in determinate situazioni, riesce a farmi riflettere per controllare la mia impulsività. Beh! Mi aiuta in tutto.
Grazie papà, per avermi insegnato così tante cose, grazie per essere così presente pur essendo così lontano, grazie per avermi fatto scegliere il giusto, GRAZIE DI TUTTO!

Forse non si può definire un vero e proprio cambiamento, ma in qualche modo, all'interno di me stessa è subentrata una piccola percentuale di forza in più, che è fondamentale per alcune situazioni, perchè la vita è piena di sfaccettature, belle e brutte, e si deve essere pronti ad affrontare qualsiasi cosa, perchè ogni situazione ci aiuta a crescere!!

...Rossana...

Spero che le vada bene, buona giornata, a domani.

Anonimo ha detto...

Sera prof...

Alla fine di ogni anno mi faccio un bilangio complessivo dei miei cambiamenti.
Circa 16 anni fà sono nata come seconda figlia e cosi piccola che entravo due volte in una manica. Per giunta avevo molti capelli, avevo la pelle di color latte ed ero la prima femminucia dopo circa 7 anni. Quando mi hanno vista, la mamma, la nonna e le zie hanno detto:-Che bellina-mio padre ha avuto il combito del nome:-é tutta mia madre.
La madre del nonno si chiamava Antonieta e, secondo lui, se fosse stata al mondo quando sono nata mi avrebbe trovata bellissima.
Per farla in breve, in onore di mia nonna Antonina, mia sosia peccato solo per gli occhi, e della bisnonna Antonieta, sono stata chiamata Antonella.
Io ero molto piccola per protestare, ma mi hanno raccontato che quanto mi hanno battezzato, ho strillato per tutta la cerimonia
Voi capite che mettere nome Antonella a una che entra due volte in una manica ed è bianca come il latte è una grossa responsabilità: e se resta davvero di questo calibro, come farà a portare un nome cosi impegnativo?Io credo che per questo hanno incominciato a misurarmi e a pesarmi tutti i momenti, e a festeggiare ogni centimetro e ogni etto in più.
La mia statura è quasi normale e non sono molta robusta, ma la nonna dice che è meglio essere intelligenti piuttosto che stupidi e forti.In bocca ho ancora i denti da latte e la mamma me li controlla tutte le volte che telefona alla zia Anna.
Ora, al posto dei miei due ex denti, piccoli e proporzionati, mi ritrovo degli incisivi che mi fanno sembrare la moglie di castoro!
Avere undici anni non è una cosa semplice. A udici anni ti crescono i primi peli, per esempio, oppurre ti vengono i denti da castoro e ti si allungano i piedi.
A undici anni, poi, si deve cambiare scuola e questo è un problema che si aggiunge a tutti gli altri. Prendete me: io sno una tranquila, ma quando mi arrabbio non vedo più nulla. Io ho fatto le elementari a Zafferana. Non mi posso lamentare, me la passo bene, anche se alle volte mi prendeva la malinconia perchè mi sentivo prigioniera in quel giardino tutto chiuso, e la sera, quando tornavo a casa per me cominciava il più bello, la mamma si inventeva la scusa che cascavo dal sonno e mi mandava a letto!
Il primo giorno di medie come a quello delle superiori non lo dimenticherò mai. E’ voluto venire oltre a mia madre anche mio fratello. Papà gliel’aveva detto-Gli fate fare la figura della scema!-, ma loro niente.La mamma non si decideva a lasciarmi la mano. Eravamo ormai sulla soglia dell’aula e i miei compagni hanno visto questa scena: mia madre che si chinava di poco per darmi un bacio sulle guance. Allora si è alzato dalla classe una specie di ululato:-uhuuuu!!!-Sono entrata più arrabbiata del solito.
Possibile che non capiscano che non sono più nell’incubatrice? Non capiscono neanche che sono cambiata non solo nella corporatura ma anche come carattere. Comunque la vita e bella perchè cambia, se no che vita sarebbe!MONOTONA.

Antonella Salvà

Anonimo ha detto...

Sera prof...

