
Si è detto che il Manzoni con i suoi frequenti interventi intende frapporre una specie di "filtro" fra la materia narrata e il lettore quasi a voler" suggerire" il modo corretto di leggere il romanzo. Sulla base di ciò che avete finora letto , ritenete che sia valida tale interpretazione? Motivate la risposta cercando allo stesso tempo di spiegare quali debbano essere, a vostro parere, i limiti di intervento per un romanziere. Mi spiego meglio ...Vi piace più un romanzo in cui si sente spesso la" voce" del narratore o uno in cui i fatti sembrano svolgersi impersonalmente, direttamente sotto i vostri occhi?
Sempre riferendomi allo stile , si è evidenziato un intervento moralistico del Manzoni per educare il lettore: ritenete che questo sia uno scopo del Manzoni? Da cosa evincete questa affermazione?
E cosa pensate voi del ruolo della letteratura?