Siamo su Dienneti

giovedì 19 marzo 2009

La vita fugge, et non s'arresta una hora



La vita fugge, et non s'arresta una hora,
et la morte vien dietro a gran giornate,
et le cose presenti et le passate
mi dànno guerra, et le future anchora;

e 'l rimembrare et l'aspettar m'accora,
or quinci or quindi, sì che 'n veritate,
se non ch'ì ò di me stesso pietate,
ì sarei già di questi penser'fòra.

Tornami avanti, s'alcun dolce mai
ebbe 'l cor tristo; et poi da l'altra parte
veggio al mio navigar turbati i vènti;

veggio fortuna in porto, et stanco omai
il mio nocchier, et rotte arbore et sarte,
e i lumi bei che mirar soglio, spenti.

L’ineluttabilità del tempo è una costante della poetica petrarchesca; per lui, che combatte ogni giorno le lusinghe dell’accidia, è tragico constatare che la sua vita va, fluttua distante, senza che lui sappia dirigerla.
Laura è morta(6 APRILE 1348)e con la morte dell'amata, le tematiche della labilità della vita e e del sentimento della morte si vanno radicalizzando.


La prima quartina è dedicata alla descrizione: chiamandosi fuori da sé, Petrarca immagina vita e morte personificate, l’una in fuga, l’altra militarmente in inseguimento a marce forzate (la metafora è tratta dalle strategie belliche romane che, in caso di spostamenti veloci, prevedevano l’abbandono i bagagli e vere e proprie corse quam maximis itineribus, in cui si mangiava ciò che il popolo, richiamato da un araldo, porgeva dai margini delle strade e si urinava continuando a camminare).
Tra i due elementi si pone il poeta, su cui convergono, in arme, il passato, il presente e il futuro.

La vita fugge, et non s’arresta una hora,
et la morte vien dietro a gran giornate,
et le cose presenti et le passate
mi dànno guerra, et le future anchora
;

La morte di Laura, togliendo spazio alle speranze, lascia il poeta in uno stato di prostrazione in cui ricordare e prospettare sono ugualmente angosciose. Una lunga perifrasi allude al suicidio, negato non appena balugina all’animo sofferente. Il tempo, pur così ostile, appartiene a Dio e non può disporne l’uomo. Del resto, la morte che “vien dietro” nella quartina precedente è non meno angosciosa della vita in fuga. Insomma, in un sonetto tutto antitetico, due prospettive, paura e desiderio del nulla, si elidono e si contraddicono a vicenda.

e ’l rimembrare et l’aspettar m’accora,
or quinci or quindi, sí che ’n veritate,
se non ch’i’ ò di me stesso pietate,
i’ sarei già di questi penser’ fòra.

Tutto viene rimesso in discussione, anzi imperiosamente il pensiero si concretizza davanti al poeta: sono stato mai felice? Il soggetto e l’oggetto sono invertiti fra loro e l’enfasi data all’avverbio “mai” in rima dimostra che altra risposta non c’è, se non quanto già affermato al v.5. Nell’abusata metafora della vita come nave su mari in tempesta, Petrarca identifica le forti repulsioni verso tutti i periodi della sua vita nei venti contrari che squassano la nave e la devastano in navigazione, cioè in vita, anziché condurla al porto agognato della morte fisica e dell’immortalità poetica.

Tornami avanti, s’alcun dolce mai
ebbe ’l cor tristo; et poi da l’altra parte
veggio al mio navigar turbati i vènti;

L’ultima terzina è apocalittica: il “veggio” in anafora, in allitterazione, per di più, con venti, regge stavolta una serie di complementi. La metafora si trasforma in allegoria, lo stazio individuale si fa quadro (e il riferimento a certe raffigurazioni pittoriche di tempesta mi pare sollecitato dall’enfasi concessa alla vista e alle “luci” ormai spente degli occhi di Laura).
Tutto è perduto, lo dimostra la variatio che lega i complementi fra loro in sintagmi sempre più ampi e sconquassati nell’ordine solito delle parole fino al bellissimo chiasmo dell’ultimo verso, esaltato dalla sospirosa allitterazione di s.

veggio fortuna in porto, et stanco omai
il mio nocchier, et rotte arbore et sarte,
e i lumi bei che mirar soglio, spenti
.

PARAFRASI

LE FUNZIONI SPAZIO-TEMPORALI

STRUTTURE MORFOSINTATTICHE

LINGUAGGIO POETICO

SPUNTI PER LA RIFLESSIONE

1.ATTRAVERSO QUALI IMMAGINI IL POETA CI DESCRIVE LA FRANTUMAZIONE DELL'"IO"?

2.QUALE FUNZIONE RICOPRONO IL TEMPO E LO SPAZIO?

3.LA METAFORA DELLA NAVE E DEL PORTO PER INDICARE L'ESISTENZA APPARTIENE

ALLA TRADIZIONE LETTERARIA ED E'PIU' VOLTE RIPRESA NEL CANZONIERE. DAL XIV

SEC.IN POI, AD AGIRE SULL'IMMAGINARIO DEGLI AUTORI SONO STATI ASPETTI CHE

APPARTENGONO ALLA SUA ELABORAZIONE.QUESTA E'L'IMPRESSIONE CHE SI RICAVA

PER ESEMPIO DINANZI ALLA POESIA "ULISSE" DI UMBERTO SABA.

Nella mia giovinezza ho navigato

lungo le coste dalmate. Isolotti

a fior d’onda emergevano, ove raro

un uccello sostava intento a prede,

coperti d’alghe, scivolosi, al sole

belli come smeraldi. Quando l’alta

marea e la notte li annullava, vele

sottovento sbandavano più al largo,

per fuggirne l’insidia. Oggi il mio regno

è quella terra di nessuno. Il porto

accende ad altri i suoi lumi; me al largo

sospinge ancora il non domato spirito,

e della vita il doloroso amore.

ANALISI E CONFRONTO



.

martedì 17 marzo 2009

SOLO ET PENSOSO



Di Francesco Petrarca

Solo e pensoso i più deserti campi
vo mesurando a passi tardi e lenti,
e gli occhi porto per fuggire intenti
ove vestigio uman l'arena stampi.

