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lunedì 28 gennaio 2008

Qual rugiada o qual pianto (Classe II E)


Tasso in manicomio di Eugène Delacroix


Torquato Tasso (1544-1595) visse alla corte estense gli anni più intensi e fecondi della sua vita. Tormentato costantemente da scrupoli morali e religiosi, nel 1577 si autodenunciò all’inquisitore di Ferrara. Nel 1579 fu internato nell’ospedale di Sant’Anna. Dopo un periodo di reclusione severissima, gli fu permesso di scrivere: compose in quegli anni quasi tutti i Dialoghi, moltissime rime e lettere. Durante la reclusione venne pubblicata a sua insaputa La Gerusalemme. Fu liberato nel 1586. Ospite in varie città italiane, si stabilì infine a Roma, avendo avuto dal papa la promessa d’essere incoronato poeta. Morì alla vigilia dell’incoronazione.

Il testo è tratto da RIME DI TORQUATO TASSO

Qual rugiada o qual pianto.


quai lagrime eran quelle

che sparger vidi dal notturno manto

e dal candido volto de le stelle?

E perché seminò la bianca luna

di cristalline stelle un puro nembo

a l'erba fresca in grembo?


Perché nell'aria bruna

s'udìan, quasi dolendo, intorno intorno

gir l'aure insino al giorno?

Fur segni forse de la tua partita,

vita de la mia vita?

Tasso ha lasciato circa duemila Rime. Sono in parte poesie d'amore e di galanteria: tra queste quelle per Lucrezia Bendidio e Laura Peperara. Un gruppo di rime sono encomiastiche dedicate ai signori che lo protessero. Tra le rime religiose la più nota è la canzone alla Madonna di Loreto: una delle caratteristiche di queste rime è la sfarzosa visività; in alcune è un turbato ripiegarsi sui temi della colpa, della morte, della salvezza. In un gruppo di rime di confessione autobiografica Tasso af fronta, con una concettosa ma nitida scrittura, le proprie angosce, la "separazione" rispetto al prossimo, il proprio essere e sentirsi randagio: si legga l'incompiuta canzone al fiume Metauro, e quella diretta al duca Alfonso figlio di Ercole II. La lirica di Tasso deriva da quella di Petrarca, ma complica l'apporto petrarchesco tenendo conto della tradizione lirica suc cessiva, compresi i modi franti di Giovanni Della Casa. Tasso dà straordinarie prove foniche, sottigliezze che preludono al barocchismo, melodismo dei madrigali che libera in frasi musicali mo menti di fuggevole emozione. E' un repertorio musicale che provoca sensazioni fortemente suggestive. Interessanti le liriche incentrate sul trasmutare del paesaggio, sul fascino di ore e di luoghi. In altre, pur avendo intenti di panegirico e delineando pomposi affreschi di vita cortigiana, è il ripensamento della propria sventura, la percezione dell'inesorabile trascorrere del tempo, l'invocazione di un porto di pace.


Forma metrica MADRIGALE

Il madrigale cinquecentesco è una forma breve di poesia per musica in endecasillabi e settenari, con una configurazione estremamente libera, sia per quanto riguarda la proporzione fra i due versi e la loro alternanza, sia per quanto riguarda lo schema delle rime e la presenza e la proporzione di versi irrelati
Come regola(che può essere trasgredita) il madrigale è più breve del sonetto, e normalmente non supera gli 11 o 12 versi.Questo madrigale è costituito da endecasillabi e settenari che rimano secondo lo schema ABAB-CDDC-EE-FF.

La separazione dalla donna amata provoca una partecipazione della natura al dolore del poeta.Infatti i fenomeni notturni diventano "segni" di una commozione partecipe della natura; la rugiada è pianto, i venti sono sospiri. In questa inperpretazione magica e sentimentale della natura, diventa credibile perfino l'immagine ardita di un cielo stellato che si rispecchia capovolto nella rugiada.L'identificazione tra natura e sentimento ti sembra però affermata?

Perchè il poeta identifica la rugiada con il pianto?
Rintraccia le altre metafore della natura.A quali forme di simbiosi alludono?
Rifletti sull'opposizione partita/vita.In che senso i due versi finali offrono una chiave di lettura dell'intero testo?Quale particolare atmosfera creano le interrogative? e gli enjambements?
Quale motivo pittorico nuovo introduce Tasso in questa poesia?
Fate la parafrasi del testo in forma scritta
Componete un'analisi della lirica, mettendo in rilievo i livelli testuali più significativi.
1)L'identificazione tra natura e sentimento non viene espressa con certezza. Leggendo i vari versi, si riscontrano diverse espressioni che mettono in dubbio questo legame: "Qual rugiada o qual pianto","...,quasi dolendo,...","...forse...".

2)Il poeta identifica la rugiada con il pianto per esprimere il suo dolore per la partenza della donna amata. La natura, umanizzata, quindi la rugiada, è come se piangesse per la partenza della donna, e viene espressa con il pianto, le lacrime, e il sussurro del vento.

3)Nel testo, sul piano lessicale, possiamo notare la prevalenza di parole adoperate in chiave metaforica. Nel primo verso troviamo la prima metafora "Rugiada-Pianto,lagrime", le successive "notturno manto", per indicare il buio, illuminato dalla luminosità delle stelle, sotto la metafora "candito volto". Nei seguenti versi, "cristalline stelle","puro nembo" per indicare il cielo coperto da una distesa di stelle di cristallo, e "l'aure", i venti ad indicare il lamento del poeta.

