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mercoledì 19 dicembre 2007

"Stavvi Minòs orribilmente, e ringhia" (Canto V)


Ma perchè Minosse ringhia? Contro chi? Ancora una volta Dante non spiega, ma rappresenta e rivive.E' l'anima stessa che rivela i suoi peccati: ciò ha permesso di vedere in Minosse l'allegoria della coscienza e soprattutto ha permesso di inserire nella meccanicità quasi burocratica del giudizio il dramma dell'anima individuale.
Dante rivela non solo una straordinaria inventiva di poeta, ma la qualità drammatica della sua poesia.In Caronte il dramma era implicito nel movimento, diremmo prospettico, della figura del demonio.Qui lo è nell'ambiguità misteriosa del giudice- mostro o meglio nell'ambiguità della parola che fa presentire, come in una sinfonia i personaggi dei versi successivi.
Ricavate gli elementi che sottolineano la sua funzione di giudice infernale.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

MINOS RINGHIA NON A DANTE, MA ALLE ANIME CHE GLI SI PRESENTANO AVANTI.DANTE INOLTRE HA FATTO COME PER CARONTE UN RIFERIMENTO ALL'ENIDE DI VIRGILIO, RIPRENDENDO LA FIGURA DEL MOSTRO E COLLOCANDOLO NELLO STESSO RUOLO ASSEGNATOGLI DA VIRGILIO,CIOE QUELLO DI GIUDICE INFERNALE

Maria Allo ha detto...

E' chiaro che Minos ringhia alle anime e non a Dante .....