Altro schermo non trovo che mi scampi
dal manifesto accorger de le genti;
perché ne gli atti d'alegrezza spenti
di fuor si legge com'io dentro avampi;

sì ch'io mi credo omai che monti e piagge
e fiumi e selve sappian di che tempre
sia la mia vita, ch'è celata altrui.

Ma pur sì aspre vie né si selvagge
cercar non so ch'Amor non venga sempre
ragionando con meco, et io co llui.

È, questo, uno dei più celebri sonetti del Canzoniere, non solo per la pacatezza e la lucidità con cui il Petrarca esprime il desiderio di solitudine e il tor­mento d'amore del suo animo sullo sfondo di una natura divenuta amica e con­fidente delle sue pene, ma anche per i due aggettivi iniziali, solo e pensoso, ormai divenuti inseparabili nelle citazioni, anche di persone di modesta cultura, per indicare un'analoga situazione di solitudine.

Solo e immerso nei miei pensieri, vado percorrendo a passi lentissimi, come se li volessi misurare, i luoghi più disabitati, e volgo attentamente gli occhi, per evitarli, verso quei luoghi dove l'orma del piede umano impronta (di sé) il terreno (cioè verso quei luoghi frequentati dalla gente).

Non trovo altro riparo che mi salvi dall'evidente accorgersi delle genti, perché, nei miei atteggiamenti privi di allegrezza, esteriormente si nota come io internamente arda [d'amore]; così che io credo ormai che (soltanto) monti e pianure e fiumi e boschi sap­piano di che genere sia la mia vita, che rimane nascosta (nella sua vera essenza) agli altri.

Tuttavia non riesco a trovare luoghi così difficili (da attraversare), né così selvaggi (disa­bitati), che Amore non venga sempre conversando con me, ed io con lui (in un reciproco scambio di sensazioni, di sogni, di illusioni e delusioni).

La personificazione di Amore, divenuto unico compagno inseparabile del poeta, indica che l'amore ha il dominio assoluto nel suo animo.


ANALISI DEL TESTO ( guidata dall'insegnante)


ARGOMENTO


PROGRESSIONE SEQUENZIALE


Possiamo dividere il testo in due sequenze, di cui la prima funge da premessa e la seconda da sviluppo.


Prima sequenza vv.1-11 Natura e Anima


Seconda sequenza vv.12-14


Analisi dei campi semantici(Indica con colori diversi)


I campi semantici presenti nella lirica riprendono pienamente l'itinerario interiore e si possono così esprimere:


.il senso di inerzia e di abbandono v. 1 Solo e pensoso,v.2...... ( continua)


.


Le funzioni spazio-temporali



Strutture morfosintattiche



Linguaggio poetico



SPUNTI PER LA RIFLESSIONE

1.IN CHE RAPPORTO SI PONGONO NEL TESTO NATURA E ANIMA?

2.QUALI SONO I CAMPI SEMANTICI DOMINANTIE CHE FUNZIONE

RICOPRONO?


3.SIA IL TEMPO CHE LO SPAZIO ASSOLVONO UN SIGNIFICATO PSICOLOGICO:

CHIARISCI IN CHE MISURA IL POETA ESPLICHI TALE SIGNIFICATO.

'4. QUAL'E' LA STRUTTURA SINTATTICA DOMINANTE? PERCHE' E' STATA

SCELTA
DAL
POETA?

domenica 15 marzo 2009

Francesco Petrarca, Canzoniere XC

L'immagine della donna in Simone Martini


Erano i capei d'oro a l'aura sparsi
che 'n mille dolci nodi gli avolgea,
e 'l vago lume oltra misura ardea
di quei begli occhi, ch'or ne son sì scarsi;
e 'l viso di pietosi color' farsi,
non so se vero o falso, mi parea:
i' che l'ésca amorosa al petto avea,
qual meraviglia se di sùbito arsi?
Non era l'andar suo cosa mortale,
ma d'angelica forma; et le parole
sonavan altro, che pur voce humana.
Uno spirto celeste, un vivo sole
fu quel ch'i' vidi; et se non fosse or tale,
piagha per allentar d'arco non sana.

Questo sonetto rielabora il tema stilnovistico della donna-angelo e descrive la situazione tipica della donna che incede (il v. 9 «Non era l'andar suo cosa mortale» va confrontato con il sonetto dantesco Tanto gentile, e con altri di Guinizzelli e di Cavalcanti).
Osserviamo, però, che l'immagine di Laura è più mossa e meno stilizzata di quella della donna-angelo e inoltre che essa, per effetto dell'elemento di natura introdotto dal senhal «l'aura» (qui presentato nel primo verso, e comparso da poco nel Canzoniere), coinvolge, sia pure qui soltanto per mezzo di questo elemento appena accennato anche se carico di movimento, la partecipazione del paesaggio alla rappresentazione.

Ma la vera grande novità del sonetto sta:

- nella prospettiva temporale molto varia e mobile, con rapidi passaggi da un tempo verbale all'altro, da presente, imperfetto a passato (con spicco molto forte e significativo dei due passati remoti del v. 8 e del v. 13), con prevalenza dell'imperfetto, sin dal verso iniziale, che riporta la scena nella sfera del ricordo, in equilibrio fra la bellezza splendida del passato e la tristezza e il decadimento fisico del presente;

- nella varietà e mobilità dei rapporti fra soggetto e oggetto, con una prospettiva anche in questo caso continuamente cangiante.



SPUNTI PER LA RIFLESSIONE

1.COME SI ESPRIME NELLA LIRICA IL RAPPORTO PRESENTE -PASSATO?

2.QUAL'E' IL RUOLO ASSUNTO DALLA MEMORIA NEL TESTO?

3.QUALI ASPETTI DEL LINGUAGGIO PROVENZALE COMPAIONO NELLA LIRICA?

4.CHE DIFFERENZA NOTATE TRA LA FIGURA DI LAURA E QUELLA DELLA

CASTELLANA E DELLA DONNA DELLO STIL NOVO?


