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mercoledì 8 febbraio 2012

La vita è solo recita

 Una delle immagini usate con maggiore frequenza dagli scrittori del Barocco per rappresentare il mondo è quella del teatro.
"Il mondo intero è un palcoscenico" scrive all'inizio del Seicento William Shakespeare nell'opera Come vi piace.
A distanza di pochi decenni, il drammaturgo Pedro De Calderòn de la Barca compone un'opera dal titolo Il grande teatro del mondo, nel quale la vita assume il carattere allegorico di una recita che si svolge entro i due limiti della nascita e della morte.Shakespeare e Calderòn appartengono a due epoche letterarie diverse: il primo al Manierismo, l'altro al Barocco. Ma se vi sono elementi di novità e anche di frattura tra i due momenti,altrettanto forte è il tratto di unione segnato dalla lunga parabola della crisi dei valori rinascimentali, con la quale entrambi gli autori devono misurarsi.
In Shakespeare la crisi dei valori rinascimentali è percepita come sensazione di impotenza di fronte allo scatenarsi di forze incontrollabili  e la ragione non è più sufficiente a dominarle.Non c'è più armonia e la notte priva di certezze scatena i fantasmi che in modo inquietante si manifestano.
L'Amleto è un dramma che si svolge nell'oscurità e trasforma il dubbio in una condizione esistenziale .Nella prima scena una sentinella, Francisco, di guardia al castello del re di Danimarca attende di smontare nel cuore della notte.L'opera si apre con una domanda: "Chi è là?".Inspiegabilmente a formularla è Bernardo,venuto a dargli il cambio. Sembra smarrito nel buio .Francisco lo accoglie con parole cariche di inquietudine: "Grazie per il cambio.E' un freddo cane , e ho la morte nel cuore".Così nella prospettiva del Manierismo, anche l'altro atto quotidiano diviene occasione per cogliere l'incertezza che avvolge il destino dell'uomo.
Un'epoca di crisi
La visione del mondo presso gli scrittori del Barocco è legata alla coscienza di crisi che caratterizza gran parte della cultura del Seicento:crisi di certezze culturali ( la rivoluzione scientifica ,le tensioni sociali della Controriforma, i problemi posti dalla conquista delle Americhe, il declino del  modello
cosmologico e antropologico umanistico), ma anche crisi di certezze politiche e civili (i problemi della crescita demografica, le numerose carestie alimentari e le pestilenze- fra le quali quella del 1630 nel Nord Italia descritta da Manzoni nei Promessi Sposi-, la sanguinosa guerra dei Trent'anni, l'instabilità politica, la decadenza del dominio della Spagna).
Tutto ciò finisce per consolidare un'idea negativa del mondo e dell'uomo. L'individuo è percepito come in continua lotta contro i mali che accompagnano l'esistenza , il conflitto con se stesso e combattuto dall'inquietudine , dalla paura, dal dolore.
L'idea della negatività dell'uomo si accompagna al senso della fragilità nei confronti delle forze soverchianti della natura e del potere politico.Se per il filosofo Thomas Hobbes (1588-1679) l'uomo è naturalmente malvagio e solo il potere assoluto del sovrano può frenare la violenza individuale trasormando lo stato in un leviathan , un mostro sanguinoso e leggendario di cui si parla nella Bibbia , per Pascal invece l'uomo è la più debole delle creature, "un vapore, una goccia d'acqua bastano a ucciderlo".E' un fatto che la violenza e il dolore nel Barocco spesso si trasformano in spettacolo popolare: le esecuzioni popolari , le mortificazioni corporali dei figuranti durante le processioni religiose,lo spargimento di sangue nelle corride , e così via.
Il dolore è anche lo strumento della pedagogia della violenza utilizzata dai potenti per giustificare il regime assoluto e la subordinazione totale dei sudditi all'autorità.
Il topos del mondo come teatro è in parte collegato a queste caratteristiche. Se la vita è simile a uno spettacolo, allora significa che la condizione di ciascun uomo, triste o lieta che sia,corrisponde alla parte che si deve recitare ed è pertanto transitoria. Inoltre implica che non vi sia una corrispondenza tra l'apparire e l'essere , così come l'attore non si identifica in via definitiva con il personaggio che sta rappresentando. Per cui può esservi grandezza nel servo e meschinità nel re.
Ne deriva un messaggio di immobilismo sociale , rivolto soprattutto a coloro che soffrono le condizioni peggiori. Non vale protestare.
Presentano analogie con l'immagine del teatro anche altre metafore ricorrenti nelle opere del Barocco: il mondo come locanda e il mondo come grande piazza. Luoghi di incontro e di occasioni, hanno in comune l'idea nel movimento disordinato, dell'intrecciarsi delle circostanze apparentemente al di fuori di un disegno razionale. Ma sono soprattutto luoghi di passaggio, così come lo è la vita in questo mondo. La locanda accoglie per un breve periodo il pellegrino in viaggio: è momento di sosta , ma anche scuola di esperienza, dove si impara la lezione della vita,tra menzogne, trucchi, tradimenti.


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