4) Solo negli ultimi due versi finali, noi comprendiamo il senso della poesia. Infatti tutta la parte precedente è un "notturno", in cui Tasso umanizza la natura rendendola partecipe della sua malinconia. Per quanto riguarda le interrogative dirette, creano un'atmosfera di attesa e di incertezza, poi chiarita nel verso finale "vita de la mia vita". Gli enjambements indicano una spezzatura della sintassi e un rallentamento del ritmo.

5)In questa poesia Tasso introduce un nuovo motivo pittorico: il pianto delle stelle e del cielo sulla terra. Quindi identifica la rugiada con le lacrime.

Cordiali saluti!!!
Bucalo Carmelo.

3 commenti:

Saverio ha detto...

Cara prof. eccole il mio commento:

1) L’ identificazione tra natura e sentimento è espressa in modo dubbioso: nel v.1 lui dice “rugiada o pianto”, nel v.9 dice “quasi dolendo”, nel v.11 afferma “forse”. Quindi possiamo dire che alle il legame tra sentimento e natura non è espresso con certezza ma viene lasciato in dubbio

2) Il poeta identifica la rugiada con il pianto perché l’idea di fondo è quella di esprimere il suo dolore per la partenza della donna amata: i fenomeni naturali, e quindi la rugiada, diventano i segni della commossa partecipazione della natura; la rugiada perciò è pianto, lacrime, i venti sono sospiri

3) La prima metafora è Rugiada-Pianto,Lacrime; un' espressione metaforica la possiamo trovare in “notturno manto” che indica il buio della volta celeste e “candido volto delle stelle” che si riferisce alla luminosità delle stelle. Nei vv. 5-7 il cielo (nembo di cristalline stelle) si rispecchia capovolto nella rugiada (in grembo all’erba fresca). Anche i venti (v.10, L’aure) diventano metaforicamente i sospiri di dolore del poeta.

4) L’allontanamento della donna amata, interpretato attraverso l’identificazione con la natura, diventa quasi una premonizione della morte e quindi dell’allontanamento della vita. Attraverso questi versi finali noi comprendiamo tutto il senso profondo della poesia e quindi il fatto che la natura è diventata come uno specchio dell’anima e delle sofferenze del poeta. L’ espressione “vita de la mia vita”, rivolta alla sua donna rende più struggente e delicata la poesia.
Le interrogative creano un'atmosfera sospesa e un clima pensoso: le domande esprimono un dubbio a cui rispondono gli ultimi due versi; gli enjambement determinano un rallentamento del ritmo e una spezzatura della sintassi.

5)Il Tasso in questa poesia introduce il motivo pittorico del pianto delle stelle, del cielo, sulla terra: la rugiada come lacrime.

maria.allo@istruzione.it ha detto...

Caro Saverio,
Hai risposto bene,il tono dubbioso pervade tutto il componimento, come puoi vedere dalle tre domande, mentre nella domanda finale il poeta stesso risponde come del resto tu stesso hai potuto notare.L'umanizzazione e la trasformazione degli elementi naturali vengono scandite attraverso un gioco di trasfigurazioni che, con il supporto degli strumenti metrici e retorici, creano una particolare atmosfera musicale e di struggente malinconia.Hai approfondito la personalità di Tasso, così inquieta e tormentata? Pensa che Tasso è stato recitato dai cantastorie ed ha ispirato il teatro siciliano dei pupi..comunque ne parleremo martedì Ciao

Anonimo ha detto...

1)L'identificazione tra natura e sentimento non viene espressa con certezza. Leggendo i vari versi, si riscontrano diverse espressioni che mettono in dubbio questo legame: "Qual rugiada o qual pianto","...,quasi dolendo,...","...forse...".

2)Il poeta identifica la rugiada con il pianto per esprimere il suo dolore per la partenza della donna amata. La natura, umanizzata, quindi la rugiada, è come se piangesse per la partenza della donna, e viene espressa con il pianto, le lacrime, e il sussurro del vento.

3)Nel testo, sul piano lessicale, possiamo notare la prevalenza di parole adoperate in chiave metaforica. Nel primo verso troviamo la prima metafora "Rugiada-Pianto,lagrime", le successive "notturno manto", per indicare il buio, illuminato dalla luminosità delle stelle, sotto la metafora "candito volto". Nei seguenti versi, "cristalline stelle","puro nembo" per indicare il cielo coperto da una distesa di stelle di cristallo, e "l'aure", i venti ad indicare il lamento del poeta.

4) Solo negli ultimi due versi finali, noi comprendiamo il senso della poesia. Infatti tutta la parte precedente è un "notturno", in cui Tasso umanizza la natura rendendola partecipe della sua malinconia. Per quanto riguarda le interrogative dirette, creano un'atmosfera di attesa e di incertezza, poi chiarita nel verso finale "vita de la mia vita". Gli enjambements indicano una spezzatura della sintassi e un rallentamento del ritmo.

5)In questa poesia Tasso introduce un nuovo motivo pittorico: il pianto delle stelle e del cielo sulla terra. Quindi definisce la rugiada come lacrime.

Cordiali saluti!!!
Bucalo Carmelo.