RICCARDO SPADARO

1-Il rapporto presente-passato nella lirica di Petrarca si esprime attraverso il ricordo dei pensieri passati che gli affiorano un senso di dissidio interiore rispetto al passato dove era attanagliato dalla bellezza e dall'amore verso Laura.
2-Il ruolo assunto dalla memoria nel testo è quello contemporaneamente di soggetto e oggetto e rappresenta inoltre il tramite mediante la quale Petrarca compie le sue riflessioni.
3-Gli aspetti del linguaggio provenzale che compaiono nella lirica sono la maggior parte dei moduli di origine biblica della benedizione e l'innamoramento verso Laura dalla quale viene ferito colpito da frecce creando piaghe che gli arrivano al cuore.
4-Le differenze che noto tra la figura di Laura,quella della castellana e quella dello Stil Novo è che nella prima è paragonata a un segno di peccato che allontana Petrarca dalla retta via,nella seconda la donna non è più oggetto di peccato bensì si trasforma in una creatura superiore alla quale si deve rispetto e sottomissione mentre nell'ultima ovvero nella concezione della donna della corrente letteraria stilnovistica essa viene esaltata e paragonata ad un angelo che svolge una funzione di tramite fra uomo e Dio.

ROSARIO BONACCORSI

1-Il poeta Francesco Petrarca esprime il rapporto presente-passato, utilizzando un dissidio interiore, diametralmente diverso rispetto al passato dove era attanagliato dall'amore verso Laura.

2-Il ruolo della memoria in quest'opera, è quello di soggetto e oggetto e rappresenta il tramite attraverso il quale Petrarca ferma le sue riflessioni.


3-Nella lirica gli aspetti più importanti del linguaggio provenzale li troviamo sopratutto nei moduli di orgine biblica nella benedizione e l'amore verso Laura.


4-Le differenze più importanti tra la figura di Laura, quella della castellana e quella stilnovista sono: nella prima viene paragonata ad un peccato che allontana Petrarca dalla retta via (Dio), nella seconda non è più oggetto di peccato ma una creatura superiore alla quale bisogna avere rispetto.
Nell'ultima essa viene esaltata e paragonata ad un angelo ch svolge una funzione di tramite tra l'uomo e Dio.

ANTONELLA SALVA'

1-2Si può misurare qui tutta la distanza che separa l poesia amorosa petrarchesca da quella stilnovistica. in quei modelli l'apparizione della donna-miracolo avveniva in un eterno presente fuori dal tempo; qui invece è collocata nel corso tempo: la figura della donna è proiettata nel passato, ed è richiamata solo da un movimento della memoria. Ne deriva una conseguenza fondamentale: le "angelette" dello stilnovismo erano creature sovrumane, di astratta, intagibile perfezione, avvolte da un'aura remota e sottratte all'azione del tempo; la bellezza di Laura, invece, essendo immersa nel fluire dell temporalità, ne patisce tuutta la forza distruttrice. Laura non è, nonostante la ripetizione delle formule canoniche, una creatura sovrannaturale, ma una donna, sottopostaal peso della carne mortale e alle sue miserie. E' questo un motivo di straordinaria novità e originalità, tipicamente petrarchesco. Il motivo torna spesso nel Canzoniere: il poeta ipotizza che un giorno il "lume" dei begli occhi di Laura sarà "spento", i capelli "d'oro fin" diverrano "d'argento", il viso scolorirà. E' il gran tema della fuga del tempo e della labilità di tutte le cose, caro a Petrarca, che viene a coinvolgere i motivo della bellezza femminile, sacro alla poesia d'amor cortese. Per questo tutta la struttura compositiva del sonetto poggia su una contrapposizione tra passato e presente: si noti l'avvebio di tempo "or" ripetuto due volte, ed il gioco dei empi verbali.
3-La presenza del linguaggio provenzale dovuto principalmente allo stretto rapporto con la religione, come accade in tutto il secretum.
4-Il sonetto, rievocando l'innamoramento per Laura, ha al centro il motivo dell'apprizione della donna in tutto il fulgore della sua bellezza. E' un motivo di chiara ascendenza stilnovistica: sottolinea l'isistenza sul carattere sovrannaturale, celeste, di quella bellezza, e l'uso di formule tipiche, l' "angelica forma", lo "spirito celeste", le parole che suonano altro che voce umana. Anche i tratti fisici della bellezza, richiamano le convenzioi cortesi e stilnovistiche.

YVONNE SGROI


1- Il rapporto "presente-passato" è espresso attraverso un ricordo dei momenti passati che gli danno senso di dissidio interiore perchè in passato era legato alla bellezza e all'amore per Laura.

2- Il ruolo assunto dalla memoria è di: soggetto e oggetto. mediante la memoria Petrarca compie le proprie riflessioni

3- il linguaggio provenzale che compare nel testo hanno origine biblica della benedizione e l'innamoramento verso Laura

4- Laura viene raffigurata in due modi: la castellana e e quella dello stil novo.nella prima è paragonata a un segno di peccato che allontana Petrarca dalla retta via, nella seconda la donna non è un oggetto di peccato ma si trasforma in una creatura superiore alla quale si deve rispetto e sottomissione e funge da tramite da Dio e l'uomo.

SANDRO DEL POPOLO

1)Il rapporto è rappresentato descrivendo un momento nel quale l'autore osserva la donna amata e ne descrive la bellezza.

2)La memoria qui funge da filtro a questo momento preciso e ben delineato nel tempo.

3)Alla lirica provenzale si rifanno le metafore dell'arco,della freccia e della ferita.Alla prima corrisponde Laura,alla seconda corrisponde l'evento d'innamoramento,mentre la terza ed ultima metafora si riferisce all'amore del poeta.

4)Per sommi capi possiamo dire che Laura è rappresentata seconda la tradizione stilnovistica.Tuttavia è possibile delineare delle differenze.La prima riguarda la messa in evidenza della bellezza sensibile,in particolare con l'immagine iniziale.Un'altra differenza è data dal fatto che Laura è rappresenta in movimento mentre,le donne stilnovistiche erano creature immobili.

GIADA GIUFFRIDA

-2)- Il fascino del sonetto sta nell’immagine femminile vaga e luminosa. Si noti come questa immagine assuma progressivamente gli aspetti di un’apparizione sovrumana, con alcuni elementi tipici della donna-angelo di tradizione stilnovista.
Mentre le immagini angeliche degli stilnovisti sono però sospese in un presente estatico, la novità di Petrarca è che la sua visione è una rievocazione della memoria. Tutto il sonetto è immerso nella dimensione del tempo, che contrappone il passato della visione luminosa a un presente in cui essa è svanita (“ch’or ne son si scarsi”); anche l’io del poeta si sdoppia, come è proprio del ricordo, in un io di allora, completamente rapito dall’amore (vv.7-8, “quel ch’ì vidi”, v. 13) e un io di ora che dubita (“non so se vero o falso”, v.6; “e se non fosse or tale”,v.13) e giudica (v.8, v.14).
4)- Le donne stilnovisiche sono creature immobili, Laura è colta nel movimento e quindi in un atto di vita reale. Inoltre nello stilnovo, l’apparizione della donna è al presente e tende ad essere atemporale, cioè a darsi come un evento eterno. Qui, al contrario, Petrarca parla di un momento preciso, lontano nel tempo e per di più filtrato dalla memoria.