Alla fine di ogni anno mi faccio un bilangio complessivo dei miei cambiamenti.
Circa 16 anni fà sono nata come seconda figlia e cosi piccola che entravo due volte in una manica. Per giunta avevo molti capelli, avevo la pelle di color latte ed ero la prima femminucia dopo circa 7 anni. Quando mi hanno vista, la mamma, la nonna e le zie hanno detto:-Che bellina-mio padre ha avuto il combito del nome:-é tutta mia madre.
La madre del nonno si chiamava Antonieta e, secondo lui, se fosse stata al mondo quando sono nata mi avrebbe trovata bellissima.
Per farla in breve, in onore di mia nonna Antonina, mia sosia peccato solo per gli occhi, e della bisnonna Antonieta, sono stata chiamata Antonella.
Io ero molto piccola per protestare, ma mi hanno raccontato che quanto mi hanno battezzato, ho strillato per tutta la cerimonia
Voi capite che mettere nome Antonella a una che entra due volte in una manica ed è bianca come il latte è una grossa responsabilità: e se resta davvero di questo calibro, come farà a portare un nome cosi impegnativo?Io credo che per questo hanno incominciato a misurarmi e a pesarmi tutti i momenti, e a festeggiare ogni centimetro e ogni etto in più.
La mia statura è quasi normale e non sono molta robusta, ma la nonna dice che è meglio essere intelligenti piuttosto che stupidi e forti.In bocca ho ancora i denti da latte e la mamma me li controlla tutte le volte che telefona alla zia Anna.
Ora, al posto dei miei due ex denti, piccoli e proporzionati, mi ritrovo degli incisivi che mi fanno sembrare la moglie di castoro!
Avere undici anni non è una cosa semplice. A udici anni ti crescono i primi peli, per esempio, oppurre ti vengono i denti da castoro e ti si allungano i piedi.
A undici anni, poi, si deve cambiare scuola e questo è un problema che si aggiunge a tutti gli altri. Prendete me: io sno una tranquila, ma quando mi arrabbio non vedo più nulla. Io ho fatto le elementari a Zafferana. Non mi posso lamentare, me la passo bene, anche se alle volte mi prendeva la malinconia perchè mi sentivo prigioniera in quel giardino tutto chiuso, e la sera, quando tornavo a casa per me cominciava il più bello, la mamma si inventeva la scusa che cascavo dal sonno e mi mandava a letto!
Il primo giorno di medie come a quello delle superiori non lo dimenticherò mai. E’ voluto venire oltre a mia madre anche mio fratello. Papà gliel’aveva detto-Gli fate fare la figura della scema!-, ma loro niente.La mamma non si decideva a lasciarmi la mano. Eravamo ormai sulla soglia dell’aula e i miei compagni hanno visto questa scena: mia madre che si chinava di poco per darmi un bacio sulle guance. Allora si è alzato dalla classe una specie di ululato:-uhuuuu!!!-Sono entrata più arrabbiata del solito.
Possibile che non capiscano che non sono più nell’incubatrice? Non capiscono neanche che sono cambiata non solo nella corporatura ma anche come carattere. Comunque la vita e bella perchè cambia, se no che vita sarebbe!MONOTONA.

Amtonella Salvà

Anonimo ha detto...

Buona sera Professoressa,
Premetto dicendo che in quesi untimi anni ho fatto molti cambiamenti e ora sono veramente fiero e orgoglioso di esserem come sono.
Molte cose di me sono cambiate;specialmente il mio aspetto fisico.
Fino aalle scuole medie ero molto ma molto più basso ed ero più pienotto.
Oltre al mio aspetto fisico è cambiato anche il mio carattere.
Prima ero infantile,immaturo,troppo giocherellone;non mi importava nulla degli altri pensavo solo per me.
Invece,ora credo di essere cresciuto:sono più maturo,responsabile,altruista.
In questo ultimo periodo ho avuto tnt delusioni specialmente una;ma è giunto il momento di metterci una pietra sopra e di non pensarci più.
Durante questa settima ho capito che quello che mi dicono i miei genitori spesso è la verità:
Lunedi sera un mio carissimo amico ha avuto un incidente con il motorino.
è stato portato all'ospedale di Acireale;successivamente è stato portatp a Palermo,perchè, è caduto in coma;vi è rimasto per ben 4 giorni ma per fortuna è uscito dal coma e ora sta meglio.
Tutto questo è successo perchè non aveva il casco,perchè se lui lo avesse avuto non si sarebbe fatto male.
A volte si pensa che questo tipo di cose non possano mai capitare a noi e a prsone a noi care,ma è qui che si sbaglia perchè ciò che non succede in 100 anni succede in un seconodo.
Ora farò più attenzione e cercherò di mettermi sempre il casco.

Una Buona serata
Andrea Muscolino

Anonimo ha detto...

Il passero solitario è stato scritto tra il 1829-1831. Come forma metrica viene utilizzata la canzone libera, costituita da tre strofe di settenari e endecasillabi variamente alternati e rimati. Nella prima strofa viene descritta la vita solitaria del passero; nella seconda la vita solitaria del poeta e nella terza vi è il confronto tra la vita del poeta e quella del passero e il loro diverso destino: il passero non avrà motivo di rimpiangere il proprio modo di vita, mentre il poeta si perché non ha voluto godersi l’età della giovinezza che non potrà mai più riavere e nello stesso tempo si è isolato da tutti.
Il tema della vecchiaia viene introdotto attraverso un quadro paesaggistico, nel quale il tramonto sopraggiunge sulla campagna. Viene evidenziata così la corrispondenza tra il giorno di festa e la stagione felice della vita, che volge al termine, e tra l’anno di vita del passero e la sua stagione migliore, la primavera.
Il valore dei parallelismi sintattici della terza strofa è quello di indicare l'opposizione tra la spensieratezza del passero e la disperazione del poeta.

Concetta Russo II E

Rosario ha detto...

Durante la mia vita un cambiamento molto importante è stato il passaggio dalle scuole medie a quelle superiori.Sono molto contento della scelta che ho fatto e grazie all'aiuto di persone a me molto care sono riuscito sono riuscito a superare l'impatto con questo nuovo mondo.Per fortuna nella mia classe siamo tutti uniti come se fossimo un'unica persona ed ho professori fantastici che ci aiutano sempre,anche quando sembra tutto finito.Qualche problema durante questo viaggio l'ho avuto e c'è l'ho ancora(parlo sotto l'aspetto scolastico)ma poco a poco li sto superando inoltre spero di continuare questo bellissimo viaggio fino alla fine con tutte le persone con la quale ho iniziato ed avere un bellissimo ricordo del viaggio che già ho intrapreso.
Bonaccorsi Rosario
IIE