CONCETTA RUSSO

1 Attraverso i ricordi del tempo passato che provocano un dissidio interiore perché sono associati ai momenti della bellezza e dell’amore per Laura si esprime il rapporto presente-passato.
2 La memoria ha un ruolo molto importante, sia di oggetto che di soggetto, infatti il poeta attraverso essa fa le sue riflessioni.
3 Il provenzale viene citato nel testo con la benedizione e l’innamoramento per Laura.
4 Laura a differenza delle donne stilnoviste è reale, in quanto non è una creatura immobile ed è dotata di movimento.







LABORATORIO DI SCRITTURA «Voi ch’ascoltate in rime sparse il suono…"


RICCARDO SPADARO

COMPRENSIONE

1-Il tema generale del componimento di Petrarca è l'amore verso Laura che si presenta come un folle vaneggiare da cui è stato necessario liberarsi per divenire un uomo nuovo,libero quindi dall'errore che lo allontanava dalla retta via dell amore divino e con questo si evidenzia anche un orientamento poetico in Petrarca che si avvicina ai modelli stilnovistici.
2-I punti essenziali attraverso la quale sviluppa la sua riflessione nella poesia sono basati soprattutto sul suo "primo errore giovanile"ovvero l'amore per Laura che lo distoglie dalla retta via ovvero quella divina.
3-Voi che ascoltate in versi di varia natura l'eco di quei sospiri di cui io nutrivo il mio animo al tempo del mio primo errore giovanile quando ero in parte diverso dall'uomo che oggi sono.

ANALISI E INTERPRETAZIONE

4-Le metafore usate per indicare gli effetti dell'amore sul poeta sono i sospiri che vengono paragonati ai sentimenti e la vergogna e il pentimento che vengono paragonati al frutto del suo inutile vaneggiare.Queste immagini fanno riferimento al capo quindi sentimentale e amoroso.
5-Le paroli chiave di Petrarca nella poesia sono:vergogna,pentersi,miserere,vaneggiar,favola fui,breve sogno e giovenile errore.
6-Secondo me la datazione che può essere attribuita al Canzoniere va dal 1332 al 1348 infatti il Canzoniere parla molto della poesia di Petrarca ma soprattutto della morte della sua amata Laura(1348).

APPROFONDIMENTI

7-La concezione dell'amore che emerge da questa lirica è quella dell'amore divino che rappresenta per lui la retta via dell'esperienza umana ma ciò non è conforme a quanto scritto nel Secretum dove Petrarca contrabbatte invece il confessore(Sant'Agostino) avvicinandosi quindi di più all'amore verso Laura.
9- Nel "De Vulgari Eloquentia" Dante definisce la canzone la più "eccellente" forma di poesia in quanto esprime uno stile "sublime" rispetto al sonetto, che, viceversa, è portatore di uno stile "umile"mentre le rime del Canzoniere raccolgono e raffinano le liriche che poi ne faranno parte. Di fatto, il latino delle opere petrarchesche è idioma letterario classico, dove il poeta poco può aggiungere di suo, mentre il volgare è tutto da sperimentare inoltre Petrarca sembra invertire il percorso di Dante dal momento che sceglie di sviluppare nel Canzoniere la sua ricerca sul volgare.


ANTONELLA SALVA'

Comprensione
1-In questo componimento Petrarca mette in luce la novità tematica delle sue liriche: l'amore non è solo sofferenza (sospiri), come ammettevano anche gli stilnovisti, ma la presa di coscienza del potere deleterio dell'amore e la richiesta di pietà e perdono. Rispetto alla tradizione lirica precedente c'è dunque un salto: mentre Dante e la cristianizzazione dell'amore cortese portava a un suo superamento, qui ,amore cortese e coscienza cristiana entrano in conflitto. Petrarca riprende infatti la casistica con cui la lirica volgare, a partire dai trovatori, fissa il "mal d'amore": i sospiri che affannano e insieme alimentano il "core" (v.2); il pianto; le lunghe riflessioni autoanalitiche; l'alternarsi di "speranze" e di "dolore". Ma per condensare questi atteggiamenti Petrarca usa il termine dal significato duplice, in cui convivono l'aspetto cortese e quello cristiano: errore.
2-Nel sonetto che apre il Canzoniere, Petrarca si rivolge al pubblico e lo invita a considerare con pietà il "giovenile errore" dell'amore per Laura. Egli infatti prova ormai vergogna per quell vicenda: ha compreso che le cose mortali sono solo un "breve sogno".
3-Voi che ascoltate in poesie sparse il suono di quei sospiri dei quali io nutrivo il cuore nel tempo della mia inizale illusione giovanile, quando ero in parte un uomo diverso da quello che io sono.

Analisi e interpretazioni
4-Fra le figure retoriche, un particolare spicco hanno le allitterazioni.
5- Le parole chiave vanno vedere come l'area semantica cristiana è ripetitiva: essa esrime da una parte il giudizio di Petrarca su se stesso ( errore, vane speranze, van dolore, favola, mi vergogno, vaneggiar, vergogna, pentirsi, breve sogno); dall'altra la richiesta di (pietà, e perdono).
6- Questo sonetto è stato composto intorno al 1350, due anni dopo la morte di Laura e quando Petrarca aveva gia scritto molti dei componimenti del Canzoniere.

Approfondimenti
7-Un ruolo importante ha il pubblico della poesia lirica che è individuabile in due elementi. Anzitutto, è costituito da " chi per prova intenda amore", secondo la lezione degli stilnovisti; Dante, per esempio, si rivolge alle "donne" che hanno "intelletto d'amore"; oppure, in "tanto gentile e tanto onesta pare", parla della dolcezza comuncata da Beatrice che "ntender non la può chi non la prova". Ma mentre nello Stil novo il richiamo alla comune esperienza d'amore è un legame che si fonda sulla nobiltà spirituale, nel canzoniere il rimando va piuttosto alle sofferenze e agli errori che l'amore produce. Chi ha conosciuto l'amore, insomma, può non solo comprendere Petrarca, ma anche scusarlo. Il secondo elemento che indentifica il pubblico è infatti quello della conoscenza cristiana.

FEDERICA BONANNO

.Nel sonetto Petrarca esprime l'oscillazione di sentimenti e il dissidio interiore di sè stesso.Petrarca ha una concezione dell'amore terrena e si sofferma non tanto sulla lode di Laura quanto sui propri sentimenti,Nel sonetto il poeta parla dell’esperienza amorosa ormai superata nella prospettiva cristiana (il pentimento, la coscienza della brevità e della illusorietà dei beni terreni).Il poeta fa capire al lettore che è stato profodamente innamorato,che si ritrova cambiato,e che chiedendo pietà e perdono si ritiene in grado di riceverli.
2.I punti essenziali attraverso i quali Petrarca sviluppa le proprio riflessioni sono basati sopratutto su suoi gravi errori giovanili, riferendosi dell'amore per Laura.Egli infatti ne prova quasi vergogna pensandolo come "un'illusione".
3."Voi che ascoltate in poesie staccate tra di loro il suono di quei sospiri con i quali nutrivo il cuore al tempo del primo traviamento giovanile, quando in parte ero un altro uomo rispetto a quello che sono"

>Analisi e interpretazione<>Approfondimenti< style="" size="2" color="gray">

1) La tematica principaledi questo sonetto è l'amore, visto come una vera e propria ossessione,dal quale ci si deve liberare per purificarsi.

2) Il problema trattato da Petrarca riguarda il rimorso e il pentimento scaturito da un passato caratterizzato da debolezza ed errore, che solo la fede in Dio può risolvere.

3)Padre del cielo, dopo i giorni sprecati, dopo le notti trascorse in pensieri fuorvianti, tormentato da quel desiderio spietato che divampò nel mio cuore contemplando i gesti di lei, tanto affascinanti per mia sventura.

ANALISI ED INTERPRETAZIONE

5) parole chiave: vaneggiar, miserere, giovanile errore.
6)Il sonetto risale al 1338, due anni dopola morte dela sua amata Laura.













CONCETTA RUSSO

1) Il tema principale del sonetto Padre del ciel, dopo i perduti giorni di Petrarca è l’amore per Laura, dal quale deve liberarsi per ritornare nella via del bene dell’amore divino. In questo sonetto c’è una contrapposizione fra tempo astrale e tempo liturgico, infatti si apre con l’indicazione del momento in cui avvenne l’incontro ( secondo le coordinate del tempo astronomico), questo poi si sostituisce al tempo simbolico liturgico dove risalta il senso del peccato e del pentimento.
2) I punti essenziali attraverso i quali si sviluppa la riflessione di Petrarca sono: l’amore per Laura, la centralità del poeta e il pentimento.
3) Voi che ascoltate in versi di diversa natura il suono di quei sospiri di cui io nutrivo il mio animo al tempo del mio primo errore giovanile quando ero un po’ diverso dall'uomo che sono adesso.
4) le metafore sono: i sospiri che vengono paragonati ai sentimenti, e il pentimento e la vergogna al suo inseguimento di cose inutili.
5) Le parole chiave del vocabolario petrarchesco sono: pietà, vergogna, pentimento, perdono, errore giovanile,e, vaneggiar.
6) Secondo me questo sonetto è stato composto intorno al 1338, perché nel 1327 Petrarca incontrò Laura nella chiesa di Santa Chiara ad Avignone e in questo sonetto afferma che erano passati undici anni dal momento in cui fu sottomesso allo spietato dominio dell’amore.

GIUSEPPE LONGO

COMPRENSIONE

1-Il tema generale del componimento di Petrarca è l'amore per Laura che egli abbandona per divenire un uomo nuovo e si libera quindi dall'errore che lo allontanava dall'amore divino.

2-I punti essenziali attraverso i quali si sviluppa la riflessione di Petrarca sono l'amore divino e il pentimento verso l'amore di Laura.

3-Voi che ascoltate in versi di varia natura l'eco di quei sospiri di cui io nutrivo il mio animo
al tempo del mio primo errore giovanile quando ero in parte diverso dall'uomo che oggi sono.

ANALISI E INTERPRETAZIONE

4-Le metafore usate per individuare gli effetti dell'amore sul poeta sono nel verso 2 i sospiri paragonati ai sentimenti, nel verso 12 la vergogna del suo vaneggiare. Entrambe le metafore sono riferite ad aspetti sentimentali.

5-Le parole chiave del vocabolario petrarchesco sono: pietà, vergogna, pentimento, perdono, errore giovanile,e, vaneggiar.

6-A questo sonetto io attribuirei la datazione intorno al 1338, perché nel 1327 Petrarca incontrò Laura e in questo sonetto afferma che erano passati undici anni dal momento in cui si era innamorato di lei.

APPROFONDIMENTI

7-La concezione dell'amore di questa lirica è quella dell'amore divino, da Petrarca considerato la retta via. E' conforme a ciò che vi è scritto nel Secretum, dove egli si basa sull'amore di Laura.

YVONNE SGROI1- Il tema principale del sonetto di Petrarca è l’amore per la sua amata Laura, di cui vuole liberarsi per ritrovare la via del bene e dell’amore divino. In questo sonetto c’è una contrapposizione fra tempo astrale e tempo liturgico:si apre con l’indicazione del momento in cui è avvennuto l’incontro ( secondo le coordinate del tempo astronomico), questo poi si sostituisce al tempo liturgico dove risalta il senso del peccato e del pentimento.

2- I punti essenziali sul quale si basa la riflessione di Petrarca sono: l’amore per Laura, la centralità del poeta e il pentimento.

3- "Voi che ascoltate in versi di diversa natura il suono di quei sospiri di cui io nutrivo il mio animo al tempo del mio primo errore giovanile quando ero un po’ diverso dall'uomo che sono adesso."

4- le metafore sono: I SOSPIRI che vengono paragonati ai sentimenti, e il PENTIMENTO e la VERGOGNA al suo inseguimento di cose inutili.

5- Le parole chiave del vocabolario petrarchesco sono: pietà, vergogna, pentimento, perdono, errore giovanile, vaneggiar.

6- molto probabilmente questo sonetto è stato scritto nel 1338, in quanto nel 1327 Petrarca incontrò per la prima volta Laura nella chiesa di Santa Chiara ad Avignone e in questo sonetto esclama che erano passati undici anni dal momento in cui "fu sottomesso allo spietato dominio dell’amore."







martedì 10 marzo 2009

PETRARCA: IL CANZONIERE


Illuminanti sono le parole del grande critico Francesco De Sanctis:

«Oscurissimo in molti particolari, e per le allusioni politiche e storiche e pel senso allegorico, il libro nel suo insieme è così chiaro e semplice, che si abbraccia tutto di un solo sguardo.

«Voi ch’ascoltate in rime sparse il suono…


di quei sospiri ond'io nudriva 'l core
in sul mio primo giovenile errore
quand'era in parte altr'uom da quel ch'i' sono,

del vario stile in ch'io piango et ragiono
fra le vane speranze e 'l van dolore,
ove sia chi per prova intenda amore,
spero trovar pietà, nonché perdono.

Ma ben veggio or sí come al popol tutto
favola fui gran tempo, onde sovente
di me mesdesmo meco mi vergogno;

et del mio vaneggiar vergogna è 'l frutto,
e 'l pentersi, e 'l conoscer chiaramente
che quanto piace al mondo è breve sogno.

Inizia con questo verso il Canzoniere, l’opera più famosa di Francesco Petrarca. La sua stesura ha occupato gran parte della vita del Poeta a partire dalla fine degli anni Trenta fino alla sua morte. Non è quindi casuale che il testo abbia un’elaborazione formale così alta – presenza di allitterazioni, di corrispondenze semantiche, posizionamento “strategico” di termini-chiave a inizio o a fine verso – e un andamento tanto sentenzioso da apparire come una specie di epigrafico proemio di tutta l’opera. Il sonetto venne probabilmente scritto intorno al 1348, in corrispondenza con la fase della seconda redazione della raccolta, che iniziava ad assumere l’articolata architettura di “romanzo dell’anima”. Questa datazione tarda può servire a comprendere meglio il registro un po’ distaccato con cui il poeta si rivolge a se stesso e alla sua esperienza d’amore, e soprattutto il giudizio “in parte” negativo dettato dalla consapevolezza di una maggiore maturità.

Il Canzoniere nella sua forma ultima si compone di 366 liriche: di queste la grande maggioranza è costituita da 317 sonetti, il resto da 29 canzoni, 9 sestine, 7 ballate e 4 madrigali. Le poesie non hanno titolo ma sono contrassegnate da numeri successivi. La raccolta definitiva delle rime (1374 circa) è in parte autografa, in parte trascritta dal copista e discepolo Giovanni Malpaghini ma corretta da Petrarca.

E’ doveroso iniziare il discorso parlando dell’importanza che hanno avuto critica letteraria e ricerca filologica nel delineare con accurate comparazioni, attraverso i secoli, il significato del Canzoniere e la sua influenza su tanti poeti che ad esso si sono ispirati.

Schema metrico: Sonetto con rima ABBA nelle quartine, CDE nelle terzine

Padre del ciel, dopo i perduti giorni,
dopo le notti vaneggiando spese1,
con quel fero desio2 ch'al cor s'accese
mirando gli atti per mio mal sí adorni3,


piacciati omai col Tuo lume ch'io torni
ad altra vita4 et a piú belle imprese
sí ch'avendo le reti indarno tese,
il mio duro adversario se ne scorni5.

Or volge, Signor mio, l'undecimo anno
ch'i' fui sommesso al dispietato giogo
che sopra i piú soggetti è piú feroce.

Miserere6 del mio non degno affanno
reduci i pensier' vaghi a miglior luogo7;
ramenta lor come oggi fusti in croce.

1 dopo… spese: dopo aver trascorso e dissipato giorni e notti inseguendo vane passioni

2 Con quel fero desio: con la bruciante passione

3 mirando… adorni: quando contemplai gli atti così leggiadri e seducenti, per mia sventura, di Laura

4 ad altra vita: ad una vita radicalmente diversa

5 sì ch(e)… il mio duro adversario se ne scorni: così che il demonio sia sconfitto

6Miserere: Abbi pietà

7 reduci… luogo: riconduci al Cielo i miei pensieri che vagano e vaneggiano

Sviluppa i seguenti quesiti in modo organico, collegandoli in un testo il più possibile coeso:

COMPRENSIONE

  1. Qual è il tema generale del componimento?

  2. Individua i punti essenziali attraverso i quali si sviluppa la riflessione di Petrarca

  3. Fai la parafrasi della prima terzina

ANALISI E INTERPRETAZIONE

  1. Quali sono le metafore usate per indicare gli effetti dell’amore sul poeta? A quali campi dell’esperienza umana attingono tali immagini?

  2. Quali sono i termini chiave del vocabolario petrarchesco che ricorrono nel testo? Individuali e spiegali

  3. Proponi una datazione per questo sonetto, motivando la tua scelta

APPROFONDIMENTI

  1. Quale concezione dell’amore, e più in generale dell’esistenza umana emerge da questa lirica? È conforme alle linee generali del pensiero petrarchesco? Rispondi facendo puntuali riferimenti ai testi letti dal Canzoniere, dal Secretum e dalle Epistulae.

  2. Confrontando questo testo (e altri del Canzoniere di Petrarca a te noti) con i più significativi della tradizione poetica precedente (Stilnovo e Dante), indica gli elementi di continuità ed innovazione della lirica petrarchesca rispetto al passato.

RICCARDO SPADARO

COMPRENSIONE

1-Il tema generale del componimento di Petrarca è l'amore verso Laura che si presenta come un folle vaneggiare da cui è stato necessario liberarsi per divenire un uomo nuovo,libero quindi dall'errore che lo allontanava dalla retta via dell amore divino e con questo si evidenzia anche un orientamento poetico in Petrarca che si avvicina ai modelli stilnovistici.
2-I punti essenziali attraverso la quale sviluppa la sua riflessione nella poesia sono basati soprattutto sul suo "primo errore giovanile"ovvero l'amore per Laura che lo distoglie dalla retta via ovvero quella divina.
3-Voi che ascoltate in versi di varia natura l'eco di quei sospiri di cui io nutrivo il mio animo al tempo del mio primo errore giovanile quando ero in parte diverso dall'uomo che oggi sono.

ANALISI E INTERPRETAZIONE

4-Le metafore usate per indicare gli effetti dell'amore sul poeta sono i sospiri che vengono paragonati ai sentimenti e la vergogna e il pentimento che vengono paragonati al frutto del suo inutile vaneggiare.Queste immagini fanno riferimento al capo quindi sentimentale e amoroso.
5-Le paroli chiave di Petrarca nella poesia sono:vergogna,pentersi,miserere,vaneggiar,favola fui,breve sogno e giovenile errore.
6-Secondo me la datazione che può essere attribuita al Canzoniere va dal 1332 al 1348 infatti il Canzoniere parla molto della poesia di Petrarca ma soprattutto della morte della sua amata Laura(1348).

APPROFONDIMENTI

7-La concezione dell'amore che emerge da questa lirica è quella dell'amore divino che rappresenta per lui la retta via dell'esperienza umana ma ciò non è conforme a quanto scritto nel Secretum dove Petrarca contrabbatte invece il confessore(Sant'Agostino) avvicinandosi quindi di più all'amore verso Laura.
9- Nel "De Vulgari Eloquentia" Dante definisce la canzone la più "eccellente" forma di poesia in quanto esprime uno stile "sublime" rispetto al sonetto, che, viceversa, è portatore di uno stile "umile"mentre le rime del Canzoniere raccolgono e raffinano le liriche che poi ne faranno parte. Di fatto, il latino delle opere petrarchesche è idioma letterario classico, dove il poeta poco può aggiungere di suo, mentre il volgare è tutto da sperimentare inoltre Petrarca sembra invertire il percorso di Dante dal momento che sceglie di sviluppare nel Canzoniere la sua ricerca sul volgare.


Anonimo ANTONELLA SALVA'..


Comprensione
1-In questo componimento Petrarca mette in luce la novità tematica delle sue liriche: l'amore non è solo sofferenza (sospiri), come ammettevano anche gli stilnovisti, ma peccato di vergognarsi e pentirsi. Rispetto alla tradizione lirica precedente c'è dunque un salto: mentre Dante la cristianizzazione dell'amore cortese portava a un suo superamento, qui amore cortese e coscienza cristiana entrano in conflitto. Petrarca riprende infatti la casistica con cui la lirica volgare, a partire dai trovatori, fissa il "mal d'amore": i sospiri che affannano e insieme alimentano il "core" (v.2); il pianto; le lunghe riflessioni autoanalitiche; l'alternarsi di "speranze" e di "dolore". Ma per condensare questi atteggiamenti Petrarca usa il termine dal significato duplice, in cui convivono l'aspetto cortese e quello cristiano: errore.
2-Nel sonetto che apre il Canzoniere, Petrarca si rivolge al pubblico e lo invita a considerare con pietà il "giovenile errore" dell'amore per Laura. Egli infatti prova ormai vergogna per quell vicenda: ha compreso che le cose mortali sono solo un "breve sogno".
3-Voi che ascoltate in poesie sparse il suono di quei sospiri dei quali io nutrivo il cuore nel tempo della mia inizale illusione giovanile, quando ero in parte un uomo diverso da quello che io sono.

Analisi e interpretazioni
4-Fa le figure retoriche, un particolare spicco hanno le allitterazioni.
5- Le paroli chiave vanno vedere come l'area semantica cristiana è molto insistita: essa esrime da una parte il giudizio di Petrarca su se stesso ( errore, vane speranze, van dolore, favola, mi vergogno, vaneggiar, vergogna, pentirsi, breve sogno); dall'altra la richiesta di (pietà, e perdono).
6- Questo sonetto è stato composto intorno al 1350, due anni dopo la morte di Laura e quando Petrarca aveva gia scritto molti dei componimenti del Canzoniere.

Approfondimenti
7-Un ruolo importante a il pubblico della poesia lirica che è indentificato da due elementi. Anzitutto, è costituito da " chi per prova intenda amore", secondo la lezione degli stilnovisti; Dante, per esempio, si rivolge alle "donne" che hanno "inteletto d'amore"; oppure, in "tanto gentile e tanto onesta pare", dice della dolcezza comuniata da Beatrice che "ntender non la può chi non la prova". Ma mentre nello Stil novo il richiamo alla comune esperienza d'amore è un legame che si fonda sulla nobiltà spirituale, nel canzoniere il rimando va piuttosto alle sofferenze e agli errori che l'amore produce. Chi ha conosciuto l'amore, insomma, può non solo comprendere Petrarca, ma anche scusarlo. Il secondo elemento che indentifica il pubblico è infatti quello della conoscienza cristiana.

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AnonimoROSSANA ZAGAMI

1) La tematica principaledi questo sonetto è l'amore, visto come una vera e propria ossessione,dal quale ci si deve liberare per purificarsi.

2) Il problema trattato da Petrarca riguarda il rimorso e il pentimento scaturito da un passato caratterizzato da debolezza ed errore, che solo la fede in Dio può risolvere.

3)Padre del cielo, dopo i giorni sprecati, dopo le notti trascorse in pensieri fuorvianti, tormentato da quel desiderio spietato che divampò nel mio cuore contemplando i gesti di lei, tanto affascinanti per mia sventura.

ANALISI ED INTERPRETAZIONE

5) parole chiave: vaneggiar, miserere, giovanile errore.
6)Il sonetto risale al 1338, due anni dopola morte dela sua amata Laura.


CONCETTA RUSSO
Anonimo

1) Il tema principale del sonetto Padre del ciel, dopo i perduti giorni di Petrarca è l’amore per Laura, dal quale deve liberarsi per ritornare nella via del bene dell’amore divino. In questo sonetto c’è una contrapposizione fra tempo astrale e tempo liturgico, infatti si apre con l’indicazione del momento in cui avvenne l’incontro ( secondo le coordinate del tempo astronomico), questo poi si sostituisce al tempo simbolico liturgico dove risalta il senso del peccato e del pentimento.
2) I punti essenziali attraverso i quali si sviluppa la riflessione di Petrarca sono: l’amore per Laura, la centralità del poeta e il pentimento.
3) Voi che ascoltate in versi di diversa natura il suono di quei sospiri di cui io nutrivo il mio animo al tempo del mio primo errore giovanile quando ero un po’ diverso dall'uomo che sono adesso.
4) le metafore sono: i sospiri che vengono paragonati ai sentimenti, e il pentimento e la vergogna al suo inseguimento di cose inutili.
5) Le parole chiave del vocabolario petrarchesco sono: pietà, vergogna, pentimento, perdono, errore giovanile,e, vaneggiar.
6) Secondo me questo sonetto è stato composto intorno al 1338, perché nel 1327 Petrarca incontrò Laura nella chiesa di Santa Chiara ad Avignone e in questo sonetto afferma che erano passati undici anni dal momento in cui fu sottomesso allo spietato dominio dell’amore.


BloggerGIUSEPPE LONGO

COMPRENSIONE

1-Il tema generale del componimento di Petrarca è l'amore per Laura che egli abbandona per divenire un uomo nuovo e si libera quindi dall'errore che lo allontanava dall'amore divino.

2-I punti essenziali attraverso i quali si sviluppa la riflessione di Petrarca sono l'amore divino è il pentimento verso l'amore di Laura.

3-Voi che ascoltate in versi di varia natura l'eco di quei sospiri di cui io nutrivo il mio animo
al tempo del mio primo errore giovanile quando ero in parte diverso dall'uomo che oggi sono.

ANALISI E INTERPRETAZIONE

4-Le metafore usate per individuare gli effetti dell'amore sul poeta sono nel verso 2 i sostiri paragonati ai sentimenti, nel verso 12 la vergogna del suo vaneggiare. Entrambe le metafore sono riferite ad aspetti sentimentali.

5-Le parole chiave del vocabolario petrarchesco sono: pietà, vergogna, pentimento, perdono, errore giovanile,e, vaneggiar.

6-A questo sonetto io attribuirei la datazione intorno al 1338, perché nel 1327 Petrarca incontrò Laura e in questo sonetto afferma che erano passati undici anni dal momento in cui si era innamorato di lei.

APPROFONDIMENTI

7-La concezione dell'amore di questa lirica è quella dell'amore divino, da Petrarca considerato la retta via. E' conforme a ciò ke vi è scritto nel Secretum, dove egli si basa sull'amore di Laura.

SANDRO DELPOPOLO

"Padre del ciel,dopo i giorni perduti":

1)Il tema principale di questa poesia è l'amore. Petrarca infatti si dedica al ricordo dell'undicesimo anniversario del primo incontro con Laura. Un altro tema,che si accosta a quello dell'amore,è la richiesta di perdono a Dio per essersi allontanato dalla retta via. Per tornarci deve liberarsi da questa ossessione che ha per la sua donna. Con quest'ultima tematica si ritorna alla lirica cortese.

2)La riflessione del poeta si ha nelle prime due quartine, con una invocazione a Dio, fa una riflessione come se stesse parlando direttamente con la divinità stessa.

3)Oggi si compie l'undicesimo anniversario da quando io fui sottomesso allo strapotere spietato(dell'amore) che è più atroce su chi è più sottomesso.

4)Tra le metafore,particolare importanza hanno:
i sospiri, simbolo dei sentimenti; il pentimento e la vergogna invece rappresentano le inezie che insegue inutilmente il poeta. Esse attingono al desiderio e all'inseguimento dell'amore.

5)Le parole chiave indicano le due tematiche principali. Infatti manifestano la tematica amorosa:vaneggiar,favola fui,breve sogno e giovanile errore.
Invece indicano la tematica della richiesta di perdono i termini:vergogna,pentirsi,

MARCO SIRACUSANO


1) Il tema generale del sonetto di Petrarca è l'amore che prova per Laura che si presenta come un qualcosa di cui è necessario liberarsi per diventare un uomo libero e puro, quindi lontano da ciò che lo allontanava dalla retta via.
2) I punti essenziali attraverso cui Petrarca sviluppa la propria riflessione si basano sul suo errore giovanile, cioè l'amore per Laura che lo allontana dalla retta via.
3) Voi che ascoltate in versi divisi tra loro il suono di quei sospiri con i quali nutrivo il cuore al tempo del primo errore giovanile, quando in parte ero un altro uomo rispetto a quello che sono

4) Le metafore utilizzate per indicare gli effetti dell'amore su Petrarca sono i sospiri che vengono paragonati ai sentimenti e la vergogna e il pentimento che vengono paragonati all’inseguimento di cose inutili. 5) Le parole chiave sono:vergogna, pentirsi, miserere, vaneggiar, favola fui, breve sogno e giovanile errore.
6)A mio parere il componimento venne fatto intorno al 1338, undici anni dopo l’incontro con Laura.
7)Il concetto di amore che spicca in questo componimento è quello dell'amore divino che rappresenta per Petrarca la retta via, ma questo non è coerente a quando il poeta controbatte Sant’Agostino avvicinandosi quindi all'amore verso Laura..

STEFANO CONTI NIBALI1] Il sonetto si apre con l'invocazione a Dio ( Padre del ciel)che è una rielaborazione del Padre nostro(Padre nostro che sei nei cieli), il tema principale del sonetto di Petrarca, Padre del ciel, dopo i perduti giorni è l’amore che prova per la sua amata Laura, dal quale il poeta si deve liberare per divenire un uomo nuovo, e ritornare così nella via dell’amore divino. L'innamoramento viene presentato subito come qualcosa di molto negativo(dopo i perduti giorni) l'amore torna ad essere una cosa vana. Si apre con l’indicazione del preciso momento in cui avvenne l’incontro dove sono inserite le coordinate del tempo astronomico. Al tempo oggettivo regolato dal movimento degli astri si sostituisce il tempo delle ricorrenze liturgiche.
2]I punti essenziali attraverso i quali si sviluppa la riflessione di Petrarca sono: l’amore che prova per Laura, il rapporto fra spazio-tempo e la centralità del poeta.
3] oggi si compie, l’undicesimo anno in cui io fui sottomesso dal dominio dell’amore che è più atroce su chi è più sottomesso.
4] I termini chiave del vocabolario Petrarchesco sono: “vaneggiando, fero desio, mirando, indarno, duro, sommesso, miserere, vaghi ramenta”
5]Il sonetto si finge scritto nel giorno di Venerdì santo 1338, undicesimo anniversario dell'incontro del Petrarca con Laura.